Messina, corruzione: arrestati imprenditori e funzionari pubblici

Sicilia
Foto di Archivio

L'indagine è iniziata la notte di Capodanno del 2019, quando la saracinesca di una tabaccheria del quartiere Camaro di Messina era stata danneggiata con colpi di arma da fuoco

La polizia ha arrestato 11 persone, accusate di corruzione, rivelazione di segreto d'ufficio e fittizia intestazione di beni. Tra gli arrestati, ci sono alcuni imprenditori, funzionari del Comune di Messina e del Genio Civile di Messina e Trapani, e un autista giudiziario in servizio al Tribunale di Messina, che è ai domiciliari. Quest'ultimo, A.P., secondo l'accusa faceva da intermediario tra l'imprenditore M.T., finito in carcere, e gli impiegati del Tribunale di Messina incaricati della nomina di amministratori di condominio. L'operazione, denominata 'Ottavo cerchio', vede 14 indagati in totale e 11 misure cautelari eseguite.

La vicenda

L'imprenditore, insieme all'amante C. F. e al commerciante P. F., avrebbe corrotto un funzionario del Genio Civile di Messina, perché, in cambio di soldi, favorisse nell'aggiudicazione di lavori pubblici le ditte edili degli imprenditori G. M. e G. F. Al funzionario sarebbero stati promessi 2mila euro per ogni appalto vinto. L'autista A. P. invece in cambio avrebbe avuto l'assunzione, in una delle imprese di M.T., di un familiare della donna con la quale aveva una relazione. 
L'imprenditore e i complici avrebbero corrotto anche un ex assessore, G. M., amministratore del complesso di edilizia popolare "Sottomontagna", gestito dall'Agenzia per il Risanamento della città (A.Ris.Me.). Senza aver mai effettuato una selezione, e dunque in violazione di legge, l'ex assessore, dopo aver intascato 400 euro, avrebbe affidato alla ditta dell'imprenditore i lavori per la sistemazione del parcheggio di "Sottomontagna". 

Le indagini

L'indagine, coordinata dalla Procura di Messina, è iniziata la notte di Capodanno del 2019, quando la saracinesca di una tabaccheria del quartiere Camaro di Messina era stata danneggiata con colpi di arma da fuoco. Una intimidazione, secondo gli inquirenti, a scopo estorsivo anche se il commerciante, P. F., aveva negato di aver subito estorsioni. La sua versione non aveva convinto gli inquirenti che avevano così iniziato gli accertamenti. A far luce sul giro di mazzette è stato un trojan installato nei telefonini dei due sospettati, il commerciante e l'imprenditore G. M. Nelle intercettazioni sono emersi i contatti del commerciante con l'imprenditore M.T., finito in carcere oggi. I due erano soci nella ditta di import-export di pesce Blu Marine Service. 

Gli altri episodi di corruzione

Dal trojan piazzato nel cellulare di quest'ultimo è poi venuta fuori un'altra vicenda di corruzione che coinvolge un funzionario del Comune di Messina in servizio al Dipartimento Immobili Comunali, G. F. In cambio di mille euro il funzionario avrebbe affidato all'imprenditore, d'urgenza e quindi senza gara, i lavori di manutenzione straordinaria al mercato cittadino Sant'Orsola.
Inoltre, l'imprenditore si sarebbe aggiudicato i lavori di dragaggio nel porto di Mazara del Vallo (Trapani), per un importo di oltre un milione. Per fare ciò insieme ad altri due imprenditori indagati avrebbe corrotto G. T., ingegnere capo del Genio Civile di Trapani, responsabile dei lavori nel porto, regalando al funzionario il denaro per l'acquisito di un'auto d'epoca, un soggiorno gratuito in un hotel di Messina e una cena per lui e per altre cinque persone in un ristorante di Milazzo.

"Avviate procedure di sostituzione di un dirigente"

"Abbiamo preso atto dell'operazione di polizia che si è concentrata sugli uffici del Genio Civile di Messina e Trapani, portando purtroppo alla luce presunte attività illecite riguardo alcune procedure di appalto - ha detto l'assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone -. Nel formulare il nostro augurio di buon lavoro alla magistratura, impegnata a difesa della legalità nei lavori pubblici, auspichiamo che quanto accaduto sia ancora una volta da monito per tutti coloro che hanno responsabilità nella Pubblica amministrazione. Già stamane ho dato mandato al direttore del Dipartimento regionale tecnico Salvo Lizzio di avviare le procedure di sostituzione del dirigente G. T.".

Le parole del procuratore di Messina Rosa Raffa

"Abbiamo accertato una rete ampia di corruzione che interessava pubblici funzionari del Genio Civile, del Comune, un incaricato di pubblico servizio della Procura e imprenditori privati". Lo ha detto il procuratore aggiunto di Messina, Rosa Raffa, durante la conferenza stampa in Questura. "Quello che emerge - prosegue Raffa - non è l'entità delle mazzette, ma la disponibilità che i funzionari avevano nei confronti di imprenditori e mediatori. E' un sistema che si basava su meccanismi sofisticati, il numero di imprenditori coinvolti è rilevante perché per aggirare le investigazioni si garantiva una certa rotazione all'interno di ditte disponibili. E' importante quindi diffondere soprattutto la mentalità della legalità perché anche meccanismi di controllo più rigidi sono aggirabili".
"C'è - ha concluso Raffa - anche nell'inchiesta un autista addetto al trasporto di più magistrati tra i quali alcuni sottoposti a tutela. Questo ci fa preoccupare molto perché rilevava indagini con assoluta mancanza di professionalità ed è grave la naturalezza con la quale faceva circolare notizie riservate all'esterno".

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