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Tensione nel Pd, scontro Orlando-Lotti

4' di lettura

Il ministro della Giustizia uscente chiude alla possibilità di una convergenza tra i dem e i pentastellati: "Accordo impossibile". La replica del ministro dello Sport: "Pontifica chi non ha mai vinto". LO SPECIALE ELEZIONI

All'indomani del voto del 4 marzo (TUTTI I RISULTATI) clima teso nel Pd con lo scontro tra il renziano Luca Lotti e il leader della minoranza dem, Andrea Orlando. A quattro giorni dalla Direzione nazionale, che dovrà stabilire la linea da tenere in vista dell'elezione dei presidenti di Camera e Senato e delle consultazioni che il Capo dello Stato avvierà subito dopo, a tenere banco è ancora il futuro del segretario dimissionario, Matteo Renzi. Il capogruppo uscente alla Camera, Ettore Rosato, chiarisce che "Renzi non si ricandidera' alla primarie". Il che, tradotto, vuol dire che non correrà nuovamente per la conquista della leadership del partito al prossimo congresso. Quanto al tema delle possibili alleanze, Orlando non vede "le condizioni politiche e programmatiche per un'intesa con Il Movimento 5 stelle, io anzi la credo impossibile", sottolinea. Nettissima la replica di Luca Lotti: "Vogliamo aprire un dibattito interno, facciamolo. Perché sentire pontificare di risultati elettorali persone che non hanno mai vinto un'elezione in vita propria sta diventando imbarazzante".

La posizione di Orlando

"La legge elettorale ci offre due punti di partenza: quello della coalizione uscita vincitrice e della forza politica uscita vincitrice. Solo il presidente della Repubblica può dare l'incipit", spiega Orlando sul ruolo del capo dello Stato. "Noi - ha proseguito - avremmo difficoltà a spiegare perché fare un accordo con una forza che mantiene dei tratti forcaioli, anti-europei, con una politica economica incomprensibile e demagogica. Se i Cinque stelle diventeranno altro dialogheremo con altro ma i cambiamenti non si fanno con un tweet, sono cose profonde, necessitano discussione. Dall'opposizione si possono fare molte cose, si può contribuire all'evoluzione del quadro politico, si possono fare battaglie che diventano maggioritarie, non penso ad una opposizione che si limita all'Aventino ma che può contribuire ad alcune scelte, ad una opposizione con un carattere costruttivo". Orlando ha poi attaccato Renzi sul discorso con cui ha annunciato di lasciare la segreteria del Pd: secondo il ministro della Giustizia uscente “si prova a parlare di questo”, ovvero di una possibile alleanza con il M5s, “per evitare una discussione su un risultato che è stato drammatico. È come buttare la palla in tribuna". "Non si tratta neppure di dare delle colpe della sconfitta - ha proseguito Orlando - io spero che le dimissioni di Renzi e del gruppo dirigente segnino l'avvio di una fase che dia un nuovo assetto, anche se questo non sarà risolutivo di per sé: bisogna riaprire un confronto coi nostri iscritti, con i militanti e provare a recuperare chi se ne è andato; poi discutiamo delle scelte istituzionali da fare", ha concluso il ministro della Giustizia uscente.

L'attacco di Lotti

"Ha ragione il ministro Orlando quando chiede un dibattito nel Pd, sul Pd. Almeno, così, avremo modo di parlare di chi ha perso nel collegio di residenza ma si è salvato col paracadute, di chi non ha proprio voluto correre e di chi invece ha vinto correndo senza paracadute. Avremo modo di parlare di come è andata in alcune regioni governate dal Pd, in cui il risultato è stato inferiore alla media nazionale con i governatori che hanno fatto tante interviste ma hanno perso tutti i seggi della loro regione". Così Luca Lotti su Facebook ha replicato a Orlando. "Se vogliamo aprire un dibattito interno facciamolo. Perché sentire pontificare di risultati elettorali persone che non hanno mai vinto un'elezione in vita propria sta diventando imbarazzante. Se invece vogliamo essere seri, siamo pronti come sempre ad ascoltare le parole del presidente Mattarella e il suo appello alla responsabilità. E forse anziché parlare del Pd - che ha perso e starà all'opposizione - è arrivato il momento di vedere cosa vogliono fare i vincitori Salvini e Di Maio", conclude.". 

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