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Mafia, latitanza di Matteo Messina Denaro: 25 perquisizioni

2' di lettura

Gli indagati sono ritenuti, a vario titolo, fiancheggiatori e favoreggiatori della latitanza di Messina Denaro. Fermato un esponente di spicco di Cosa Nostra di Mazara del Vallo 

I carabinieri del Ros e del comando provinciale di Trapani, coordinati dalla Dda di Palermo, stanno effettuando delle perquisizioni nei confronti di 25 indagati ritenuti, a vario titolo, fiancheggiatori e favoreggiatori della latitanza di Matteo Messina Denaro. È stato fermato su disposizione della Dda della Procura di Palermo Matteo Tamburello, esponente di spicco di Cosa Nostra di Mazara del Vallo, indagato per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori e violazione degli obblighi inerenti la sorveglianza speciale. L'attività è finalizzata alla cattura di Matteo Messina Denaro.

Le indagini

L’attività vede impiegati circa 200 carabinieri e costituisce un’ulteriore fase delle indagini per la cattura del superlatitante attraverso il progressivo depotenziamento dei circuiti di riferimento e il taglio delle risorse economiche del gruppo criminale. Le perquisizioni sono state compiute in abitazioni, proprietà rurali ed esercizi commerciali e hanno consentito di arrestare in flagranza di reato due degli indagati, trovati rispettivamente in possesso di pistole illegalmente detenute, una Baby Browning cal. 635 munita di caricatore con 5 colpi e un revolver cal. 22 con 20 cartucce. Sono state sequestrate apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni e una ricca documentazione. Tutto il materiale è già al vaglio dei tecnici e degli analisti del Ros e, ritengono i carabinieri, potrà fornire spunti utili per il prosieguo delle investigazioni.

Investigazioni sul clan mazarese

Al centro delle indagini ci sono i mandamenti mafiosi di Mazara del Vallo e di Castelvetrano nel cui alveo sono state documentate "qualificate interlocuzioni intrattenute da Tamburello con soggetti riconducibili al reggente del mandamento di Castelvetrano, Gaspare Como, cognato del latitante Matteo Messina Denaro", arrestato sempre dal Ros lo scorso aprile nell'ambito della indagine 'Anno zero'. Le investigazioni sul clan mafioso mazarese hanno permesso di "individuare la fase riorganizzativa degli assetti di vertice, fornendo importanti elementi sulla sua collocazione baricentrica nelle relazioni criminali nella Sicilia occidentale". 

Data ultima modifica 11 dicembre 2018 ore 08:30

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