Rebus governo, Montecitorio ancora "chiuso" per stallo

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Maggioranza in alto mare e tutto ancora fermo in Parlamento in attesa di una schiarita sul Governo

L'aria è insolitamente fredda e carica di pioggia, il cielo romano una coperta "dipinta" con varie sfumature di grigio e più che primavera sembra autunno inoltrato. (LO SPECIALE) Piazza Montecitorio è vuota, così come è completamente vuoto il Transatlantico. Due mesi e oltre dalle elezioni politiche del 4 marzo e lo stallo ha trasformato il Parlamento in una sorta di deserto. In attesa del governo che verrà, tutto è fermo: l'aula, le commissioni, i lavori parlamentari. La politica, insomma, è immobile, sospesa e in attesa. Nel "palazzo" regna il silenzio assoluto, silenzio che viene rotto a intermittenza solo dai passi di qualche giornalista che passeggia nervosamente alla ricerca di un commento, una battuta, una notizia. Pochissimi sono i politici che si vedono e quei pochi camminano svelti, con lo sguardo basso e con il cellulare all'orecchio. Il resto è solo il vuoto che "riempie" la penombra dei corridoi.

Al lavoro solamente la Commissione Speciale

Il Parlamento si è insediato lo scorso 23 marzo ma la paralisi totale resta, soprattutto per alcune attività che non possono lavorare senza premier e senza ministri di riferimento. Per Andrea Romano (Pd) la situazione attuale è colpa dei "vincitori", quindi dito puntato contro la Lega e contro i 5 Stelle. Bloccati e in attesa il Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) e la Vigilanza Rai mentre è stato comunque accreditato il primo stipendio da parlamentari, 13mila euro circa. Nessuna traccia delle commissioni permanenti perché manca sia la maggioranza che l'opposizione e così gli unici a lavorare sono i 40 tra deputati (e senatori) che fanno parte della Commissione Speciale, che in questo momento sono chiamati in causa per non far bloccare, del tutto, la macchina amministrativa. Commissione che, tra l'altro, si occupa di uno dei temi più spinosi del momento, il Documento di economia e finanza. Francesco Boccia, nella scorsa legislatura presidente della Commissione Bilancio della Camera, è critico, e guardando al confronto gialloverde in corso dice: “Bisogna chiederlo ai signori Di Maio e Salvini perché siamo in queste condizioni”.

Come faceva la Germania senza governo?

Al quarto piano di Montecitorio c'è anche Dario Galli (Lega), che fa parte della Commissione. Galli invece vede il bicchiere mezzo pieno: “La Commissione Speciale - commenta- è un mini laboratorio”. Nicola Fratoianni (LEU) scruta a sua volta l'orizzonte politico e non solo. L'esponente di Liberi e Uguali chiede un cambio di passo ai presidenti di Camera e Senato: “Ci sono tanti temi sul tavolo, bisogna far funzionare il parlamento”, commenta. Giovanni Donzelli (FdI) invece spiega: “Se la Camera non si riunisce sono tanti i progetti messi lì e mai discussi”. Qualcuno, a questo punto, si chiede: ma come si muoveva la Germania durante i mesi di difficoltà targate SPD-CDU? La risposta di molti è sempre la stessa: il gigante tedesco aveva almeno un punto di riferimento: la signora Merkel.

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