Terrorismo, un anno fa la strage di Capodanno a Istanbul. FOTO

La notte di San Silvestro del 2017, nella città turca, l'uzbeko Abdulkadir Masharipov uccise 39 persone e ne ferì 69 dopo aver fatto irruzione all'interno del Reina, una discoteca molto frequentata nel quartiere di Ortakoy. LA FOTOGALLERY
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    Esattamente un anno fa, un uomo armato faceva irruzione al Reina, famoso locale di Istanbul, durante la notte di Capodanno sparando su centinaia di persone. Il bilancio dell'attentato fu di 39 morti e 69 feriti. Tra le vittime anche diversi cittadini stranieri che si trovavano nella città turca per festeggiare l'arrivo del 2017 - Attacco in night club a Istanbul, almeno 39 morti
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    Nota discoteca frequentata da turisti, star locali e calciatori, prima della demolizione avvenuta nel maggio 2017, il Reina era situato nel quartiere di Ortakoy, nel distretto di Besiktas. L'attacco partì all'1.30 locale (le 23.30 italiane) nel bel mezzo delle celebrazioni per il nuovo anno. Dopo l'episodio, il ministro degli Interni turco, Süleyman Soylu, aveva reso noto che a compiere il massacro era stato un solo uomo poi datosi alla fuga - Il liveblog di Sky TG24 durante le fasi dell'attentato
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    Prima di entrare nella discoteca dove 600 persone erano riunite a festeggiare il Capodanno, il killer era riuscito a uccidere un poliziotto e un civile. Secondo quelle che furono le testimonianze, l'attacco avrebbe causato una fuga di massa, con persone travolte dalla ressa. Per fuggire agli spari molti si sarebbero buttati nelle gelide acque del Bosforo in cerca di riparo - Attacco in night club a Istanbul: le immagini
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    Tra i sopravvissuti ci sono stati anche cinque cittadini italiani: tre giovani modenesi e due amici di Brescia e Palermo, in Turchia per lavoro. I cinque si sono salvati gettandosi a terra quando i primi spari nel locale hanno fatto scattare il panico, riportando solo lievi escoriazioni nella calca - Istanbul, gruppo di italiani scampa alla strage: "Tutto in un istante"
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    Subito dopo l'attacco non sono arrivate rivendicazioni del gesto. Tuttavia, la polizia turca ha fin da subito sposato la tesi dell'attentato terroristico. I primi testimoni interrogati dagli inquirenti, avrebbero infatti riferito che, durante la sua azione, il killer avrebbe più volte urlato la frase "Allah Akbar" (Allah è grande) - Il premier turco: classico schema terroristico
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    L'ipotesi della pista islamica è stata confermata il 2 gennaio quando, a 24 ore dai fatti, è arrivata la rivendicazione da parte dell'Isis. Nel loro comunicato, che per la prima volta è stato pubblicato anche in lingua turca, gli uomini del califfato hanno reso noto che l'attentato di Capodanno a Istanbul è stata una "vendetta" per i bombardamenti della Turchia contro i musulmani in Siria - Istanbul, Isis rivendica l'attacco. Killer avrebbe sembianze asiatiche
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    Nel comunicato, l'Isis precisò che "l'eroico soldato del califfato" aveva usato anche delle granate, causando 150 tra morti e feriti nel nightclub Reina. "Che il governo apostata della Turchia - scriveva lo Stato Islamico - sappia che il sangue dei musulmani versato per i bombardamenti dei suoi caccia si trasforma in fuoco nella sua casa" - Il premier turco: nessuno al sicuro contro il terrorismo. VIDEO
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    Nelle ore successive all'attentato, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan tuonò contro coloro che cercavano "di creare caos e destabilizzare il Paese", assicurando che la Turchia avrebbe mantenuto "il sangue freddo" e sarebbe restata "unita più che mai" - Terrorismo, gli attentati che hanno sconvolto la Turchia nel 2016
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    Alle parole di Erdogan si aggiunse la condanna internazionale di Stati Uniti, Russia e Unione Europa. Dall'Italia il presidente Mattarella invocò "fermezza contro la barbarie terrorista", mentre il premier Paolo Gentiloni recapitò un messaggio a Erdogan parlando di "vile e brutale attacco" - Turchia, dopo Istanbul divieti per Capodanno anche ad Ankara
  • Subito dopo la fuga del killer, le forze di polizia turche hanno scatenato una gigantesca caccia all'uomo estesa a tutto il Paese, a cui hanno partecipato almeno 17mila agenti. L'8 gennaio è arrivato anche l'identikit del presunto responsabile dell'attentato: un cittadino uzbeco di nome Abdulkadir Masharipov - Attentato Istanbul, identificato killer. Sparatoria in un ristorante
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    Secondo quanto reso noto dalla polizia turca, l'uomo sarebbe un militante dell'Isis, operante col nome in codice di Abu Muhammed Horasan. Il quotidiano Hurriyet aggiunse che il killer era giunto a Istanbul dalla provincia di Konya il 15 dicembre e, dopo l'attentato, sarebbe stato aiutato nella sua fuga da una cellula dell'Isis di uzbeki a Konya - Attentato Istanbul, media: il killer in fuga è un giovane uzbeko
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    La polizia turca è riuscita a intercettare e arrestare Masharipov il 16 gennaio, a poco più di due settimane dall'attentato. Per ricostruire gli spostamenti dell'uomo, gli agenti hanno analizzato 7.200 ore di filmati di telecamere a circuito chiuso. Masharipov è stato, infine, catturato nel quartiere di Esenyurt insieme al figlio - Arrestato a Istanbul l’attentatore di Capodanno
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    Lo scorso 11 dicembre, Masharipov insieme ad altri 57 imputati, sono comparsi davanti al giudice turco per l'inizio del processo sulla strage. Per lui la Procura ha chiesto fino a 40 ergastoli aggravati. Nella foto, un poliziotto in borghese controlla una stanza all'interno dell'appartamento dove il killer è stato arrestato dalla polizia turca nella notte tra il 16 e il 17 gennaio 2017 - Turchia, si apre il processo per la strage di Capodanno a Istanbul
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    A distanza di un anno, la minaccia terroristica è ancora molto alta in Turchia. Negli ultimi giorni del 2017 le forze antiterrorismo del Paese hanno infatti compiuto oltre 100 arresti di presunti affiliati all'Isis. Il 31 dicembre 2017, 20 persone sono state catturate ad Istanbul e messe in galera. Secondo la polizia stavano per compiere un altro attentato di Capodanno - Turchia, la polizia arresta altri 20 presunti terroristi a Istanbul