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Guardia Costiera vieta alla Mare Jonio attività di ricerca e soccorso

I titoli delle 18 di Sky TG24 del 24/04

2' di lettura

La decisione è arrivata al termine dell'ispezione che i militari hanno svolto sull'imbarcazione di Mediterranea Saving Human, unica nave umanitaria battente bandiera italiana

L'imbarcazione Mare Jonio non potrà effettuare attività di ricerca e soccorso fino a quando la nave non sarà in regola con le "normativa di settore". Lo ha deciso la Guardia Costiera al termine dell'ispezione svolta dai militari sull'imbarcazione di Mediterranea Saving Human, unica nave umanitaria battente bandiera italiana, rientrata nel porto di Marsala la settimana scorsa.

L'ispezione è stata effettuata il 19 aprile

L'ispezione è stata effettuata il 19 aprile scorso nel porto di Marsala "a seguito di una avaria non meglio precisata ad un generatore" per verificare le condizioni di sicurezza della navigazione e per la riconvalida della certificazione necessaria alla navigazione. "Il Comandante - spiega la Guardia Costiera - è stato diffidato dall'eseguire operazioni di salvataggio in modo stabile ed organizzato fino a quando l'unità in questione non venga adeguata alla normativa di settore e certificata per il servizio di 'salvataggio'". Secondo i militari gli adeguamenti sono necessari "al fine di non mettere in pericolo le persone assistite e lo stesso equipaggio". I militari della Guardia Costiera hanno anche sanzionato Mediterranea per "alcune irregolarità di bordo", riscontrate sulla Mare Jonio.

Salvini: "È un'ottima notizia"

"È un'ottima notizia", ha commentato il ministro degli Interni Matteo Salvini. "Dopo lo stop agli sbarchi e le direttive per difendere le acque territoriali - ha aggiunto Salvini - è stata bloccata la nave dei centri sociali, che pretendeva di dettare legge nel Mediterraneo anche grazie ad alcuni parlamentari eletti con i cinquestelle, come De Falco. Grazie alle Capitanerie di Porto - ha concluso - Non molliamo e passiamo dalle parole ai fatti".

Il caso Mare Jonio

È il 18 marzo quando la Mare Jonio incrocia un gommone in avaria in procinto di affondare con 49 persone a bordo, 12 delle quali minori. La Guardia Costiera libica arriva in un secondo momento e si allontana. In considerazione delle condizioni meteo e di quelle dei migranti - uno dei quali, affetto da polmonite, viene portato a terra - viene autorizzato un punto di fonda al largo di Lampedusa ma manca l'ok allo sbarco. "E' come un'auto che non rispetta l'alt di un posto di blocco. Il mare non era mosso né c'era pericolo di affondamento", aveva sottolineato il Viminale sulla base delle risultanze emerse nel tavolo permanente sulla cosiddetta 'direttiva Salvini': "Il presunto salvataggio di questa nave gestita dai centri sociali era organizzato da giorni", aveva spiegato Salvini.

Sequestro e poi il dissequestro

Quando arriva il sequestro della Guardia di finanza, la Mare Jonio viene scortata in porto e vengono sentiti i componenti dell'equipaggio. Nel registro degli indagati finiscono il comandante Pietro Marrone e il capo missione della Ong Mediterranea Luca Casarini. Il 27 marzo la notizia del dissequestro: secondo i pm "le esigenze probatorie sono cessate".

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