Salvini: "Pazienza al limite, governo in fretta o al voto"

Matteo Salvini (ansa)
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Il leader della Lega, su Facebook, sostiene che la crisi siriana porta a una accelerata nella formazione dell’esecutivo. Poi ribadisce il no a governi che includano il Pd. Intanto Martina ribadisce la sua corsa alla segreteria dem

La crisi siriana "porta un'accelerazione sulla formazione del nuovo governo". Lo dice Matteo Salvini durante una diretta Facebook. "C'è una vita reale che dice 'fate in fretta'. Basta, io sono ai limiti della pazienza, o si va avanti e si lavora o tanto vale tornare dagli italiani con un voto chiaro a dire 'facciam da soli'. Basta dire: 'se ci sono io, non c'è lui'".
Salvini - dopo il secondo giro di consultazioni del capo dello Stato (COSA SONO) - prova con queste parole, a spingere verso la formazione di un nuovo governo. “Continuo a mantenere un atteggiamento zen, sereno, costruttivo, pacifico e di buon senso. Non capisco le polemiche e gli insulti”, dice riguardo alle tensioni con il Movimento 5 stelle, che non vuole Forza Italia in un eventuale esecutivo. Una risposta ai pentastellati arriva anche dalla capogruppo azzurra alla Camera, Mariastella Gelmini: “Da Di Maio tentativo di divisione del centrodestra risibile”. Intanto, nel Pd, il segretario reggente Maurizio Martina conferma la sua candidatura a guidare il partito.

"No esecutivi con Pd"

Nel suo intervento su Facebook, uil leader del Carroccio, poi, torna a ribadire il suo no categorico a un esecutivo con il Partito democratico: “Qualcuno, come Pd e Forza Italia, sogna i governoni con tutti, alla Monti, Pd, Forza Italia. Gli italiani hanno chiesto qualcosa di diverso. Mi rifiuto di pensare a un governo che coinvolga il Pd, che in questi anni ha fatto il contrario di quello che voglio fare io ed è stato bocciato dagli italiani”. 

Meloni: “Non perdere tempo”

D’accordo con Salvini sull’urgenza di formare al più presto un esecutivo, è Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, che dice: “Abbiamo fatto ogni sforzo possibile per dare un governo al Paese, anche perché la crisi internazionale impone di non perdere tempo. Però se vogliamo rispettare il volere degli italiani, espresso il 4 marzo, l'incarico non può non spettare al centrodestra. Vogliamo avviare un confronto in particolare con il M5s per capire se ci sono i margini per trovare un' intesa”.

Gelmini: “Osserviamo con ironia tentativo M5s di dividere centrodestra”

Ma in questi giorni, a tener banco, è sempre il veto posto dal M5s su Forza Italia e Silvio Berlusconi. Un comportamento che, secondo i vertici azzurri, è volto a dividere il centrodestra. Al leader pentastellato è arrivata la stoccata di Mariastella Gelmini, neo capogruppo di Fi alla Camera: “Osserviamo con distacco e ironia il tentativo del M5s di dividere il centrodestra e trovo risibile che Di Maio dica che tra loro e la Lega ci sono delle sintonie ma non con Berlusconi, perché il programma di tutto il centrodestra è lo stesso ed è stato condiviso da tutte le forze politiche del centrodestra”.

Martina: “Confermo mia candidatura a guida Pd”

Intanto il Pd è sempre alle prese con il suo futuro, dopo il voto del 4 marzo (LO SPECIALE) e dopo le dimissioni di Matteo Renzi dalla segreteria. Il segretario reggente, Maurizio Martina, dall’assemblea regionale del partito a Milano, ha ribadito che correrà per guidare i dem: “Confermo la mia candidatura e penso, oggi più di ieri, che non servano conte e divisioni ma tanta sana collegialità”. Poi ha definito la decisione di rinviare l’assemblea nazionale una scelta “ragionevole data la situazione generale”. E comunque, ha assicurato, “si farà presto”. Martina, poi, ha detto: “In questa fase molto delicata bisogna tenere i nervi saldi. Chiedo a tutto il Partito Democratico questo sforzo. La situazione internazionale e l'incerto avvio della legislatura chiedono al Pd unità, responsabilità e tenuta”. Parlando infine dello stallo nella formazione del governo, ha aggiunto: “Noi l'abbiamo detto in tutti i modi in queste ore che è inaccettabile che le forze che hanno prevalso il 4 marzo non abbiano ancora indicato precisamente che cosa intendono fare. È inaccettabile questo balletto di tatticismo, di personalismi, di tira e molla, occorre uno sforzo di responsabilità che non c'è da parte di chi ha vinto”. Infine il segretario reggente ha concluso: “La nostra posizione è sempre stata limpida, coerente e responsabile. Abbiamo detto chiaramente che spettava innanzitutto a loro indicare una strada. Questo non sta accadendo”.

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