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Assemblea Pd, approvata relazione Martina. Nessun voto sul segretario

4' di lettura

Con 294 voti a favore e 8 astenuti è stata ratificata la relazione dell'attuale reggente. Prima dell'assemblea spaccatura all'interno del partito quando è stato cambiato l'ordine del giorno: nessuna discussione sulla nuova guida

L'Assemblea nazionale del Pd ha approvato la relazione di Maurizio Martina con 294 voti a favori e 8 astenuti. "Ora dobbiamo lavorare per l'alternativa, il Pd deve parlare al Paese: ci sono le condizioni per farlo", ha detto il reggente. Alla votazione assente Renzi che aveva già lasciato l'incontro. Un'assemblea iniziata con una novità e una forte spaccatura all'hotel Ergife di Roma: grazie a un voto a maggioranza è stato deciso di cambiare l'ordine del giorno e non discutere oggi sulla guida del partito e il congresso, ma rinviare a una successiva riunione. Sono stati 397 i voti a favore, 221 i contrari e sei gli astenuti. Contro la proposta si sono levate proteste dalla platea, che in precedenza aveva fischiato. "Capiamoci, anche basta", ha detto Orfini a chi lo interrompeva. Dopo l'approvazione della relazione, ha parlato anche Paolo Gentiloni: "Fiducia in Martina". 

Martina: "No anatemi alla vittoria M5s-Lega"

"Commetteremmo un errore se reagissimo alla vittoria di M5s e Lega con soli anatemi, ma desta meraviglia che parte dell'establishment ha accarezzato queste forze e ora si scandalizza, e desta stupore che chi ha contrastato la riforma costituzionale ora taccia", ha detto Maurizio Martina all'apertura dell'assemblea Pd. E sul contratto di governo "giallo-verde" ha spiegato: "È un mix tra un libro dei sogni e un libro degli orrori".

"Faremo un congresso anticipato. Se tocca a me, tocca a me"

Martina ha poi precisato: "Faremo un Congresso anticipato, chiedo di poter lavorare insieme a tutti voi per portare in maniera unitaria, forte, al congresso, senza la fatica dei detti e non detti che hanno generato ambiguità. Non ho l'arroganza di fare questo lavoro da solo". "So che nella transizione questo mestiere si fa così", ha aggiunto, "ma se tocca a me, anche se per poche settimane, tocca a me. Ve lo chiedo con la massima sincerità. Tocca a me con tutti voi". Poi ha proseguito: "Il congresso può essere la grande occasione per noi, così le primarie, guai se vi rinunciassimo. Ma credo che non ci basta una domenica ai gazebo, abbiamo bisogno di un congresso profondo, costituente". 

"Sconfitta netta, non abbiamo capito i cittadini"

Durante la relazione d'apertura all'assemblea, Martina ha poi parlato delle elezioni affermando che: "La sconfitta è stata netta e ha coinvolto tutti. Abbiamo perso male. Non è vero che gli elettori non ci hanno capito, siamo noi che non abbiamo capito loro, abbiamo sbagliato noi". Poi però ha sottolineato: "Possiamo avere tante differenza tra noi, ma quanta differenza tra Letta, Renzi e Gentiloni e la squadra di M5s e Lega che vediamo oggi".

Gentiloni: "Fiducia in Martina"

"L'Italia ha di fronte un periodo ricco di incognite. Serve l'opposizione del Pd. Faremo presto un Congresso per rilanciare il centrosinistra di governo. Ora fiducia in Maurizio Martina", queste le parole del presidente del Consiglio uscente, Paolo Gentiloni in un tweet.

Renzi va via dopo la relazione di Martina

Intanto, poco dopo, l'ex segretario del Pd Matteo Renzi ha lasciato l'hotel Ergife di Roma. I renziani, a quanto si apprende, stanno valutando se votare la relazione del reggente Maurizio Martina, che ha suscitato molti malumori. In ogni caso, affermano fonti vicine all'ex segretario, alla prossima assemblea nazionale, che sarà convocata tra qualche settimana, si svolgerà la discussione che è stata rinviata oggi, con la relazione di Renzi e la convocazione del congresso.

Il pre-assemblea e lo scontro

Il ritardo per l'inizio è stato causato dalle trattative tra le varie correnti. L'obiettivo era quello di trovare un'intesa su una mediazione che eviti la conta. Mentre i renziani raccoglievano le firme per un ordine del giorno per il congresso subito, i sostenitori di Maurizio Martina chiedevano un ordine del giorno per il congresso anticipato, ma con l'elezione del segretario in assemblea "per non lasciare il partito senza guida in una fase delicata per il Paese". Nonostante le tensioni, il coordinatore della segreteria dem, Lorenzo Guerini, aveva subito detto: in assemblea nessuna resa dei conti (VIDEO).

Data ultima modifica 19 maggio 2018 ore 17:00

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