Turchia, le acrobazie degli atleti ai mondiali di Parkour. FOTO

In più di 50 si sono sfidati a Mardin per la Coppa del mondo di Parkour. Disciplina nata in Francia all’inizio degli anni '90, consiste nell'eseguire un percorso superando ogni genere di ostacolo con corsa e salti, arrampicandosi sulle pareti e scalando le superfici
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    Sospesi nel vuoto, come se la gravità per loro non esistesse. Sono più di 50 gli atleti, tra cui 15 professionisti, che si sono sfidati a Mardin, in Turchia, per la Coppa del mondo di Parkour che si chiude oggi, 13 maggio. Provengono da tante nazioni e si sono sfidati in varie categorie, fra le quali velocità e abilità - Il sito della Federazione mondiale del parkour
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    Il parkour è una disciplina nata in Francia all’inizio degli anni Novanta: si esegue un percorso superando ogni genere di ostacolo possibile con la corsa e i salti, arrampicandosi sulle pareti e scalando le superfici verticali - Anche a Gaza i giovanissimi sperimentano il parkour
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    Per i vincitori della competizione premi in denaro compresi tra i 200 e i 2mila dollari a seconda del piazzamento ma anche della categoria di gara - Ecco le categorie di gara
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    Grandi nomi del parkour come Joey Adrian, Erik Mukhametshin, Erick "Daer" Sanchez, Dom Di Tomasso, Bart Van Der Linden, Kirill Kolesnikov e Shawn Bautista hanno partecipato alla competizione insieme agli atleti turchi. Il Ministero della Cultura e del Turismo della Turchia e il governatore di Mardin hanno sostenuto l’evento, che è stato trasmesso in più di 100 paesi – Chi pratica sport per tutta la vita invecchia più tardi
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    Il parkour trae ispirazione dal metodo naturale di Georges Hébert, ufficiale di marina francese, che nei primi anni del novecento sviluppò un particolare metodo di allenamento per l'addestramento delle truppe: il miglior modo per allenare un uomo è farlo esercitare nei movimenti naturali che sa fare, in situazioni che la natura gli presenta e gli richiede - L'attività fisica salva la vita prevenendo un decesso su dodici
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    La svolta arriva con David Belle, figlio di un pompiere addestrato proprio con il metodo di Hebert, fin da giovane sperimenta percorsi e tracciati. È così che il parkour diventa una disciplina sportiva. Arriva in Italia attorno al 2005, sviluppandosi molto grazie al web. Nel 2017 il CONI lo ha riconosciuto come disciplina ufficiale - L'associazione italiana della disciplina