Berlino 89  

Un paese diviso

Dal 1949 al 1990 la Germania è divisa in due stati distinti.

Con Germania Ovest si intende la Repubblica Federale di Germania, nata nel maggio del 1949 con Bonn come capitale. La Germania Est, o Repubblica Democratica Tedesca, viene proclamata nell'ottobre del 1949.





La Germania Ovest comprende i tre settori di occupazione alleati americano, britannico e francese, stabiliti nel 1945. Nel 1990 conta oltre 63 milioni di abitanti su un territorio di oltre 240 mila km². Berlino Ovest, l'area della città che appartiene alla Repubblica Federale, ha una superficie di 480 km²: durante la Guerra Fredda, con i suoi due milioni di abitanti, è la città tedesca con il maggior numero di residenti.

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La Germania Est comprende la zona del paese assegnata all'Unione Sovietica alla fine della Seconda guerra mondiale e ha una superficie di 108 mila km². Nel 1990 la popolazione supera i 16 milioni di abitanti. Berlino Est, la zona della città che appartiene alla Germania orientale, raggiunge 1.088.000 abitanti.

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La costruzione del Muro

Al termine della seconda guerra mondiale la città di Berlino è per metà in mano all'Unione Sovietica e per l'altra metà in mano a inglesi, americani e francesi. Ma è solo nel 1961 che viene costruito il Muro che dividerà il paese fino al 1989.

Nella notte fra il 12 e il 13 agosto 1961 il regime comunista inizia la costruzione di un muro attorno ai tre settori occidentali. Lo scopo è fermare l'esodo delle persone dalla Germania Est in cerca di migliori condizioni di vita.

Muro di Berlino, LO SPECIALE





Inizialmente costruito con filo spinato e recinzioni luminose, il Muro di Berlino diviene presto un complesso sistema di mura, fortificazioni, torri di guardia pesantemente sorvegliate. 

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Formato da 45mila blocchi di cemento alti 3,6 metri, lungo il muro sono presenti otto punti di controllo, chiamati check point, che regolano il traffico tra il settore sovietico e quello statunitense. Il più famoso è il Checkpoint Charlie, che collega il quartiere di Mitte con quello di Kreuzberg.

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Le fughe e le vittime

I militari della Germania dell’Est hanno l’ordine di sparare a vista a chiunque tenti di scavalcare il Muro per raggiungere il versante Ovest della città. 

Si stima che almeno 138 persone siano morte nel tentativo di superare il Muro di Berlino.

Qualcuno riesce nell’impresa, sfruttando i metodi più rocamboleschi: dalla traversata subacquea al volo in mongolfiera e biplano, fino ai più ingegnosi nascondigli.

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La caduta del Muro

Nel 1989 la situazione nella Germania dell’Est appare sempre più difficile. Il gruppo dirigente della DDR, il Politburo, organizza una conferenza stampa per annunciare una serie di nuove riforme e di aperture nei confronti dell’Occidente. 





Messo sotto pressione dalle domande insistenti di alcuni giornalisti, il portavoce del governo, Günter Schabowski (nella foto), annuncia che da quel momento ai cittadini dell’Est sarebbe stato permesso uscire dai confini.

In realtà, solo chi sarebbe riuscito ad ottenere determinati documenti avrebbe potuto oltrepassare il Muro, ma Schabowski non riesce a comunicare l’informazione efficacemente.

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Alle ore 20 della sera del 9 novembre 1969 i telegiornali della Germania Ovest (trasmessi anche al di là del Muro) riferiscono la notizia: i confini fra Berlino Est e Berlino Ovest sono aperti. 

Immediatamente le persone si avvicinano ai punti di controllo, per oltrepassare il Muro di Berlino. Qualcuno, armato di martello e piccone, colpisce simbolicamente la struttura.

Muro di Berlino, LO SPECIALE

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"In questi giorni di cambiamenti molto profondi nella vostra patria, io mi sento legato a voi e a tutti gli uomini del vostro paese in solidarietà cristiana"

PAPA GIOVANNI PAOLO II

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"Salutiamo coloro che possono portare avanti la democrazia. Incoraggiamo un'Europa unita e libera"

GEORGE BUSH SENIOR, PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI D'AMERICA

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"Dobbiamo applaudire queste conversioni, anche se c'è un poco di preoccupazione per il ritmo convulso dei cambiamenti. La luce, quando è eccessiva, non illumina, ma acceca"

GIULIO ANDREOTTI, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ITALIANO

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Le rivoluzioni del 1989

La caduta del Muro di Berlino diventa l'evento simbolo del tramonto dei regimi comunisti nei Paesi dell’Est, anche se processi di disgregazione erano già in atto.















In Polonia Solidarność, sindacato indipendente guidato da Lech Wałęsa (nella foto), aveva vinto le elezioni nel giugno del 1989 e nel Paese si era insediato il primo governo non comunista nell'Europa orientale.






























Nell'ottobre del 1989, in Ungheria, il Parlamento vara una legislazione che prevede l'elezione diretta del presidente e elezioni in cui possono competere più partiti.






























In Cecoslovacchia scoppia la cosiddetta "rivoluzione di velluto": dopo una serie di manifestazioni non violente, il Partito Comunista rinuncia al monopolio politico. Il 10 dicembre il presidente Gustáv Husák, prima di dimettersi, nomina il primo governo non comunista.






























Più violenta la caduta del comunismo in Romania dove nel 1989 la sollevazione popolare porta all'arresto e all'esecuzione del dittatore Nicolae Ceaușescu e della moglie.






























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Dal Muro ai murales

Un tratto del Muro di Berlino oggi ancora in piedi ospita la East Side Gallery, la più lunga galleria d'arte all'aperto del mondo. Con oltre un chilometro di lunghezza, la sezione fa da tela ad oltre cento murales dipinti da artisti diversi sul lato orientale del Muro di Berlino, che omaggiano pace e libertà.

Fra i disegni più celebri ricordiamo il bacio fra Erich Honecker e Leonid Brežnev e quello dell’auto che sfonda il Muro stesso.

Muro di Berlino, LO SPECIALE

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Per approfondire consulta
Lo speciale sul Muro di Berlino