Donald Trump, un anno alla Casa Bianca in 12 foto

Il presidente Usa si è insediato il 20 gennaio 2017. Diversi i punti salienti dei primi 365 giorni di mandato: dal muslim ban alla Corea del Nord, passando per il Russiagate, Gerusalemme capitale e il ritiro dagli accordi di Parigi. A cura di Federica Scutari - VIDEO
  • È passato un anno da quando Donald Trump, dopo aver vinto le elezioni l’8 novembre del 2016, si è insediato alla Casa Bianca. Era il 20 gennaio 2017 quando il neopresidente degli Stati Uniti d’America giurava a Capitol Hill e pronunciava il suo discorso. Parole incentrate sullo slogan che ha segnato la sua campagna elettorale, “Make America great again”, e sulla promessa di mettere gli americani al primo posto. Infine, il primo ballo presidenziale con Melania sulle note di “My way” di Frank Sinatra - Trump, sondaggio sul primo anno. Ma non sono ammesse risposte negative
  • Febbraio è il mese infuocato dalle proteste contro il muslim ban, il divieto di ingresso negli Stati Uniti per i cittadini di sette Paesi musulmani: Siria, Libia, Iran, Iraq, Somalia, Sudan, Yemen. Nei decreti firmati dal presidente anche la sospensione dell'accoglienza ai rifugiati per 120 giorni e il blocco sine die dell’arrivo di rifugiati siriani. Il 12, invece, Kim Jong-un effettua il primo test missilistico dell’era Trump, dando inizio a un braccio di ferro tra Usa e Corea del Nord tuttora in corso - Usa, Corte Suprema approva stop a ingressi da 6 Paesi musulmani
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    Il 17 marzo è la volta del primo faccia a faccia tra Trump e la cancelliera tedesca Angela Merkel. Un incontro segnato dalla freddezza e dalla mancata stretta di mano davanti ai fotografi. La spaccatura più grande tra i due è quella sui migranti: per il presidente Usa “l’immigrazione è un privilegio e non un diritto”, mentre Merkel parla di “guardare ai rifugiati che fuggono da guerre e povertà” - Un anno di Trump presidente su Twitter, tra ironie e attacchi ai media
  • Cruciale da un punto di vista bellico nel primo anno di presidenza è la prima metà di aprile. Il 7 Trump, dopo una strage realizzata con armi chimiche a Idlib, sferra un attacco militare alla Siria e a Bashar al-Assad lanciando 59 missili verso la base aerea da cui sarebbe partito il raid chimico. Sei giorni dopo gli Stati Uniti sganciano, per la prima volta in combattimento, la bomba Moab (Mother of all bombs) sull’Afghanistan per colpire i terroristi dell’Isis - Cos'è la Moab: la bomba non nucleare più potente mai sganciata finora
  • Il 10 maggio Trump licenzia il direttore dell’Fbi James Comey spiegando che ha mal gestito le indagini sull’emailgate di Hillary Clinton, ma secondo i democratici lo scopo è quello di frenare le indagini sul Russiagate. Dieci giorni dopo, il tycoon parte per il viaggio che lo porta in Arabia Saudita, Israele e Cisgiordania e infine in Italia, dove incontra Papa Francesco. A fine mese il G7 di Taormina, dove si consuma definitivamente la spaccatura sul clima tra gli Usa e gli altri Grandi - Trump a Riad partecipa alla danza tradizionale delle spade. FOTO
  • È l’1 giugno quando Trump annuncia il ritiro degli Stati Uniti dagli accordi di Parigi sul clima, definendoli un “testo che va a vantaggio di altri Paesi e lascia agli americani diminuzione di posti di lavoro e della produzione” e attirandosi le critiche di molti leader mondiali. Ma giugno è anche il mese in cui James Comey si presenta al Senato e accusa il tycoon di essere “un bugiardo” e afferma: “Non c’è alcun dubbio che la Russia abbia interferito nelle elezioni americane” - Un anno di Trump presidente, cos’è cambiato nell’accordo sul clima
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    A luglio il G20 di Amburgo è la cornice del primo storico incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin, in un bilaterale che dura più di due ore. Il tema scottante delle presunte influenze di Mosca sulle presidenziali Usa è stato affrontato, con il presidente russo che ha negato qualunque coinvolgimento. Infine l’annuncio del primo accordo tra Stati Uniti e Russia per un cessate il fuoco nel sudovest della Siria - Russiagate: chiamato a testimoniare Bannon, ex stratega Casa Bianca
  • Il 12 agosto a Charlottesville, in Virginia, un'auto piomba su un corteo antirazzista, organizzato in opposizione alla protesta dei suprematisti bianchi, e uccide una donna di 32 anni: Trump è travolto dalle critiche per non aver subito condannato esplicitamente gli estremisti di destra. Due settimane dopo, l’uragano Harvey si abbatte sugli Stati Uniti e provoca 83 vittime e danni stimati per 125 miliardi di dollari - Charlottesville, Trump smorza condanna contro i suprematisti
  • A settembre si apre il caso “Dreamers”, con Trump che annuncia di voler abolire il piano di Barack Obama che tutela i giovani arrivati negli Stati Uniti da bambini con genitori immigrati illegali. Le proteste dilagano in tutto il Paese e il presidente decide di dare sei mesi al Congresso “per legalizzare Daca”. Ma nello stesso mese il tycoon tiene anche il suo primo discorso all’Onu, incassa il secondo stop all’abolizione dell’Obamacare e deve fare i conti con l’uragano Irma che colpisce la Florida - Trump fa marcia indietro: ristabilito il programma per i "Dreamers"
  • A metà ottobre, Trump dice pubblicamente che l’accordo con l’Iran sul nucleare è “frutto di un'incompetenza mai vista" e apre il fronte contro Teheran, annunciando che gli Usa non certificheranno il patto. Dura la replica di Rohani: “Non può fare quello che vuole”. Il giorno di Halloween, un furgoncino investe alcuni passanti New York uccidendone otto e ferendone 15: il presidente invoca la pena di morte per l’autista, il 29enne di origine uzbeka Sayfullo Saipov - Attentato New York, furgone su pista ciclabile: 8 morti. È terrorismo
  • A novembre Trump intraprende il primo viaggio ufficiale in Asia. Inizia dal Giappone, dove il tycoon rompe il protocollo non inchinandosi davanti all'imperatore Akihito e, svuotando un’intera scatola di mangime, rischia di uccidere le carpe Koi nei giardini del palazzo di Akasaka. Poi la Corea del Sud, segnata dalle manifestazioni di protesta contro la linea degli Usa verso Pyongyang, e infine la Cina, dove il dialogo con il suo omologo Xi Jinping ruota tutto intorno alla minaccia nucleare di Kim Jong-un - Trump non concede l'inchino all'imperatore giapponese Akihito
  • Il 6 dicembre Trump annuncia che gli Stati Uniti riconoscono ufficialmente Gerusalemme come la capitale di Israele, attirandosi le critiche e le ire dell’Onu, del Papa, di molti leader mondiali e di Hamas, che parla di una decisione che "ha aperto le porte dell'inferno". In Cisgiordania, ma anche in molti altri Paesi, scoppiano proteste che sfociano in scontri e provocano morti e feriti. Ma arriva anche il successo della riforma fiscale, approvata dal Senato con 51 voti a favore e 49 contrari - Trump: "Gerusalemme capitale di Israele". Hamas: "Sarà l'inferno"