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Le vacanze del Pd e il "torno subito" di Renzi

2' di lettura

I tempi lunghi di Martina contro l'onda gialloverde. La previsione dell'ex segretario di un ritorno al governo prima del previsto. Cosa ne sarà del Pd? Guardate alla Festa dell'Unità. E alla Leopolda 

“Beh che aria tira nel Pd… Come va questa missione opposizione? E i popcorn? Finiti, scaduti, digeriti, indigesti?”. La prendo larga. Però mi sembra il giorno adatto per chiacchierare con un dem dei dem. Perché, oggi, si fa sentire (si fa leggere) forte l’orgoglio di Renzi, che immagina rivincite molto vicine. Perché gli attacchi personali (vedi la rescissione del contratto sull’Airbus di palazzo Chigi) gli sembrano sintomi di una paura di lui che non accenna a diminuire. “Se questo è il loro livello di disperazione, bisogna farsi trovare pronti: toccherà di nuovo a noi. E molto prima del previsto”. Pugnace, al solito, l’ex segretario. Pronto a combattere nei tempi brevi. E però oggi è pure il giorno in cui Maurizio Martina comunica al mondo che la prossima segreteria Pd sarà a Scampia. Per conoscere “una bella realtà: la scuola di calcio Arci”. E parla, il segretario, di educazione alla cittadinanza, di raccolta di idee utili. E pure di far partire (“presto”) un forum nazionale del Pd (!) sui quartieri popolari e le periferie. “L’alternativa al pentaleghismo si costruisce così”, scrive. Cioè: a lunga scadenza. Cioè: quello gialloverde non è un fuoco di paglia. Cioè: il contrario di quello che dice Renzi.

Quindi, dicevo, io la prendo larga. Il mio interlocutore no.  “Tira un…” Il cellulare prende male. Come? “Tira un’ariaccia”. Sì, l’avevo intuito. Perché? (fintotontismo, lo sappiamo entrambi ma si fa così). E così torna la questione dei tempi. “Zingaretti è determinatissimo. Vuole il congresso nazionale prima delle elezioni europee. Renzi lo vuole dopo. Punta alla maggioranza anche nel gruppo Pd a Strasburgo. Intanto la ferita del 4 marzo si rimargina. E anche se lui o i suoi perdono il congresso, l’agibilità politica del nuovo segretario sarà minima”. Bel gioco, penso. La partita è Zingaretti contro i renziani o addirittura contro Renzi? “Potrebbe. Chissà, Cuperlo…” E Franceschini? “Troppo fermo e troppo in silenzio. È un democristiano, gatta ci cova”. Fa caldo. “Sì, vero. Ma a settembre…Attenzione alla Festa dell’Unità a Ravenna. A chi parla e a che cosa dice”. Poi c’è la Leopolda… ”Già, anche lì. Grande attenzione a chi va. E in quanti andranno. C’è chi farà di conto”.

C’era una volta un giornale, si chiamava l’Unità. Ha chiuso.

Consigli per l’ascolto: “Love Will Tear Us Apart”, Joy Division

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