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Verbano Cusio Ossola, referendum per passare da Piemonte a Lombardia

Il fac simile della scheda del referendum del 21 ottobre (Foto: sito del ministero dell'Interno)
4' di lettura

143.375 cittadini sono chiamati al voto. Dovranno scegliere se la loro Provincia rimarrà in territorio piemontese o se si sposterà in quello lombardo. Consultazione alla prova del quorum. Seggi aperti dalle 7 alle 23

Lasciare il Piemonte e passare in Lombardia. È questa la scelta davanti alla quale oggi, domenica 21 ottobre, si troveranno i cittadini della Provincia del Verbano Cusio Ossola (Vco), chiamati a scegliere con un referendum se il loro territorio debba cambiare appartenenza o meno. Al voto sono chiamati in 143.375 mila (di cui oltre il 10% residenti all’estero). Il 'trasloco' è alla prova del quorum: occorre raggiungere la soglia del 50% più uno dei votanti. E deve votare per il "Sì" la maggioranza degli elettori. Si tratta del primo referendum consultivo in Italia per il cambio di Regione di una Provincia. (Il risultato)

Il referendum 

Si vota dalle 7 alle 23, e dopo la mezzanotte si saprà se è stato raggiunto il quorum. Gli oltre 143 mila votanti saranno suddivisi in 225 sezioni elettorali. Questo, nello specifico, il quesito a cui i cittadini dovranno rispondere: "Volete che il territorio della Provincia del Verbano Cusio Ossola sia separato dalla Regione Piemonte per entrare a far parte integrante della Regione Lombardia?". Nell’autunno del 2017 era partita la raccolta firme per avviare l'iter della consultazione - che costa circa 350mila euro - e ne erano state raccolte oltre 5.200. Dopo il via libera della Cassazione arrivato a luglio del 2018, ad agosto il Consiglio dei ministri aveva fissato la data del referendum.  

La storiade della Provincia del Verbano Cusio Ossola

L’esito della consultazione decide il destino di un territorio di 2.255 chilometri quadrati, nato nel 1992 dallo scorporo di 77 Comuni prima appartenenti al Novarese e che conta circa 160mila abitanti. L'ipotesi del trasloco poggia sulla storia, perché questo lembo di terrafu un ducato lombardo fino al 1743, quando finì sotto al Piemonte con il trattato di Worms. Al confine con la Svizzera, oggi la provincia paga la deindustrializzazione, con migliaia di posti di lavoro persie soprattutto nell'Ossola e nel Verbano e con la crisi del casalingo nel Cusio. Per lavorare nei Cantoni Ticino e Vallese, ogni giorno varcano il confine 5.500 frontalieri. Il reddito pro capite è stimato in 17.800 euro, contro i 21 mila della media regionale, ma la disoccupazione resta al di sotto della media del Piemonte: 6,8% contro il 9,1%. A sorreggere l'economia c'è il turismo: l'anno scorso sono stati un milione e 100 mila i visitatori attirati da laghi e montagne, il 22 % di quelli del Piemonte.

Gli schieramenti politici fra "sì" e "no"

Con il referendum, i temi più dibattuti sono stati quelli dei canoni idrici, delle politiche a sostegno del turismo, dei trasporti, dei servizi sociali e della sanità. "Ora o mai più: dobbiamo agganciarci al motore economico lombardo", dice il presidente del Comitato promotore, il leghista Valter Zanetta. "La forza del Piemonte è la diversità dei suoi territori: il Vco deve trovare la sua identità", replica il vicepresidente della Regione, Aldo Reschigna, ex sindaco e uomo forte del Pd verbanese. Zanetta, promuovendo il “sì” ha ribadito i vantaggi del passaggio in una Regione "che ha uno dei Pil più alti d'Europa e che è il motore dell'Italia, rispetto al Piemonte il cui bilancio in rosso continuerà a penalizzare anche le province". E ha rimarcato come in Lombardia "il Vco avrebbe i 18 milioni di canoni idrici che il Piemonte non dà, mentre la Lombardia versa regolarmente alla provincia di Sondrio". Reschigna però, dall’altra parte, solleva dubbi e batte sulla questione del turismo: "Andando in Lombardia il Vco si isolerebbe da uno dei bacini turistici più importanti, rappresentato dei laghi Maggiore, Mergozzo e Orta. Abbiamo lavorato per anni per costruire una offerta turistica che valorizza i laghi, se spezziamo il territorio spezziamo anche l'offerta turistica". 

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