Universiadi, esclusa da gara per errore impara in 48 ore un'altra disciplina e compete

Campania

Deve gareggiare nel salto triplo ma ha dimenticato di presentare un documento: invece di ritirarsi, si iscrive a una competizione che si tiene il giorno dopo e gareggia

Tra i protagonisti di questa Universiade c’è anche Anoucka, simbolo con la sua storia dell’etica alla base di questo evento sportivo. Una storia fatta di tenacia, solidarietà e amicizia. Anoucka è una studentessa 22enne di Scienze motorie all'Università di Antananarivo, in Madagascar, arrivata a Napoli per la sua prima gara internazionale nel salto triplo. E’ sola: non ha uno staff, solo una compagna di nazionale, che farà tennistavolo. Durante il viaggio viene ‘adottata’ dal team del Brasile. "Ero curioso della sua storia - racconta Fernando Roberto De Oliveira, capo allenatore dell'atletica verdeoro - e abbiamo fatto amicizia. Non sapeva che ci fosse lo stadio per gli allenamenti e così l'abbiamo presa con noi".

L'esclusione

Il giorno della gara, però, Anoucka scopre di non essere iscritta: manca il documento di conferma della sua prenotazione alla competizione. "Ero distrutta - dice ora, ma con un sorriso -. Non sapevo di dover presentare il documento e sognavo di partecipare a questa festa dell'atletica". "Un giudice di gara olandese - racconta De Oliveira - è stato inflessibile. Senza aver presentato la conferma, niente gara". I dirigenti brasiliani cercano di convincere il giudice senza successo. Poi un’idea: presentare domanda per una gara che si tiene il giorno dopo. C'è posto nei 100, nei 5000 e nell'eptathlon. Anoucka sceglie l’eptathlon, che prevede sette gare di discipline diverse: sa correre e saltare, ma non ha mai fatto gli ostacoli o lanciato un giavellotto. Ed ecco che le viene in aiuto il team verdeoro: "I brasiliani sono stati fantastici - racconta - in due giorni mi hanno dato le basi degli sport che non conosco. Al campo mancava un giavellotto da allenamento e così ho imparato tirando l'asticella del salto in alto".

La gara

L’indomani la ragazza va in pista. La prima gara da affrontare sono i 100 metri a ostacoli, una delle discipline appena imparate: "E lei finisce la gara - dice orgoglioso De Oliveira - senza far cadere neanche un ostacolo, bravissima". Le sette gare si susseguono. Durante il salto in lungo arriva un infortunio muscolare alla coscia: "Non avevo un medico né un fisioterapista, mi ha aiutato Domenico", dice Anoucka, riferendosi a Domenico Ingrosso, ex tecnico federale a Formia. "Doveva fare gli 800 - dice lui - ma zoppicava. Ho chiesto aiuto a un massaggiatore del Portogallo che in mezz'ora l'ha rimessa in piedi". Anoucka riprende a correre e finisce la gara: è ultima nell'eptathlon ma è felice. "Non ringrazierò mai abbastanza - dice - i brasiliani e tutti quelli che mi hanno aiutata. Sabato non avevo gare ma sono andata al San Paolo a tifare per loro. Vorrei tanto andare in Brasile a studiare e saltare". Un nuovo sogno, che parte da Napoli. "Appena torniamo in Brasile farò la richiesta all'Università Federale di Lavras, dove lavoro. Si può fare", dice sorridendo De Oliveira.  

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