Coronavirus, 237 casi in Sicilia. Furto nel Policlinico di Palermo

Sicilia
Policlinico Palermo (Agenzia Fotogramma)

Il dato è stato diffuso dalla presidenza della Regione. Ieri pomeriggio ladri in azione negli spogliatoi della Medicina d'urgenza dell'ospedale palermitano. Tensione in città alla riapertura del mercato ortofrutticolo: spintoni e sputi rivolti agli agenti

Salgono a 237 i casi di coronavirus accertati in Sicilia, 24 in più di ieri. Lo rende noto la presidenza della Regione Siciliana. I pazienti ricoverati sono 114 di cui 28 in terapia intensiva. Nel reparto di malattie infettive dell'ospedale Cervello di Palermo, fa sapere l'azienda sanitaria, risultano sette pazienti, tra cui la donna proveniente dalla Bergamasca. Un paziente è attualmente ricoverato in anestesia e rianimazione. In tutta la regione sono 112 le persone in isolamento domiciliare. Otto i guariti, tre i decessi. I pazienti positivi a Covid-19 sono, in provincia di Agrigento, 22; in provincia di Caltanissetta, 4; Catania, 108; Enna, 8; Messina, 16; Palermo, 40; Ragusa, 4; Siracusa, 21; Trapani, 14.
Tra i casi di positività a Messina, anche un medico del Policlinico cittadino, attualmente in isolamento presso la propria abitazione. Lo comunica in una nota il nosocomio. Sono state subito attivate le misure di sanificazione e contenimento previste, anche per pazienti e colleghi venuti a contatto con il medico.

Furto al Policlinico di Palermo

Gravissimo episodio a Palermo. Ieri pomeriggio i ladri sono entrati negli spogliatoi e negli ambulatori del reparto di Medicina d'urgenza del Policlinico di Palermo portando via soldi, portafogli e altri effetti del personale medico. "Abbiamo trovato tutto sottosopra. La collega arrivata per la notte non ha trovato lo zaino con le chiavi di casa e della macchina. Io e un'altra collega il portafogli. Poi abbiamo scoperto che sono entrati anche al piano di sotto portando via cinque computer e altra attrezzatura", la testimonianza di uno dei sanitari. Il furto è stato messo a segno nei locali in via Del Vespro approfittando del cambio turno.

Chiusi mercati ittico e ortofrutticolo

A Palermo chiude da oggi e fino a data da destinarsi, su richiesta degli stessi concessionari, il mercato ittico, mentre quello ortofrutticolo, dopo la riunione di Giunta tenuta nel pomeriggio in via telematica, resterà chiuso almeno per i prossimi due giorni. La giunta ha valutato che sia indispensabile garantire l'approvvigionamento alimentare della città, soprattutto in considerazione della rilevanza che lo stesso mercato riveste nel settore del "fresco" venduto con canali diversi dalla Grande distribuzione organizzata. In mattinata ci sono stati momenti di tensione al mercato ortofrutticolo, con spintoni e sputi ai vigili urbani, dopo alcuni giorni di chiusura disposti dal Comune anche per la sanificazione a causa del Coronavirus. Da un lato tanti abusivi che volevano entrare al mercato, dall'altro gli agenti della polizia municipale che facevano rispettare le norme previste dal decreto su Coronavirus per gli accessi. A seguito di quanto avvenuto, è stato deciso che dal momento della riapertura saranno del tutto separate le fasi di scarico e vendita e che quest'ultima non potrà svolgersi se all'interno del mercato sono ancora in corso attività di scarico. Venti persone, ha riferito il comandante della Polizia municipale, sono state denunciate per violazione del Dpcm.  

Mascherine fuori legge in ditta onoranze funebri

Nel frattempo, la guardia di finanza ha individuato un'impresa di Casteldaccia, nel Palermitano, specializzata nelle imbottiture per feretri, che pubblicizzava la vendita di "mascherine contro Coronavirus". Sono così state sequestrate 45 mascherine di cotone già confezionate e pronte alla vendita; 89 mascherine in fase di lavorazione e la documentazione relativa alle spedizioni di altre circa 400 mascherine su tutto il territorio nazionale. Il titolare dell'impresa e la sua compagna sono stati denunciati per frode in commercio. I dispositivi, del tutto artigianali e privi di marchio CE, non erano stati infatti neppure sottoposti all'obbligatorio vaglio dell'Istituto Superiore di Sanità. 

Striscione figli di carabiniere: "Papà non può, ma noi a casa"

A Catania è spuntato uno striscione con lo stemma dell'arma sull'arcobaleno e le scritte a più colori "il nostro papà non può, ma noi #restiamoacasa" e "Andrò tutto bene", accanto alla bandiera italiana . Lo hanno realizzato i due figli minorenni di un militare. I due bambini, che indossano cappelli d'ordinanza dell'arma, tengono lo striscione sorridendo invitando tutti a restare a casa. Invece, la squadra mobile di Catania ha identificato l'autore video diffuso su social network, che aveva fatto indignare la città, in cui si vedevano persone stare tranquillamente davanti a una panineria nello storico rione San Cristoforo senza rispettare le norme del Dpcm sul Coranavirus, che per loro era "inesistente". Le indagini erano state avviate dopo le numerose segnalazioni giunte alla polizia sulla circolazione del filmato. L'autore del video e alcune delle persone riprese sono stati denunciati per inosservanza di un provvedimento dell'autorità. Il cellulare è stato sequestrato per accertamenti investigativi. A Messina, invece, il sindaco, Cateno De Luca, ha disposto "l'immediata sospensione di tutte le tipologie di gioco lecito con vincita in denaro". 

Confcommercio Sicilia: "Misure decreto non bastano"

"Il decreto fiscale per aiutare le imprese in difficoltà a causa dell'emergenza Covid-19, rischia di essere insufficiente per le piccole e microimprese, spina dorsale del sistema Italia. Misure sono importanti, ma non bastano". Lo afferma Francesco Picarella, presidente regionale di Confcommercio Sicilia, secondo cui è un provvedimento "senza respiro che, in assenza di un cambio di passo, decreterà la morte delle imprese più deboli, soprattutto nel Sud".

Musumeci: "Più controlli in porto Messina"

Nello Musumeci chiede più controlli per il porto di Messina: "Quello che avviene in queste ore al porto di Villa San Giovanni è grave. Soltanto una pattuglia della polizia per i controlli ai pullman e alle automobili in attesa di imbarcarsi sui traghetti per la Sicilia, malgrado il provvedimento di divieto emanato ieri dal ministro dei Trasporti, su mia richiesta", le sue parole. Secondo il presidente della Regione Siciliana "non ci si è resi conto della gravità della situazione. Allo Stretto sono rimaste solo le poche guardie del Corpo forestale regionale ad eseguire i controlli, di fronte a migliaia di mezzi in arrivo con persone di cui non conosciamo lo stato di salute. Al ministro dell'Interno, di cui ho apprezzato la disponibilità in questi giorni per altri problemi, faccio appello affinchè disponga allo Stretto di Messina quanti più uomini in divisa per creare una cintura che lasci entrare sull'Isola solo chi ne ha diritto". 

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