Comunali 2018, le alleanze ai ballottaggi nelle principali città

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Il secondo turno delle amministrative si svolge domenica 24 giugno in 75 Comuni medio-grandi. Dei 20 capoluoghi di provincia, in 14 devono ancora decidere il nuovo sindaco. A pesare sulla vittoria finale potrebbero essere gli apparentamenti tra i partiti. SPECIALE

Sono previsti per domenica 24 giugno i ballottaggi delle amministrative con cui si eleggeranno i sindaci di 75 Comuni medio-grandi, tra cui 14 capoluoghi di Provincia (LO SPECIALE). Secondo i risultati del primo turno, svolto domenica 10 giugno, il centrodestra ha fatto meglio in 29 città, il centrosinistra in 20, mentre i candidati del Movimento 5 Stelle sono ancora in corsa a Ragusa, Avellino e Terni. Proprio gli elettori pentastellati (e quelli delle liste civiche) potrebbero risultare decisivi in diversi Comuni, specie nei capoluoghi di Provincia, dove il centrodestra è avanti in 9 casi mentre il centrosinistra è in testa in quattro. 

Il ballottaggio a Sondrio

Dopo il primo turno, a Sondrio è Marco Scaramellini del centrodestra in vantaggio con il 46,8% sul candidato di centrosinistra Nicola Giugni (al 36,1%). Lo stesso Giugni ha fatto sapere che si tratta di una sfida esclusiva tra lui e la Lega e che quindi non ricorrerà alle logiche di partito o a particolari alleanze per recuperare il gap del 10 giugno. (LO SPECIALE)

Il ballottaggio a Pisa

Molto più serrato, invece, il duello di Pisa dove è avanti Michele Conti (33,3%) sullo sfidante di centrosinistra Andrea Serfogli al 32,3%. Il primo ha già ricevuto l’appoggio della lista civica del candidato Latrofa, mentre il secondo ha annunciato un apparentamento con le tre liste civiche che al primo turno hanno sostenuto i candidati Veronese e Zippel. Ma sull’esito elettorale, l’ago della bilancia potrebbe essere il Movimento 5 Stelle che con il 9,9% ottenuto dal candidato Gabriele Amore potrebbe risulterebbe decisivo. Il centrosinistra teme l’effetto nazionale, ovvero l’alleanza gialloverde tra M5s e Lega. Ma l’esponente dei 5 Stelle ha annunciato: “Per noi nessun apparentamento. Non stipuleremo alcun 'accordo di governo', come quello sottoscritto a livello nazionale con la Lega”.

Il ballottaggio a Siena

Sempre in Toscana, ci sarà un altro ballottaggio importante, quello a Siena tra Bruno Valentini del centrosinistra (27,4%) e Luigi De Mossi del centrodestra (24,2%). Nella città del Palio, il centrosinistra appare avvantaggiato dopo aver stretto un’alleanza formale con l’ex sindaco Pierluigi Piccini, che si era candidato con la lista civica Per Siena con la quale aveva ottenuto il 21,27%.

Il ballottaggio ad Ancona

Per il momento non ci sono accordi all'orizzonte per il ballottaggio ad Ancona, unico capoluogo di regione dove si va al secondo turno, dove la sindaca uscente del Pd Valeria Mancinelli (48% al primo turno) affronta il candidato civico sostenuto dal centrodestra Stefano Tombolini (28,4% al primo turno). I candidati rimasti fuori dal doppio turno, Daniela Diomedi (M5s) e Francesco Rubini (Altra Idea di Città), hanno già escluso apparentamenti.

Il ballottaggio a Terni

A Terni il leghista Leonardo Latini parte dal 49,2% del primo turno e sfida il pentastellato Thomas De Luca che ha raccolto il 25%. Il Pd, rimasto fuori dal ballottaggio ha annunciato che sarà "equidistante" dai due candidati in lizza e "non darà indicazione alcuna ai propri elettori su come esprimere il proprio diritto di voto”. Il partito invita "i cittadini ternani, elettori del Pd e del centro-sinistra a partecipare comunque alle elezioni per il ballottaggio, considerando il voto non solo un diritto, ma anche un dovere civico verso se stessi”.

Il ballottaggio a Messina

Anche a Messina centrodestra parte avanti con Dino Bramanti che, al primo turno viaggia sul 28,2% delle preferenze contro il 19,8% di Cateno De Luca. I due, ufficialmente, non potranno contare sull’apporto, di nessuna lista rimasta fuori dal ballottaggio e non è stato ufficializzato alcun apparentamento. Qui il clima è però infuocato e Bramanti, in una nota, ha comunicato di essersi recato dalle forze dell’ordine per denunciare “il dileggio e denigrazione dell'avversario, che ha esacerbato gli animi della piazza”. (I BALLOTTAGGI IN SICILIA)

Il ballottaggio a Ragusa

I pentastellati sono in vantaggio solamente a Ragusa dove lo scorso 10 giugno Antonio Tringali ha ottenuto il 22,7% contro il 20,8% di Giuseppe Cassì del centrodestra. Giorgio Massari, arrivato terzo, ha lasciato libertà di scelta ai suoi elettori.

Il ballottaggio a Imperia

C'è infine il caso di Imperia dove l'ex ministro dell'Interno Claudio Scajola (35,3% al primo turno) ha scelto il una lista civica per sfidare il candidato del centrodestra unito, nonché suo ex delfino Luca Lanteri (28,7%). Anche qui il Pd ha lasciato libertà di voto ai propri elettori.

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