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Governo, Berlusconi: "Salvini premier". Il Pd: "Faremo opposizione"

3' di lettura

Su un possibile asse Lega-M5S pesano il ruolo di Forza Italia, le divergenze sul programma e l'incognita delle ripercussioni. Martina: "Noi fuori dall'Esecutivo"

Archiviata l’elezione dei presidenti della Camera e del Senato, tutti gli scenari restano aperti per la formazione del nuovo governo (LE PROSSIME TAPPE), per il quale il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dovrebbe aprire le consultazioni dopo Pasqua. Visto l’esito del voto del 4 marzo, ogni opzione sul tavolo rimane fattibile. Il ruolo di Forza Italia, le divergenze sul programma e l'incognita delle ripercussioni sull'elettorato sono le problematiche principali di un possibile asse M5s-Lega. Ma al momento, dalla coppia M5S-Lega, il baricentro di un possibile governo non si sposta. E Matteo Salvini sembra il primo ad esserne consapevole, dichiarando ai microfoni di Sky Tg24 "Chi fa il presidente del Consiglio è l’ultimo dei miei problemi. Sono disponibile a ragionare con tutti".

Berlusconi: "Salvini premier. Lui e M5S da soli? Un animale mitologico"

Meno aperto alla possibilità di stringere accordi di governo con altre forze è il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, che dice di preferire "un governo guidato da chi ha vinto le elezioni. E con questo intendo il centrodestra, se unito. I 5 stelle hanno ottenuto un buon risultato, ma sono arrivati secondi". E Salvini e Di Maio al governo assieme, da soli? "Sarebbe un ircocervo, l'animale mitologico spesso citato dai filosofi antichi come esempio di assurdità, perché in esso convivono caratteri opposti e inconciliabili. E poi perché Salvini dovrebbe fare il socio di minoranza di un governo Cinque stelle?". 

Martina: "Faremo opposizione dura e responsabile"

Il Pd, intanto, si appresta a scegliere i capigruppo di Camera e Senato. Perché i due comporranno, con il reggente Maurizio Martina e il presidente del partito Matteo Orfini, la delegazione Dem al Quirinale. A loro il compito di indicare la linea dettata dalla direzione: Pd fuori dal governo. "Faremo opposizione dura e responsabile", assicura il reggente Maurizio Martina. Ma i renziani non si fidano del "correntone" trasversale alla maggioranza e alla minoranza del partito, che non vorrebbe chiudere ogni spiraglio". In casa Dem la convinzione più diffusa è che M5S e Lega siano già molto avanti nelle trattative per il governo: si crede poco agli ammiccamenti del M5s al Pd. Ma basta la sola ipotesi che l'intesa Salvini-Di Maio salti, a mettere in evidenza le due linee del partito: "dialoganti e aventiniani", sintetizza un deputato di minoranza. 

Data ultima modifica 26 marzo 2018 ore 20:20

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