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Elezioni regionali Sicilia 2017, gli ultimi appelli dei 5 candidati

L'Assemblea regionale siciliana: 800 in corsa per 68 posti (archivio La Presse)
3' di lettura

Sabato il silenzio elettorale, domenica 5 novembre si vota dalle 8 alle 22. Lo spoglio lunedì 6 a partire dalle 8. LO SPECIALE

Venerdì 3 novembre, prima del silenzio elettorale di sabato, è stata la giornata degli ultimi appelli dei cinque candidati siciliani alla successione di Rosario Crocetta, in vista del voto di domenica 5.  

Domenica il voto e lunedì i risultati

Sono ormai alle spalle, la "guerra" dei sondaggi, le polemiche sugli "impresentabili" e quelle sul "voto utile" che hanno caratterizzato la campagna elettorale. Ora la parola passa alle urne: domenica in Sicilia i seggi saranno aperti dalle 8 alle 22 per l'elezione del governatore e dell'Assemblea (questo lo SPECIALE di Sky TG24). A urne chiuse i primi exit poll, mentre lo spoglio partirà alle 8 di lunedì mattina. I candidati alla carica di presidente della Regione sono cinque: Nello Musumeci per il centrodestra, Giancarlo Cancelleri per il Movimento 5 Stelle, Fabrizio Micari per il centrosinistra, Claudio Fava per la sinistra e Roberto La Rosa per gli indipendentisti dei "Siciliani liberi". Circa 800, invece, i candidati per i 68 posti dell'Assemblea (70 in tutto, ma uno andrà al candidato governatore vincente e un altro a quello che arriverà secondo).  

Musumeci: "Sarò un presidente libero"

Dopo le critiche dei rivali sulle liste coi cosiddetti "impresentabili", Nello Musumeci (centrodestra) assicura all'Ansa (che ha tenuto dei Forum con tutti i candidati) che sarà "un presidente libero da padrini e da padroni". E sulle possibili alleanze dopo il voto, visto l'alta probabilità che nessuna coalizione raggiunga la maggioranza necessaria a governare, dice: "Per me sono un valore, e in alcuni casi un male necessario. Sono convinto che il centrodestra resterà coeso pur nella diversità delle sue componenti interne e delle sensibilità".

Cancelleri: "Nessuna alleanza"

"Nessuna alleanza post-elettorale" per Giancarlo Cancelleri (M5s). Nessuno scambio di poltrone, insomma, con chi "vorrà sostenere le nostre proposte di legge". Assieme alla Sanità "da ricostruire", Cancelleri annuncia poi due interventi che riguardano i palazzi del potere: lo "spoils system dei dirigenti generali della Regione" e la sostituzione del segretario generale regionale, Patrizia Monterosso (accusata di peculato, ndr), "perché - sostiene Cancelleri - in questo ruolo non può rimanere una persona che ha guai giudiziari".

Micari e il ponte sullo Stretto

Guarda invece alla propria candidatura come "una prosecuzione del lavoro di rettore" all'università di Palermo Fabrizio Micari (centrosinistra), che punta sulla carta del ponte sullo Stretto. Catastrofico per il professore lo scenario in caso di vittoria del suo avversario diretto: "Se vince Musumeci, vincono la Lega di Salvini e una coalizione di centrodestra piena di grumi e vecchi poteri. La Sicilia tornerà nel caos e si metterà un'ipoteca importante anche sulle elezioni politiche".

Fava: "politica per i cittadini"

Anche Claudio Fava (sinistra unita), come Cancelleri, non dà spazio a eventuali "accordi con nessuna parte politica. All'Assemblea regionale ci si ritroverà e, se ci saranno convergenze e divergenze, sarà sul merito delle cose", aggiunge. "Con il Movimento 5 Stelle – come ribadito anche nella sua intervista a Sky TG24 - ci sono sintonie su alcuni temi di fondo, dalla trasparenza a una politica al servizio dei cittadini, ma una distanza sulle modalità con cui stanno tentando di portarle avanti".

La Rosa e l'autonomia finanziaria

Punta tutto sull'autonomia finanziaria Roberto La Rosa (movimento indipendentista). Vede le elezioni come "una grande opportunità per i siciliani: noi non vogliamo un referendum per l'indipendenza della Sicilia dall'Italia ma perseguiamo l'obiettivo dell'attuazione dello statuto". La sua applicazione, sostiene La Rosa "può dare uno sviluppo incredibile alla nostra isola, ponendo fine a decenni di colonialismo e sfruttamento delle risorse da parte di tutti i governi".

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