Favara, mafia: sequestrati beni a due fratelli

Sicilia

Si tratta di S.V. e G.V., imprenditori del settore edile e di movimento terra: sono agli arresti domiciliari per associazione mafiosa dal 2018 (condannati a sei anni e otto mesi), nell'ambito nell'ambito dell'operazione "Montagna" che coinvolse 76 persone

La Dia di Agrigento ha eseguito un sequestro di beni nei confronti dei fratelli S.V. e G.V., imprenditori del settore edile e di movimento terra, originari di Favara, agli arresti domiciliari per associazione mafiosa dal 2018 (condannati a sei anni e otto mesi), nell'ambito nell'ambito dell'operazione "Montagna" che coinvolse 76 persone.

Le indagini

La figura di S.V. era già emersa nel corso delle indagini "Akragas 2", che avevano permesso di disarticolare l'associazione criminale agrigentina e nel 1999 portò alla sua condanna a quattro anni, diventata definitiva nel 2001. Nel 1997, pur non qualificandolo come uomo d'onore, Giovanni Brusca lo descrisse come uomo vicino alla mafia. Grazie a lui, lo stesso Brusca (all'epoca latitante) riuscì a incontrare il capomafia Antonio Di Caro, boss di Canicattì, per un certo periodo reggente della provincia mafiosa agrigentina. Nei confronti di S.v. è stato disposto il sequestro dell'intero capitale sociale e del relativo compendio aziendale della ditta "Athena costruzioni srl" di Agrigento, intestata a soggetti terzi, e il 40% del capitale sociale della "Giarritella srl", con sede aFavara, oltre a 11 beni mobili registrati e un conto corrente bancario. A G.V. è stato sequestrato il 60% del capitale sociale della "Cogest srl" di Favara, cinque immobili, numerosi conti correnti, fondi comuni di investimenti e titoli, e un cavallo di razza.

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