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Presidenti di Camera e Senato: ecco come si eleggono

3' di lettura

È il primo passo di ogni nuova legislatura: la nomina della seconda e terza carica dello Stato. Le due assemblee sono chiamate a scegliere i successori di Laura Boldrini e Pietro Grasso. LA SCHEDA

Dopo le elezioni del 4 marzo, la nomina dei presidenti di Camera e Senato rappresenta il primo passo della XVIII legislatura. Le due Assemblee sono chiamate a Montecitorio e a Palazzo Madama all’elezione di coloro che prenderanno il posto di Laura Boldrini e Pietro Grasso. Le procedure per eleggere la seconda e la terza carica dello stato sono presiedute da Roberto Giachetti (Pd) alla Camera e dal senatore a vita Giorgio Napolitano nell'altro ramo del Parlamento: il primo è il più anziano dei vicepresidenti della Camera rieletti della scorsa legislatura, il secondo è il senatore decano. Ecco quali sono i passaggi delle votazioni.

La votazione alla Camera

Alla Camera la votazione avviene per schede e in modo segreto.

Prima votazione: è richiesta la maggioranza dei due terzi dei componenti l'assemblea, ovvero 420 voti.

Seconda e terza votazione: il quorum si abbassa ai due terzi dei votanti, contando anche le schede bianche.

Dalla quarta votazione: è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti, contando pure in questo caso anche le schede bianche.

Ciascun deputato esprime il voto sulla scheda all'interno di cabine allestite tra il banco della presidenza e quello del governo e la deposita in un'urna. Lo spoglio delle schede è pubblico e avviene in Aula. Nel caso in cui fossero necessari più scrutini per eleggere il presidente, la seduta potrebbe durare più di una giornata. In ogni caso, formalmente si tratta di una seduta unica. Nelle ultime sei legislature il presidente è stato eletto il giorno dopo l'inizio della seduta (quarto scrutinio).

La votazione al Senato

Anche qui la votazione avviene a scrutinio segreto, ma il meccanismo assicura l'elezione del presidente entro la quarta votazione.

Prima e seconda votazione: è eletto chi raggiunge la maggioranza assoluta dei voti dei componenti del Senato, che è pari a 161 voti.

Terza votazione: basta la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, contando tra i voti anche le schede bianche.

Quarta votazione: se nessuno ha ottenuto la maggioranza, il Senato procede nello stesso giorno ad un ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto più voti e viene proclamato eletto chi consegue la maggioranza, anche se relativa. A parità di voti, è eletto il più anziano di età.

Anche a Palazzo Madama lo spoglio delle schede è pubblico e avviene in Aula.

Seggio fantasma in Sicilia

Prima di dare il via al voto si dovrà riunire la Giunta provvisoria formata dai componenti rieletti della Giunta per le Elezioni e Immunità della precedente legislatura. E la Giunta, presieduta dal senatore più anziano, si occuperà di temi come il "seggio fantasma" in Sicilia: quello non ancora assegnato per il fatto che il M5S ha preso più voti di quanti fossero i candidati. Quindi, è necessario compiere le verifiche sui senatori subentranti. 

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