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Azienda di Pordenone rifiuta una biologa di Palermo, è polemica

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4' di lettura

La ragazza, dopo aver inviato un curriculum, ha ricevuto, per errore, una mail interna in cui c’era scritto “Figurati se prendiamo una di Palermo” 

“Figurati se andiamo a prendere una da Palermo”. È questa la frase contenuta in una mail ricevuta per errore dalla biologa palermitana Erminia Muscolino che ha scatenato una serie di polemiche. La vicenda è nata dall'invio di un curriculum che la 30enne di Ficarazzi (Palermo), laureata in biologia e che frequenta la specializzazione in biotecnologia medica e medicina molecolare, ha spedito all'Istituto Tumori Cro di Aviano, in provincia di Pordenone, da cui è partita la mail incriminata che ha fatto finire sotto accusa l'azienda, la quale si è poi difesa, spiegando che non c'è stata nessuna discriminazione. 

L'invio del curriculum

"Prima di terminare un altro corso di alta formazione in ricerca chimica missione Cra che sto seguendo - ha raccontato la biologa - ho mandato vari curricula in centri in Italia che si occupano di ricerca clinica, fra cui uno l'ho spedito in provincia di Pordenone, in Friuli Venezia Giulia, naturalmente essendo disponibile ad andare fuori anche a titolo gratuito, e per sbaglio ho ricevuto una risposta da questa struttura dove c'era scritto: 'già ricevuta anche io.... Figurati se andiamo a prendere una da Palermo'. Era una comunicazione interna arrivata a me per errore come ho potuto appurare essendo la mail indirizzata a un'altra persona ma che faceva riferimenti alla mia richiesta". A questo punto la giovane biologa è andata su tutte le furie. "Ho letto incredula quella frase discriminatoria che parla da sola e sono rimasta allibita e dispiaciuta da tale affermazione", ha detto all'ANSA.

La risposta della biologa

La giovane biologa, dopo aver letto quella frase, ha acceso il pc e ha risposto: "riscontro la sua mail sicuramente pervenutami per errore con poche ma sentite battute: sorvolando sui possibili profili penali che potrebbero desumersi dalle sue parole, palesemente discriminatorie per i palermitani, io volevo solo ringraziarla. Ho capito che questo centro non fa per me. A Palermo abbiamo menti libere, aperte e scevre da ogni pregiudizio, non credo potrei esprimere al meglio le mie potenzialità professionali e umane collaborando con persone con la mente ristretta, chiusa ed evidentemente corrotta da stupidi pregiudizi. Pertanto chiedo di non tenere conto della mia candidatura".

La replica dell'azienda

La risposta dal'istituto friulano non si è fatta attendere: "non c'è nulla di male nella provenienza da Palermo e il suo atteggiamento belligerante non ha proprio senso. Il punto è che non possiamo offrire contratti economicamente vantaggiosi per disposizione della legge Madia ma solo borse di studio eventuali e non sufficienti a garantire una posizione per qualcuno che viene da lontano. Ecco perché non consideriamo persone geograficamente lontane". "L'Istituto Tumori Cro di Aviano (Pordenone) non discrimina nessuno; i criteri per l'assegnazione delle borse di studio si basano esclusivamente sul merito e sull'attinenza che esiste tra le stesse e i profili curricolari pervenuti". È quanto ha affermato in una nota la direzione generale del Centro di Riferimento Oncologico. Non ci sarebbero dunque state discriminazioni rispetto alla provenienza della candidata da parte di un centro che si definisce "culla della ricerca non solo nazionale, ma planetaria" e sulla quale "ha investito aprendosi al mondo". "Nel nostro centro - ha aggiunto il Cro all'ANSA - lavorano peraltro due luminari di caratura internazionale, originari proprio della Sicilia".

Muscolino: "Banale giustificazione"

La spiegazione offerta non ha però convinto la dottoressa Muscolino. "Considero queste parole un modo banale per giustificare la mail precedente. Per il futuro spero e lo dico a nome di tanti ragazzi come me di non ricevere lettere come queste. Siamo in molti disponibili a lasciare la propria terra per andare a lavorare anche se vorremmo trovare un'occupazione nella nostra regione". 

Le parole dell'assessore all'Istruzione a alla Formazione professionale

"Dispiace e lascia stupefatti che ancora oggi possano prevalere arcaici pregiudizi sulla provenienza geografica di giovani studiosi italiani, tanto da inficiare una valutazione che dovrebbe basarsi esclusivamente sul merito. Quello avvenuto è certamente un episodio increscioso, nel merito del quale non posso che esprimere grande tristezza". L'assessore all'Istruzione e alla Formazione professionale, Roberto Lagalla, ha commentato così la vicenda riguardante la biologa Erminia Muscolino, specializzanda in biotecnologia e medicina molecolare, respinta dall'Istituto tumori Cro di Aviano. "Questo perché in Sicilia, alla pari di altre regioni del nostro Paese, formiamo professionisti di indubbia qualità che spesso, per mancanza di opportunità lavorative in loco, sono costretti a lasciare la nostra Regione, - ha proseguito - andando ad arricchire capitale umano delle regioni del Nord". "Certo che l'Istituto in provincia di Pordenone abbia perso un'opportunità ed una risorsa che probabilmente avrebbe potuto rivelarsi preziosa - ha concluso - per quella struttura, auguro a Erminia di raggiungere i suoi obiettivi professionali, proseguendo il suo percorso formativo sempre con lo stesso impegno ed entusiasmo e facendo così onore a Palermo e alla Sicilia".

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