Uccide la moglie e chiama carabinieri: 34enne arrestato nel Casertano

Campania
©Fotogramma

È accaduto a Cancello Scallo, frazione di San Felice a Cancello. L'uomo ha ucciso la coniuge con alcuni colpi di pistola dopo una lite. Poi ha confessato tutto ai militari dell'Arma

Un uomo ha ucciso la moglie, Maria Tedesco, 33 anni, con alcuni colpi di pistola e poi ha chiamato i carabinieri per costituirsi. È accaduto questa mattina a Cancello Scallo, frazione di San Felice a Cancello, nel Casertano. Stando alle prime indagini condotte dai militari di Maddaloni, l’uomo, M. M., 34enne, ha portato la moglie presso un'area di campagna, a poca distanza da casa, ha estratto la pistola e l'ha uccisa, per poi lasciarla sul posto. Quindi è tornato nella sua abitazione, ha chiamato un familiare e un amico e poi i carabinieri, dicendo di aver ucciso la moglie in seguito ad una lite. Gli uomini dell’Arma, giunti presso l’abitazione, hanno raccolto la confessione e arrestato il 34enne. Poi si sono recati sul luogo del delitto, dove hanno rinvenuto il corpo della donna. Sul posto è  stata ritrovata anche la pistola usata, regolarmente detenuta.

La confessione

L'operaio ha riferito di aver agito per la sua forte gelosia; sulla sua versione gli inquirenti stanno facendo degli approfondimenti, visto che l'uomo ha portato con sé l'arma, facendo ipotizzare che potesse anche avere già in mente l'omicidio. La coppia - ha raccontato il 34enne - è uscita questa mattina in auto per alcune commissioni, e subito avrebbe iniziato a litigare a causa del comportamento che, secondo il 34enne, la moglie aveva avuto con un altro ragazzo. Dopo poco l'uomo si è diretto verso casa; "voglio stare sola" gli avrebbe detto Maria, così lui si è recato dietro casa, in un'area di campagna isolata, a ridosso di una collina. Qui il litigio sarebbe continuato con ancora più forza, e ad un certo punto l'uomo ha estratto l'arma e ha fatto fuoco 5-6 volte. Maria è morta quasi sul colpo. In preda alla confusione, il 34enne ha fatto un paio di telefonate ad un parente e ad un amico per dire cosa aveva combinato, quindi è andato a casa, dove ha informato i carabinieri: "Venitemi a prendere, ho ucciso mia moglie". La coppia ha un figlio di sei anni, che per ora è stato affidato ai nonni. 

Criminologa Formicola: "Lotta a violenza di genere continui nonostante covid"

 "A marzo scorso durante il lockdown ci sono state migliaia di violenze domestiche, in un momento difficile per tutti le sfortunate donne rinchiuse in casa con i loro aguzzini avevano ancor più difficoltà nel chiedere aiuto. L'impennata di violenza non si arresta, tante, troppe donne continuano a subire maltrattamenti e a morire". Così, la criminologa Antonella Formicola commenta l'accaduto. "Mentre il mondo giustamente è distratto dalla grave pandemia che ci coinvolge tutti, - continua - dobbiamo trovare il modo e la forza nonostante tutto di non abbassare la guardia. E' necessario continuare a garantire alle donne tutela e protezione. Lo dobbiamo a loro e anche ai loro figli, sono troppi gli orfani che subisco violenze all'interno delle mura domestiche e troppi sono anche quelli a cui viene strappata la loro mamma". "Siamo in un periodo drammatico - conclude Formicola - ma la lotta, alla 'violenza di genere' deve continuare. Noi operatori del settore seppur con tante difficoltà ci siamo e invitiamo le donne come sempre a denunciare: la paura è la peggiore nemica in questi casi. Il mio abbraccio commosso alla famiglia della giovane uccisa nel Casertano".

"Richieste d'aiuto in diminuzione"

Gabriella Notorio, presidente dell'Associazione "Frida Kahlo la città delle Pari Opportunità", responsabile dello Sportello Antiviolenza "Le Porte di Frida" di Marano di Napoli, fa notare che in questo periodo, con l'aumento delle restrizioni, si inizia a notare "una diminuzione delle richieste di aiuto da parte delle donne, pur operando nel pieno rispetto delle procedure anticovid". "Temiamo - spiega Notorio - che le donne non denuncino gli episodi di violenza per timore della pandemia. Questo può incidere notevolmente sull'incremento stesso della violenza tra le mura domestiche. Sentiamo la necessità di invitare le donne a rivolgersi ai centri e agli sportelli antiviolenza e, nel nostro caso, a contattarci telefonicamente, al numero 333 3397549, con reperibilità h24". 

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