Parlamento, scatta il diritto alla pensione per eletti prima nomina

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La XVII legislatura compie il giro di boa: quasi 600 tra deputati e senatori hanno maturato l’assegno pensionistico aggiuntivo da circa 1000 euro, che potranno incassare, se non rieletti, a 65 anni. Il M5S attacca, mentre il ddl Richetti è bloccato al Senato

Il 15 settembre la diciassettesima legislatura compie il giro di boa dei 4 anni, sei mesi e un giorno necessari per maturare la “pensione aggiuntiva”. Da oggi, quindi, quasi 600 parlamentari di prima nomina avranno diritto ad un assegno di circa 1000 euro netti che potranno incassare, se non saranno rieletti, a 65 anni. Per chi invece ha già delle legislature alle spalle, l'età si abbassa ma non può essere inferiore ai 60 anni. Per ogni anno di mandato oltre il quinto, il requisito anagrafico è diminuito di un anno sino al minimo inderogabile fissato a 60 anni.

A chi spetta la pensione aggiuntiva

In tutto sono 417 deputati e 191 senatori alla prima legislatura. Ma tra chi è entrato dopo e chi non è più in Parlamento, saranno circa 550 quelli a cui spetterà il versamento dell’assegno. Rappresentano oltre la metà del numero complessivo degli eletti. Tra questi, anche i presidenti dei due rami del Parlamento, Laura Boldrini e Pietro Grasso. Un gran numero di “esordienti” è tra le fila del Movimento 5 Stelle, dove sono tutti alla prima esperienza parlamentare. Ma tanti sono anche i nuovi volti del Pd.

Il M5S attacca

L’entità dell'assegno delle pensioni di deputati e senatori e di quello spettante agli ex parlamentari prima della riforma del 2012, ovvero i cosiddetti vitalizi, sono stati al centro di duri scontri e polemiche tra le forze politiche. A cavalcare la battaglia è stato in prima fila il Movimento 5 Stelle, che anche ieri è tornato alla carica diffondendo nelle caselle postali dei parlamentari un cruciverba dal titolo 'La pensione enigmistica”. Il capogruppo pentastellato alla Camera, Simone Valente, ha garantito che ci sarà "un impegno sottoscritto a rinunciare alla pensione privilegiata". "Ce l'avete fatta. Complimenti. Avete maturato il diritto a occupare la vostra nuvoletta nel paradiso della casta", ha attaccato il M5S sul blog di Beppe Grillo. "Ci stiamo per abbattere su di voi come un asteroide e siete destinati a fare proprio la fine dei dinosauri”, hanno detto i pentastellati.

Riforma ora al Senato

La riforma del sistema pensionistico dei parlamentari è stata oggetto di una proposta di legge, a prima firma del portavoce Pd Matteo Richetti, appoggiata dai 5 Stelle e approvata dalla Camera. Il testo del provvedimento è ora all'esame del Senato, dove è iniziato l'iter in commissione. Sulla proposta, però, pende il rischio di incostituzionalità, in quanto l’obiettivo è quello di equiparare in tutto e per tutto le pensioni dei parlamentari a quelle di tutti gli altri dipendenti pubblici, ma anche quello di abolirle definitivamente trasformando quelle in essere in pensione contributiva, con un conseguente ricalcolo dell'assegno. Chi è contro il ddl sostiene che lede i principi costituzionali dell'irretroattività, perché andrebbe a toccare diritti acquisiti.


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