Delrio attacca Conte: “Non faccia il pupazzo in mano ai partiti"

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Duro intervento alla Camera del capogruppo Pd. "Riscriva il programma di governo" dice al premier. Poi insorge perché Conte, ricordando gli insulti ricevuti dal capo dello Stato, parla di "congiunto" senza ricordare il nome. "Si chiamava Piersanti" urla 

"In tre mesi avete tenuto in ostaggio il Paese e avete attaccato il presidente della Repubblica. Presidente Conte", il fratello di Mattarella "si chiamava Piersanti, si chiamava Piersanti". È stato accolto dagli applausi del Pd l’attacco che il capogruppo dem Graziano Delrio ha lanciato al presidente del Consiglio dopo che quest’ultimo, nella replica in Aula alla Camera prima del voto di fiducia (incassato con 350 sì -  LA CRONACA DELLA GIORNATAparlando del capo dello Stato aveva detto: “Una delle cose che più mi ha addolorato è stato quando c'è stato un attacco alla memoria di un suo congiunto (il fratello Piersanti fu ucciso da Cosa nostra nel 1980 ndr)”. 

“Riscriva il programma e la lista dei ministri”

Delrio, contestato sonoramente da Lega e M5s, ha voluto ricordare che i governi di centrosinistra hanno creato “un milione di posti di lavoro” e ha detto a Conte: “Se vuole rispettare davvero la Costituzione, prenda quel programma che ha sul tavolo e lo riscriva, prenda la lista dei ministri e la riscriva. Sono sconcertato: lei è espressione di un governo che nasce sull'inganno. Il nostro augurio è che non faccia il pupazzo dei partiti".

“Impossibile il voto di fiducia”

Annunciando il no alla fiducia al governo giallo-verde, Delrio ha definito il programma dell’esecutivo “pieno di promesse per noi irrealizzabili”: “Il nostro timore è che diventino incubi per le famiglie e le imprese. Il popolo può anche essere ingannato: bisogna non dare sussidi ma lavoro. Per i miei figli voglio lavoro, non uno stipendio, protezione sociale, non uno stipendio". E ha aggiunto: "Presidente Conte, ha rivendicato di essere populista ma in nome del popolo in questo Paese sono stati commessi delitti orrendi, approvate leggi razziali, in Europa sono stati commessi genocidi. Tutti i grandi dittatori lo fanno in nome del popolo. Parlo della storia e non di voi". Infine l’annuncio del no alla fiducia: “Le premesse su cui si basa il suo programma rendono impossibile il voto di fiducia. Non venga a parlare in quest'aula di cose che non conosce, sia umile. Studi, abbia l'umiltà di studiare. Non venga qui a fare lezioni. Prima studi".

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