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Violentata in stazione Circumvesuviana: torna libero un altro indagato

4' di lettura

Si tratta di Antonio Cozzolino, 19 anni, difeso dall'avvocato Antonio De Santis. La vittima della violenza sessuale si è detta "delusa e amareggiata", mentre Luigi Di Maio ha definito la scarcerazione "una vergogna"

Il Tribunale del Riesame di Napoli ha disposto l'annullamento della misura cautelare in carcere di un altro dei tre presunti responsabili della violenza sessuale subita da una ragazza di 24 anni di Portici, la sera del 6 marzo, all’interno del vano dell'ascensore della stazione Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano. Si tratta di Antonio Cozzolino, 19 anni, mentre venerdì scorso un'altra sezione del Riesame aveva scarcerato il 18enne Alessandro Sbrescia. L'ultimo dei tre indagati, Raffaele Borrelli, che è ancora in carcere, non risulta al momento avere presentato ricorso al Riesame. I difensori dei tre indagati hanno tutti sostenuto la tesi della consensualità.

Le indagini in corso

Gli inquirenti, intanto, sono ancora al lavoro per acquisire ulteriore materiale probatorio. Approfondimenti, in particolare, sono in corso su uno dei cellulari dei tre indagati che nei giorni scorsi è stato sottoposto a interrogatorio. La procura, infine, ha depositato una corposa documentazione nella quale sono presenti anche certificati delle visite a cui la giovane si sta ancora sottoponendo.

La vittima: "Se avessi saputo, non avrei denunciato"

"Sono delusa e amareggiata, soprattutto perché non riesco a comprendere come sia possibile prendere una decisione del genere, che mi fa solo pensare che non sono stata creduta nel mio racconto", ha detto, per tramite dell'avvocato Maurizio Capozzi, la giovane commentando la scarcerazione. "Mi piacerebbe che qualcuno mi spiegasse perché avrei dovuto raccontare tutto questo - prosegue la 24enne riferendosi a quanto subito -. Avevo provato a farmi una ragione sulla prima scarcerazione perché magari l'atteggiamento del primo poteva non apparire come violenza, ma nel caso degli altri due io sono rimasta immobile senza avere modo di muovermi o accennare la minima reazione - sottolinea la ragazza -. Confermo che se avessi saputo tutto questo non avrei denunciato. Sono stata interrogata per ore dalla polizia, dai magistrati e dagli psicologi. Ho cercato di dare il massimo contributo, e a che è servito?", conclude la ragazza.

Il referto

Il referto della visita medica a cui si è sottoposta nei giorni scorsi la giovane avrebbe evidenziato "l'assenza di consensualità" al momento del rapporto sessuale. La ragazza, secondo ipotesi degli inquirenti, avrebbe subito le violenze in preda al cosiddetto effetto "freezing", un fenomeno di difesa innescato dal cervello che rende incapace la vittima di reagire. 

La violenza

A denunciare la violenza era stata la stessa vittima. Le indagini avevano permesso di identificare in poche ore i tre giovani, ripresi anche da una telecamera di sorveglianza. La vittima aveva raccontato che i tre, suoi conoscenti, l'avevano trattenuta con la forza in ascensore, per poi abusare di lei. Per i fermati l'accusa è di violenza sessuale di gruppo. I giovani hanno ammesso il rapporto sessuale, sostenendo però che la 24enne fosse consenziente.

Le dichiarazioni di Luigi Di Maio

"Due dei presunti stupratori della giovane violentata a inizio marzo in un ascensore della Circumvesuviana sono stati scarcerati e sono tornati in libertà. Proprio oggi c'è stata la seconda scarcerazione, disposta dal Tribunale del Riesame. Ora, non sta a me entrare nel merito della decisione presa, ma permettetemi di dire che è una vergogna che, a poche settimane dalla violenza, due di quei tre delinquenti siano già liberi di andarsene in giro a farsi i cavoli propri". Sono le dichiarazioni su Facebook del vicepremier Luigi Di Maio. Poi, ha continuato: "L'impatto psicologico deve essere stato devastante e chi dovrebbe pagare viene rimesso in libertà? Io una cosa del genere non posso accettarla. È evidente che c'è qualcosa che non va in questo Paese. Chi compie uno stupro, per quanto mi riguarda, deve passare il resto dei suoi giorni in carcere! Ognuno ha diritto di difendersi, lo prevede il nostro ordinamento giuridico, ma chi è accusato di violenza sessuale contro una donna deve poterlo fare dal carcere". 

Data ultima modifica 28 marzo 2019 ore 14:33

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