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Piersanti Mattarella, a 40 anni dalla morte cerimonia nel luogo dell'omicidio a Palermo

Palermo, 40 anni fa la morte di Piersanti Mattarella

10' di lettura

Alla commemorazione erano presenti i familiari, tra cui figli e nipoti. Per il governo ha partecipato il ministro del Mezzogiorno, Giuseppe Provenzano. Il Capo dello Stato si è recato alla seduta solenne dell'Assemblea Regionale Siciliana in memoria del fratello

A 40 anni dall'assassinio da parte della mafia di Piersanti Mattarella (FOTO), l'allora presidente della Regione siciliana e fratello dell'attuale presidente della Repubblica, a Palermo si è tenuta la cerimonia commemorativa davanti al luogo dell'eccidio. Cinque corone di fiori, tra cui per la prima volta quella del governo, sono state posizionate ai lati della targa, in via Libertà. Presenti i familiari, tra cui anche i figli Bernardo e Maria e i nipoti di Mattarella. Per il governo ha partecipato il ministro del Mezzogiorno, Giuseppe Provenzano, insieme alle massime cariche istituzionali siciliane tra cui il governatore Nello Musumeci, il presidente dell'Assemblea siciliana Gianfranco Miccichè e il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. Numerose anche le autorità civili e militari, oltre ai magistrati Nino Di Matteo e Roberto Tartaglia, consulente della commissione nazionale antimafia.

Sergio Mattarella alla seduta solenne dell'Assemblea Regionale

Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, si è recato a Palazzo Reale per partecipare alla seduta solenne in memoria del fratello. Nell'aula di sala d'Ercole erano presenti i familiari di Piersanti Mattarella e le massime autorità istituzionali, civili e militari, tra cui Miccichè e Musumeci. A fianco del presidente della Repubblica i figli di Piersanti, Maria e Bernardo. Al termine dell'inno nazionale, la seduta è stata aperta dal presidente dell'Assemblea siciliana, Gianfranco Miccichè, e chiusa dall'intervento del governatore della Sicilia, Nello Musumeci, dopo il ricordo dei capigruppo dell'Assemblea siciliana.

L'arrivo a Palazzo Reale del Capo dello Stato (ANSA)

Il discorso del presidente Micciché in aula

Piersanti Mattarella era "il presidente che voleva la Regione con le carte in regola e questa commemorazione non deve essere uno stanco rituale, ma l'occasione per riflettere sull'attualità del suo pensiero", ha precisato il presidente Miccichè, nel suo intervento di apertura della seduta solenne. "Se a Piersanti Mattarella fosse stato consentito di continuare la sua opera politica e amministrativa - ha aggiunto - probabilmente, il Meridione e la Sicilia non si troverebbero nelle attuali condizioni di isolamento sociale ed economico. Le carte in regola erano e sono la condizione preliminare per un ordinato sviluppo. Non è soltanto una figura da ricordare: le sue intuizioni, il suo modo di fare politica vanno lette, studiate e, per quanto è possibile, imitate dai giovani che si affacciano alla politica oggi".

L'intervento di Musumeci

"Queste mura sono testimoni dell'appassionato e intelligente impegno profuso da Piersanti Mattarella", ha detto Musumeci, nel suo intervento alla seduta solenne. "Nonostante il breve arco di tempo la sua attività ci dà la misura del suo notevole spessore culturale. Con un simile bagaglio chissà quale futuro avrebbe avuto quel figlio d'arte, se il destino non si fosse abbattuto di lui. Il merito maggiore del presidente consiste nell'aver. accettato la sfida del cambiamento e dell'innovazione - ha sottolineato -. La mafia, la cui presenza si osava negare a quei tempi, attivava il suo feroce braccio armato per affermare la sua feroce supremazia: questo lo sfondo tragico e sanguinario su cui lui fu chiamato ad agire con coraggio, con riforme essenziali e profonde, con la necessità del risanamento e del cambiamento".

