Scuola, Renzi: bene che se ne parli, ma no ai boicottaggi

Politica

Dopo le polemiche e le proteste dei giorni scorsi, in un videomessaggio il premier difende il ddl del governo. E spiega: "Non serve a nulla crescere nel Pil dello 0,3% se non cresciamo nell'istruzione". VIDEO

Non una riforma, ma "alcuni punti concreti, puntuali e specifici di cui vorrei discutere insieme a voi", per "capire dove siamo d'accordo e se ci piacciono o no".
Gessetto in mano, il premier Matteo Renzi in un videomessaggio di quasi 18 minuti pubblicato sul sito del governo scrive su una lavagna i punti essenziali del Ddl sulla scuola che inizia il suo iter alla Camera, dopo gli scioperi e le proteste dei giorni scorsi.



"No a boicottaggio" - "La scuola è il tema fondamentale del dibattito politico di queste ore - dice - Non so come fare a dirlo, qualcuno può pensare che non sia felice delle discussioni. Certo, non apprezzo alcuni toni, alcune polemiche, il boicottaggio di chi non vuol fare sostenere i test invalsi agli studenti, ma sono felice che la scuola sia di nuovo al centro dell'attenzione".  Poi aggiunge: "Non serve a nulla crescere nel Pil dello 0,3% se non cresciamo nella scuola. Non saremo mai una superpotenza culturale se non ricominciamo dalla scuola".

"Più soldi agli insegnanti" - "L'alternanza scuola-lavoro - prosegue - funziona in Germania, in Svizzera, in Austria e Alto Adige. Nella buona scuola l'obiettivo è ridurre quel 44% di disoccupazione giovanile". Ma, aggiunge subito dopo, "non servirà a niente tornare a crescere nelle statistiche se non torniamo a crescere nelle scuole. L'Italia non sarà mai la superpotenza demografica, geografica, diplomatica. Può essere una superpotenza culturale".
"Oggi - continua il premier - gli insegnanti hanno perso l'importanza sociale che avevano negli anni passati. La prima responsabilità di questo ce l'abbiamo noi genitori delle nuove generazioni".  "Diamo più soldi agli insegnanti e non meno - spiega - e non solo perché da lì dipende l'autorevolezza sociale ma perché è un fatto di giustizia".

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