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Mattarella: genitore bullo non è meno distruttivo dello studente bullo

3' di lettura

Il bullismo, gli strumenti digitali, la sicurezza degli edifici, l’importanza della scuola, il ricordo di Genova. Sono questi alcuni dei temi trattati dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Portoferraio, all'Isola d'Elba (Livorno), nella cerimonia di inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico. Il capo dello Stato, accompagnato dal ministro dell'Istruzione Marco Bussetti, è stato accolto nel Palasport dall'ovazione di oltre mille studenti e dei loro docenti, provenienti da 122 scuole di tutta Italia. “La scuola italiana – ha detto Mattarella – ha i suoi problemi, ma ha anche grandi qualità e insegnanti valorosi”.

“Strumenti digitali possono amplificare violenze ma anche combatterle”

Tra gli argomenti toccati da Mattarella, il bullismo. “Non possiamo ignorare che qualcosa si è inceppato. Alcuni gravi episodi di violenza - genitori che hanno aggredito gli insegnanti dei propri figli - rappresentano un segnale d'allarme che non va sottovalutato. Il genitore-bullo non è meno distruttivo dello studente-bullo”, ha detto. Un passaggio anche sugli strumenti digitali che, ha spiegato Mattarella, “possono amplificare violenze e soprusi, ma possono anche aiutarci a combatterli”. “Le connessioni digitali sono grandi finestre aperte sul mondo e sul nostro tempo. Ma esiste anche un lato oscuro della Rete. Non è accettabile che un ragazzo di quattordici anni muoia in conseguenza di un'emulazione in un gioco perverso in chat”, ha aggiunto riferendosi alla morte di un giovane, causata forse da un gioco online finito male. E ancora: “Dobbiamo chiederci che cosa va fatto per evitare tragedie di questo genere. Le famiglie non possono essere lasciate sole in questa opera. La scuola può far molto”.

“La scuola è l'oggi che prepara il domani”

Al centro del discorso di Mattarella anche la sicurezza degli edifici scolastici. “È un tema di primaria importanza, che impone fermezza e responsabilità a tutte le autorità pubbliche”, ha detto. Poi ha parlato dello studio come “diritto fondamentale della persona”. “Assicurare l'istruzione è un dovere inderogabile della Repubblica. Organizzare, e garantire, un sistema formativo adeguato ai tempi è una assoluta priorità politica e istituzionale”, ha sottolineato. E ancora: “La scuola è l'oggi che prepara il domani. Delle vostre conoscenze, ragazzi, della vostra cultura, anche delle vostre amicizie”. “La scuola – ha aggiunto – è un patrimonio comune e come tale va curato”. Un riferimento, poi, anche al passato: “Nel settembre del 1938 la stagione scolastica si apriva con l'espulsione dalla scuola pubblica di tutte le ragazze e i ragazzi ebrei. E con il licenziamento dei professori di origine ebraica. Una delle pagine più brutte e tristi della nostra storia”. “La scuola – ha concluso Mattarella – deve unire e non dividere o segregare”.

Presente delegazione di una scuola della zona rossa di Genova

Alla cerimonia ha partecipato anche una delegazione di una scuola di Genova la cui sede è compresa nella zona rossa del ponte Morandi. Mattarella ha raccontato di aver “incontrato i compagni di scuola dei ragazzi morti nel crollo del ponte di Genova. I banchi vuoti dei loro amici sono il simbolo più doloroso di quella tragedia inaccettabile”. Delle giovani vittime del crollo ha parlato anche il ministro Bussetti, che ha inviato “il mio pensiero e la mia vicinanza” alle persone colpite. Un “saluto affettuoso” è stato inviato anche “agli studenti dei centri colpiti dal terremoto”. Parlando ai ragazzi, poi, il ministro ha ricordato come la scuola sia la loro alleata: “Chi lavora nella scuola lavora per il vostro bene”.

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