Droga a Catania, sgominato gruppo di trafficanti: 9 arresti

Sicilia

La polizia è intervenuta nell’ambito di un’operazione contro un presunto gruppo criminale accusato di traffico di sostanze stupefacenti: otto persone sono in carcere, una ai domiciliari. Tra i destinatari del provvedimento, ci sono anche i presunti responsabili di un tentato duplice omicidio commesso nel rione Librino nel maggio 2019

Nove persone sono state arrestate a Catania dalla squadra mobile cittadina nell'ambito dell'operazione "Drug stable" coordinata dalla Dda etnea contro un presunto gruppo criminale accusato di essere dedito al traffico di sostanze stupefacenti. Otto sono state portate in carcere e una posta ai domiciliari. Tra i destinatari del provvedimento restrittivo emesso dal gip, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia etnea, anche i presunti responsabili di un tentato duplice omicidio commesso nel rione Librino nel 2019. Il movente, come ha ricostruito la Procura distrettuale, sarebbe stato legato alla gestione delle piazze di spaccio. Durante le indagini, la squadra mobile della Questura di Catania ha sequestrato armi e droga. 

Le accuse

La procura di Catania li ha indagati, a vario titolo, per duplice tentato omicidio, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, in particolare marijuana, detenzione abusiva e porto illegali di armi da guerra e armi comuni da sparo, ricettazione e detenzione di monete falsificate. Il provvedimento restrittivo è stato emesso sulla base di indagini coordinate dalla Dda di Catania ed eseguite dalle sezioni Reati contro la persona e Antidroga della squadra mobile avviate la sera dell'11 maggio 2019 a seguito un duplice tentativo di omicidio commesso del rione Librino per un presunto 'sconfinamento' di spacciatori nella 'piazza' gestita dal gruppo. 

La banda

La banda riforniva alcune delle più grandi 'piazze di spaccio' di Catania, smerciando una media di 150 chilogrammi di marijuana al mese grazie ai carichi di 70-80 chili di droga che riceveva da trafficanti albanesi che operavano in Puglia e da anni stabilmente organici al gruppo criminale. Un'associazione organizzata e agguerrita, che aveva in uso armi e che non amava 'sconfinamenti' nei suoi 'territori' di spaccio. Come è avvenuto l'11 maggio del 2019 nel popoloso rione di Librino, quando, ricostruisce la squadra mobile, due 'invasori' a bordo di altrettanti scooter sono stati feriti con colpi di arma da fuoco. Un duplice tentativo di omicidio che oggi la Procura inquadra a un presunto 'sconfinamento' nella loro zona di Librino da parte delle vittime e che contesta a A.B., di 31 anni, e a M.N., di 28, in qualità di esecutori materiali. A fornire alcune delle armi sarebbe stato G.G.S., di 25 anni.

Le prime indagini

Durante le prime indagini la polizia trovò tre pistole mitragliatrici, un fucile d'assalto, caricatori e munizioni. Per questo sequestro furono fermati A.S., di 56 anni, padre di G. e di F., quest'ultimo ritenuto ai vertici del gruppo assieme a M.N.. In quell'occasione nella sua casa furono rinvenute altre armi, munizioni e 8.460 euro, 2.000 dei quali falsificati. per questo furono arrestati anche la moglie e la nuora dell'uomo, G.P.A. e M.G.R., di 52 e 24 anni. Su questa sparatoria si è innescata l'indagine sul gruppo di trafficanti e spacciatori, nell'ambito delle quale, in più operazioni, sono state sequestrati, complessivamente oltre 316 chilogrammi di marijuana. 

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