Mafia, Catania: Nicotra ai domiciliari, cade accusa di voto di scambio

Sicilia
Immagine d'archivio (Agenzia Fotogramma)

L’ex parlamentare Raffaele Nicotra, arrestato il 10 ottobre scorso, è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, voto di scambio ed estorsione 

Il Tribunale del riesame di Catania ha disposto gli arresti domiciliari, con l’obbligo dell’uso del braccialetto elettronico, per Raffaele Nicotra, arrestato il 10 ottobre scorso. Il provvedimento segue la richiesta dell’avvocato Orazio Consolo. L’ex parlamentare Nicotra era indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, voto di scambio ed estorsione: con questo provvedimento, i giudici della quinta sezione penale del Tribunale di Catania hannoo annullato il capo d'imputazione relativo al voto di scambio.

L'accusa

Secondo l’accusa infatti, Nicotra avrebbe pagato all’Ars, Assemblea Regionale Siciliana, 50 euro a voto durante la competizione elettorale del 2012. L'ex deputato inoltre si sarebbe assicurato, con una cifra di 50 mila euro, l’appoggio del clan Sciuto durante le elezioni Regionali del 2008, ma tale capo d'accusa è considerato prescritto. Nicotra è stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta Aquilia. 

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