La commemorazione in occasione dei 40 anni dalla morte di Piersanti Mattarella (ANSA)

Parco e biblioteca intitolati all'ex presidente

Il giardino inglese di Palermo è stato intitolato all'ex presidente della Regione. Da oggi si chiama "Parco Piersanti Mattarella giardino all'inglese". L'intitolazione si è svolta con una cerimonia e la scopertura della nuova targa, cui hanno partecipato centinaia di persone, davanti all'entrata del parco. Era presente, oltre ai parenti, anche parte della giunta regionale, oltre al prefetto Antonella De Miro, l'arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice, numerosi sindaci, esponenti delle forze dell'ordine e militari. "Questa intitolazione - ha spiegato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, aprendo la cerimonia - serve a fare memoria e conferma l'ammirazione per Piersanti Mattarella. Il parco è in via Libertà dove Piersanti ha vissuto ed è stato ucciso ed è delimitato dal viale Carlo Alberto Dalla Chiesa: è un monito che vale per oggi e per domani".
Durante la seduta solenne, invece, Miccichè ha annunciato che "l'ufficio di presidenza ha deciso di intitolare a Piersanti Mattarella la nuova biblioteca dell'Ars. Sarà ospitata a Palazzo ex Ministeri a pochi metri da questa Assemblea, i cui lavori sono finalmente iniziati dopo 30 anni e che speriamo di potere completare il prima possibile".

Le riforme cominciate da Piersanti Mattarella

Nel testo della delibera con cui è stato deciso il cambio del nome del parco sono elencate alcune delle riforme che il presidente della Regione aveva cominciato per tentare di avere una Sicilia "con le carte in regola": "I primi interventi di programmazione della spesa regionale sulla base di piani pluriennali e con il coinvolgimento di esperti e tecnici indipendenti dalla politica; gli interventi per il rafforzamento delle politiche sociali per i più deboli col sostegno agli asili nido e ai consultori familiari; le nuove norme di tutela del territorio contro la speculazione edilizia; il rafforzamento e il sostegno al ruolo dei Comuni come enti pubblici vicini ai cittadini; la creazione di una normativa sugli appalti pubblici che favorisse la trasparenza e l'imparzialità contro ogni forma di corruzione ed infiltrazione mafiosa".

Commemorazione anche a Castellamare del Golfo

"Oggi, come ieri, siamo accanto a Piersanti, sulla sua tomba", ha dichiarato Nicola Rizzo, sindaco di Castellammare del Golfo, paese natale di Piersanti. "E domani gli saremo ancora vicini, onorando il testamento morale di trasparenza, democrazia e dialogo che ci ha lasciato. Le commemorazioni rinnovino la memoria e gli ideali di chi, come Piersanti Mattarella, voleva una società più equa ed ha dato la sua vita per la crescita, soprattutto morale, della nostra terra. Altrimenti diventano un puro adempimento formale, senza consapevolezza e volontà di andare verso una precisa direzione".

Il luogo del delitto (Agenzia Fotogramma)

Casellati, presidente del Senato: "È un dovere ricordarlo"

"A 40 anni di distanza dalla sua barbara uccisione per mano mafiosa, Piersanti Mattarella resta un esempio di come un uomo dello Stato può e deve interpretare il suo ruolo e la sua funzione" afferma il presidente del Senato, Elisabetta Casellati. "Per tutti gli italiani è un dovere ricordare il suo sacrificio di amministratore pubblico che pagò con la vita la sua battaglia per la legalità e l'intransigenza della sua politica riformatrice".
"Mafia e corruzione, in Italia - ha aggiunto - restano due piaghe che occorre debellare ed estirpare in ogni loro forma e articolazione, attraverso l'impegno di tutti: istituzioni, politica e cittadini. A tutt'oggi, sull'omicidio Mattarella conosciamo solo una parte della verità: per le Istituzioni è compito prioritario portare fino in fondo la ricerca delle responsabilità, per onorare la sua memoria e restituire giustizia ai familiari ai quali va tutta la mia vicinanza".

Roberto Fico: "Esempio di riscatto dalla mafia"

"Il 6 gennaio 1980 la mafia uccideva Piersanti Mattarella a Palermo - ha scritto su Twitter il presidente della Camera, Roberto Fico. "Politico onesto e rigoroso, servitore dello Stato, esempio di riscatto per le giovani generazioni e per tutti coloro che hanno contribuito e continuano a contribuire con determinazione alla lotta alla mafia".

