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Recuperata la salma di Simon Gautier da un dirupo di 200 metri

Cilento, recuperato il corpo dell'escursionista disperso

4' di lettura

Il corpo del turista francese è stato portato al porto di Policastro e poi trasferito con un carro funebre per essere messo a disposizione dell'autorità giudiziaria. Sarebbe morto poco dopo la caduta. Il comune di San Giovanni a Piro ha proclamato il lutto cittadino

Il corpo del turista francese Simon Gautier, trovato morto dopo giorni di ricerche (FOTO), è stato recuperato e portato nel porto di Policastro, frazione del comune di Santa Marina in provincia di Salerno (COSA È SUCCESSO). La salma è stata portata a bordo di un gommone della Capitaneria di porto di Palinuro. Da lì è stata trasferita con un carro funebre per essere messa a disposizione dell'autorità giudiziaria. Secondo una prima ricostruzione, Gautier sarebbe morto poco dopo aver chiamato i carabinieri a causa della frattura di una gamba che avrebbe rescisso l’arteria. Sulla vicenda è intervenuto il presidente nazionale della Società italiana sistema 118, Mario Balzanelli, dichiarando che "se l'Italia avesse applicato la direttiva Ue recepita nel 2009, Simon Gautier sarebbe stato immediatamente geolocalizzato, soccorso in tempi rapidissimi, e forse con esiti ben diversi".

Le operazioni di recupero

Le operazioni di recupero della salma, trovata in località Ciolandrea nel territorio comunale di San Giovanni a Piro, sono iniziate all'alba e sono durate diverse ore a causa del terreno franoso. Il corpo del giovane é stato recuperato dagli uomini del Soccorso Alpino in un dirupo profondo circa duecento metri. Secondo i soccorritori, il turista francese avrebbe lasciato il percorso ufficiale e si sarebbe incamminato lungo un sentiero la cui strada è stata "aperta" da animali. Gautier si sarebbe incamminato lungo un passaggio dal terreno molto franoso, al termine del quale ci sono delle rocce da cui poi sarebbe caduto dopo esserci salito sopra. I soccorritori hanno riscontrato una gamba completamente rotta e girata, ma anche l'altro arto potrebbe essersi rotto durante la caduta.

Morto poco dopo la chiamata ai carabinieri

Simone Gautier sarebbe morto subito dopo essere precipitato e aver chiesto aiuto. Secondo una prima ricostruzione, infatti, formulata in seguito all'esame esterno della salma, il ventisettenne sarebbe deceduto in poco tempo, 40-45 minuti. A causare il decesso - ma sarà l'esame autoptico a stabilirlo - è stata la frattura di una gamba che avrebbe rescisso l’arteria causando l’emorragia fatale. A supportare l’ipotesi è l’avanzatissimo stato di decomposizione con cui è stato ritrovato il corpo, come confermano gli inquirenti.

L'arrivo della salma al porto di Policastro (ANSA)

Lutto cittadino a Giovanni a Piro

Per la morte di Gautier il comune di San Giovanni a Piro ha proclamato il lutto cittadino, dalle 8 di oggi alla stessa ora di domani. Il sindaco di Santa Marina, Giovanni Fortunato, si è recato presso il villaggio di Scario, frazione di San Giovanni a Piro, in cui sono ospitati i genitori del turista francese per porgere loro personalmente le condoglianze. "Esprimo a nome personale e di tutta la comunità territoriale il dispiacere e le condoglianze per la mamma, il papà, i familiari e gli amici di Simon Gautier" ha detto il sindaco Fortunato. Il primo cittadino ha poi ringraziato i soccorritori: "Un particolare ringraziamento per l'impegno, la professionalità e il duro lavoro a tutti i soccorritori: i vigili del fuoco, i carabinieri, la Finanza, la Protezione civile, il Soccorso alpino speleologico e i volontari. Simon resterà sempre nei nostri cuori e nei nostri ricordi come un nuovo amato e compianto figlio di questa terra" ha concluso Fortunato.

Balzanelli: "Con geolocalizzazione esito sarebbe stato diverso"

"Questa vicenda rende palese l'assurdo - sostiene il presidente del 118 -. È insostenibile il fatto che in Italia le Centrali Operative 118 siano ancora prive del sistema di geolocalizzazione delle chiamate d'emergenza, pur previsto dal decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 2009". Balzanelli ha spiegato che "in Italia non è ancora disponibile il sistema tecnologico Advanced Mobile Location (AML), grazie al quale, pure in assenza di rete internet, dallo smartphone di chi richieda il soccorso parte immediatamente un sms al 112 che comunica le coordinate GPS corrispondenti esattamente al punto in cui si trova la vittima".
Secondo Balzanelli il sistema dell'emergenza italiano si sta muovendo con grande ritardo nell'applicare le direttive europee: "Nonostante l'Europa abbia sancito che il numero unico dell'emergenza 112 si affianchi ai numeri nazionali dell'Emergenza e non che li sostituisca, il modello italiano di 112 invece, proprio perché irrazionalmente sostitutivo degli altri numeri nazionali di Emergenza, ha di fatto pesantemente rallentato, se non paralizzato, l'implementazione della tecnologia di geolocalizzazione sul territorio, prevista come obbligatoria dalla legislazione europea".

Data ultima modifica 19 agosto 2019 ore 15:43

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