Salvini a Strasburgo: "Se dovesse servire ignoreremo il tetto del 3%"

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Il segretario della Lega in conferenza stampa dice: “Non ho smanie di governare con chiunque, no a un esecutivo con Pd”. E aggiunge: “L'euro resta una moneta sbagliata. Lavoriamo ad un piano B”. In serata vertice a Roma con Meloni e Berlusconi

“Non ho le smanie di andare al governo con chiunque. Se per andare al governo devo portare chi è stato bocciato al voto, allora no". Matteo Salvini, segretario della Lega, ha tenuto una conferenza stampa a Strasburgo, l’ultima da parlamentare europeo (LO SPECIALE ELEZIONI). "Noi stiamo lavorando ad un programma di governo partendo da lavoro ed emergenza e se su questo programma ci sarà una maggioranza mi prendo il dovere e l'onere di governare”, ha spiegato il leader del Carroccio che ha anche ipotizzato: "Se dovesse servire, ignoreremo il tetto del 3%". Il segretario della Lega, in serata, ha partecipato a un vertice di circa due ore a Palazzo Grazioli con Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi.

"Sicuramente esecutivo non con il Pd"

Con il M5S "i programmi sono molto diversi, ha vinto la coalizione di centrodestra, non è autosufficiente alla Camera e al Senato, ma sicuramente non posso allearmi con chi ha male governato negli ultimi anni, quindi ipotesi di governi che prevedano Renzi e Boschi o Gentiloni sono inimmaginabili”, ha detto Salvini a chi gli chiedeva di un eventuale governo con il M5S. “Il nostro obiettivo è quello di un governo di centrodestra, con un programma di centrodestra, e poi chi vivrà vedrà", ha precisato.

“Smentisco contatti su presidenze Camere”

Salvini ha poi smentito i contatti per accordi sulle due presidenze delle Camere: "Non ho sentito nessuno. Leggo sui giornali di retroscena, non ho sentito nessuno e siccome i contatti li terrò io con tutti, ascolterò, come è mio dovere, Di Maio, Renzi, Grasso e stasera stessa incontrerò prima gli alleati, Berlusconi e la Meloni", ha aggiunto. "Sarebbe stata una scorrettezza incontrare gli altri prima di vedere i miei alleati", ha precisato. Salvini ha poi ribadito l’auspicio che “il voto degli italiani sia l'anticamera per gli altri Paesi".

“Se dovesse servire ignoreremo tetto 3%”

"Io ho detto che il tetto del 3%, che fa parte delle regole, saremo contenti di rispettarlo, ma se devo trovare 31 miliardi di euro per aumentare l'Iva e le accise allora contratteremo con Bruxelles in modo sereno per rispettare le esigenze italiane”, ha detto Salvini a Strasburgo. Poi ha ancora attaccato la moneta unica: "L'euro è e rimane una moneta sbagliata, non c'è un'uscita solitaria ed improvvisa, i nostri esperti stanno lavorando ad un piano B”.

Salvini: "Se dovesse servire ignoreremo il tetto del 3%"

Tasse giù con flat tax

"Diminuiremo le tasse in Italia, fino a portarle al 15% con quella flat-tax che è già regola vigente in sette Paesi dell'Ue (tutti nell'est Europa, ndr) - ha proseguito Salvini - quindi difficilmente qualcuno a Berlino a Bruxelles o a Francoforte potrà dirci no, non potete, perché la fanno gli altri". Il leader leghista ha poi aggiunto che "proporremo una pace fiscale degli italiani con il fisco, abbiamo già pronta la riforma della scuola e dell'università su modello degli altri Paesi con la riforma dei cicli scolastici”.

Salvini: "Al governo se ci sono condizioni, non temiamo voto"

Salvini: ridurre sbarchi, distinguere profughi veri da falsi

"Ridurre gli sbarchi, accelerare i tempi per distinguere i profughi veri da quelli falsi, tornare a controllare i confini e ridiscutere i contributi dell'Italia all'Ue a fronte di un nulla o quasi sul fronte della tutela dei confini esterni". Queste alcune delle proposte del programma di governo di Salvini ribadite a Strasburgo. Questi temi hanno "pesato tanto sul voto degli italiani - ha aggiunto - la gente non mi parlava di fascismo, comunismo, nazismo, razzismo, mi chiedeva più lavoro, meno tasse, meno burocrazie e più sicurezza”.

“A europee 2019 finirà inciucio Ppe-socialisti”

Salvini ha poi detto che le elezioni europee del 2019 sono uno "snodo essenziale, perché finalmente potrà finire l'eterno inciucio tra popolari e socialisti che mal governa questa Unione da troppi anni”. Secondo il leader della Lega, ”se i popoli europei voteranno come hanno votato gli italiani finalmente ci sarà una bella iniezione di normalità, di identità di sicurezza, di voglia di lavorare, aldilà dei vincoli e delle normative europee che stanno strangolando l'Italia e non solo.

Data ultima modifica 13 marzo 2018 ore 11:59

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