Le parole dei ministri Provenzano, Azzolina e Speranza

"La mafia che ha voluto uccidere Piersanti Mattarella non ha vinto - ha affermato il ministro per il Mezzogiorno, Giuseppe Provenzano, a margine della commemorazione di stamattina -, eppure non ha nemmeno perso perché quella riforma profonda delle istituzioni che Mattarella voleva realizzare in Sicilia, e di cui c'è bisogno in tutto il Paese, è un lavoro che ancora deve essere portato a compimento: le ragioni per cui è stato ucciso sono ancora attuali".
Poi ha aggiunto: "Piersanti Mattarella è stato un uomo che ha tenuto alta la dignità della politica e delle istituzioni. Lascia l'eredità di una politica concepita come uno sforzo altissimo di un impegno civile, lascia l'idea che fosse necessaria per lo sviluppo una amministrazione efficiente ed efficace".
Anche la ministra dell'Istruzione designata, Lucia Azzolina, ha ricordato l'ex presidente della Regione Siciliana con un post su Facebook: "Quarant'anni fa l'omicidio di Piersanti Mattarella che pagò con la vita la sua volontà riformatrice. Un sacrificio che va spiegato alle nuove generazioni. Non solo in Sicilia. Sono vicina al Presidente della Repubblica in questa giornata di commemorazione e dolore".
Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha scritto su Facebook: "40 anni fa veniva ucciso il Presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella. Si batteva per una regione diversa, libera dalle mafie e aperta alle grandi forze popolari. Ricordarlo è il modo migliore per trasmettere alle generazioni future l'esempio di un impegno e la lezione che le mafie vanno combattute ogni giorno".

Di Maio: "Un atroce assassinio". Bonafede: "Onesto e coraggioso"

"Oggi più che mai, a 40 anni dalla sua morte, il ricordo di Piersanti Mattarella è ancora vivo nella mente di ogni singolo italiano", afferma in una nota in una nota Luigi Di Maio, ministro degli Esteri e leader del Movimento 5 Stelle. "Un atroce assassinio a firma Cosa nostra che ogni giorno ci fa riflettere sulla crudeltà di certi gesti che hanno segnato negativamente la storia del nostro Paese. Per Piersanti Mattarella, così come per tutte le altre vittime di mafia, abbiamo il dovere di combattere con gesti concreti la mafia: senza alcun timore, senza indietreggiare e senza mai allentare la guardia. Perché uno Stato serio che difende i propri cittadini deve portare avanti questa battaglia di legalità, e di lotta alla mafia, con costanza, dimostrando con i fatti di essere dalla parte degli onesti", conclude Di Maio.
Su Facebook il ricordo di Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia: "Un siciliano onesto e coraggioso, lasciato colpevolmente solo a combattere la piaga rappresentata da Cosa nostra e le sue relazioni più pericolose. Un uomo dalla schiena dritta che voleva che la sua amata terra avesse finalmente le carte in regola. Dopo 40 anni da quel tragico giorno dell'Epifania, nonostante processi e condanne per i mandanti mafiosi, non è stata ancora fatta piena giustizia: tanti sono i lati oscuri attorno a questo delitto. Una ferita aperta che per essere rimarginata richiede ancora oggi il massimo impegno alla ricerca di una completa e definitiva verità per Piersanti Mattarella e per tutti gli italiani".
 

Maria Falcone: "Ancora troppi interrogativi"

"Piersanti Mattarella pagò con la vita la sua battaglia contro l'illegalità e la criminalità - ha sottolineato la professoressa Maria Falcone, presidente della Fondazione Falcone e sorella del magistrato ucciso dalla mafia Giovanni Falcone. "Per questo, per noi tutti, a dispetto del tempo trascorso, resta un esempio attuale di impegno politico. Nonostante siano passati 40 anni, restano però molti, troppi interrogativi su mandanti ed esecutori di quel vile agguato - ha aggiunto -. Il Paese aspetta ancora risposte su un episodio che presenta ombre inquietanti. Arrivare alla verità è il solo modo di onorare la memoria dei nostri caduti.

Data ultima modifica 06 gennaio 2020 ore 12:51

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