Elezioni 2018, Mattarella: "Ora senso di responsabilità"

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Il presidente della Repubblica si sofferma sul dopo elezioni: "Bisogna saper collocare al centro l'interesse del Paese e i bisogni dei cittadini". Draghi: No scossone mercati ma instabilità mina. Salvini chiude ad accordi organici con Pd e M5s. LO SPECIALE - I RISULTATI

Bisogna tutti avere "senso di responsabilità" e pensare al bene generale dei cittadini: così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha commentato il voto del 4 marzo (TUTTI I RISULTATI) dal Quirinale. "Abbiamo ancora - e questo riguarda tutti - avremo sempre bisogno di questa attitudine: del senso di responsabilità di saper collocare al centro l'interesse generale del Paese e dei suoi cittadini", ha sottolineato in un passaggio del suo discorso in occasione della cerimonia della giornata internazionale della donna. Sugli esiti del voto è intervenuto anche Mario Draghi, commentando le reazioni dei mercati e sottolineando che non c'è stato nessuno scossone, anche se "una instabilità protratta nel tempo potrebbe minacciare la fiducia" nei confronti dell'Italia.

Draghi: Italia? Instabilità prolungata può minare fiducia

Da Francoforte un commento, anche se indiretto, sulle elezioni italiane arriva anche da Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea. Quanto accaduto dopo le elezioni in Italia, ha detto rispondendo a una domanda dei giornalisti, "non suggerisce che i mercati abbiano reagito in un modo che minacci la fiducia", è accaduto "più o meno" quello visto in altri Paesi. Tuttavia, ha aggiunto, "una instabilità protratta nel tempo potrebbe minacciare la fiducia". Ai cronisti che gli hanno chiesto un commento sul voto come potenziale segnale di un'affermazione di forze antieuropee Draghi ha replicato: "Davvero non voglio commentare" l'esito delle elezioni. "posso solo dire che l'euro è irreversibile".

Salvini: "No ad accordi organici con Pd e M5s"

Sul percorso da intraprendere per la formazione di un nuovo governo, è intervenuto anche il leader della Lega Matteo Salvini, che chiude alla possibilità di accordi organici con partiti fuori dalla coalizione del centrodestra: "Non penso ad accordi con partiti, come ho detto già. Stiamo lavorando al programma che offriremo ai parlamentari, al Parlamento. Su alcuni punti vedremo chi ci dà una mano a portarli avanti e chi invece dice di no a prescindere. Quindi niente accordi organici né col Pd né coi 5 Stelle né con la Boldrini". Per Salvini però, la priorità deve restare l'elezione dei presidenti di Camera e Senato, prima della formazione del governo: "Noi avremo le nostre proposte e vediamo chi ci sta", ha detto il leader della Lega. "Siamo la prima coalizione, siamo il primo partito della coalizione - ha sottolineato Salvini - e non ci hanno chiesto di stare alla finestra a guardare quello che succede". E sul ruolo di Silvio Berlusconi: "È una risorsa, va benissimo, si va d'amore e d'accordo".

Orlando: impossibile per Pd governo con M5s

Sulla questione degli accordi è intervenuto anche il ministro uscente Andrea Orlando (Pd) che ha detto: "La legge elettorale ci offre due punti di partenza: quello della coalizione uscita vincitrice e della forza politica uscita vincitrice. Solo il presidente della Repubblica può dare l'incipit". E se il capo dello stato facesse capire che vede intesa Pd-M5S? "Quello che dice il capo dello Stato non può essere ignorato ma io non vedo le condizioni politiche programmatiche, non dobbiamo dirgli di 'no' ma spiegargli perché questo percorso è di difficile percorribilità, io credo di impossibile percorribilità".

Data ultima modifica 08 marzo 2018 ore 13:08

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