Palermo, parenti di un paziente morto minacciano medici in ospedale

Sicilia

La vicenda è accaduta all'ospedale Ingrassia del capoluogo siciliano. "Per fortuna si sono verificati solo danni materiali e tanta paura per il personale presente", la denuncia di Angelo Collodoro del sindacato dei medici Cimo

A Palermo c'è stato un ennesimo caso di violenza e tentata aggressione nei confronti del personale sanitario del pronto soccorso. La vicenda è accaduta all'ospedale Ingrassia del capoluogo siciliano. Sul posto sono intervenuti polizia e carabinieri.

La vicenda

A essere denunciato è stato il cognato dell'uomo di 41 anni morto di infarto. Sarebbe stato lui a danneggiare le porte del pronto soccorso dopo avere appreso della morte dell'uomo. I sanitari dell'ospedale sono intervenuti per soccorrere la sorella del paziente morto, che si è sentita male. Inoltre ieri mattina, lunedì 26 agosto, sempre al pronto soccorso dell'Ingrassia, una dottoressa e un infermiere erano stati aggrediti dai parenti di un ragazzo che ritenevano non adeguate le cure praticate al congiunto. Il medico ha riportato ecchimosi e contusioni mentre l'infermiere un trauma lombo sacrale. 

Il racconto di Angelo Collodoro

"Alcuni parenti esagitati hanno cominciato a dare calci alle porte di separazione all'interno delle sale del pronto soccorso, minacciando i sanitari. Per fortuna si sono verificati solo danni materiali e tanta paura per il personale presente. Siamo stanchi di annunci, promesse e solidarietà da parte delle istituzioni di governo, da settimane chiediamo un incontro e maggiori misure di sicurezza per l'ospedale Ingrassia, continuando di questo passo non vorremmo si verificassero conseguenze più gravi e irreparabili per i sanitari. Siamo ormai convinti che siano indispensabili i posti di polizia in tutti i pronto soccorso degli ospedali siciliani", la denuncia di Angelo Collodoro del sindacato dei medici Cimo.

Il commento del direttore dell’Asp 6

"In pronto soccorso sono continuate le manovre rianimatorie non andate avanti per 20 minuti. Poi non c'è stato nulla da fare. Il medico di servizio ha comunicato alla sorella la morte dell'uomo e la donna è andata in escandescenza. Una reazione alla morte abnorme che ha portato l'uomo a danneggiare il pronto soccorso". Lo ha detto il direttore sanitario dell'Asp 6 Maurizio Montalbano commentando i due episodi di violenza. "Entrambi mettono in risalto un'aggressività nei confronti delle nostre organizzazioni che nell'uno e nell'altro caso si sono comportate in maniera aderente a quelle che sono le necessità del caso, aggiunge Daniela Faraoni, direttore generale dell'Asp 6 di Palermo. "Sono tutti operatori molto attivi molto presenti che hanno fatto molto bene il loro dovere. È chiaro che l'evento morte in particolare suscita sempre una reattività da parte dei familiari che la subiscono e questa reattività oggi assume sempre i contorni della violenza contro le strutture", afferma. “Valuteremo anche l'opportunità di introdurre ulteriori elementi che possano mettere al riparo i nostri operatori da qualunque aggressione. Non bisogna sottovalutare che c'è anche una questione cultura sulla quale non si agisce con un intervento. Il posto di polizia fisso - conclude Faraoni - sarebbe certamente un deterrente. In atto non mi sembra che ci siano le condizioni".

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