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Attentato di Barcellona, due anni fa la strage terroristica sulla Rambla

4' di lettura

Il 17 agosto 2017 un attacco terroristico colpì il cuore della città catalana e la cittadina di Cambrils. Persero la vita 16 persone, oltre 130 i feriti, di almeno 34 nazionalità diverse. Gli aggressori vennero individuati poco dopo, ma oggi sono emersi nuovi dettagli 

Sono passati due anni dall’attentato di Barcellona del 17 agosto 2017: uno tra i peggiori attacchi terroristici mai subiti dalla Spagna. Una strage che colpì la Rambla, la via principale della città, e poche ore dopo venne coinvolta anche la cittadina di Cambrils. In totale ci furono 16 morti, tra cui tre italiani, e oltre 130 feriti. A due anni di distanza, sono emerse nuove rivelazioni su colui che è considerato il mandante della strage: l’imam Abdelbaki Es Satty sarebbe stato conosciuto dai servizi segreti spagnoli.

Il camioncino a tutta velocità sulla Rambla

Alle ore 16.50 del 17 agosto 2017, in una Rambla piena di turisti provenienti da ogni angolo del mondo, Younes Abouyaaqoub fa irruzione nell’area pedonale con un camioncino bianco. Con il furgone percorre a tutta velocità il famoso viale per circa 550 metri, da Plaça Catalunya al Gran Teatre del Liceu. Zigzagando investe i pedoni, facendosi strada tra una folla nel panico, e ferma la sua corsa vicino al mosaico di Juan Mirò, dopo che i diversi impatti del veicolo hanno causato l’esplosione dell’airbag.

La fuga di Younes Abouyaaqoub

Nel caos Abouyaaqoub riesce a scappare verso il distretto universitario. Lì aggredisce un uomo su una Ford Focus, lo accoltella a morte, lo carica sul sedile posteriore e comincia la fuga a bordo dell’auto. Sono passate circa due ore dall’attacco quando Abouyaaqoub incontra un posto di blocco sull'Avinguda Diagonal, non si ferma, sperona la macchina della polizia e ferisce un agente. Ma poco fuori Barcellona, nei pressi di Sant Just Desvern, abbandona anche questo mezzo, dove verrà trovato il corpo senza vita del proprietario, e fa perdere le sue tracce.

Il secondo attacco a Cambrils

Alcune ore dopo, alle 21.30, una videocamera di sorveglianza di un negozio nella vicina cittadina di Cambrils registra cinque individui mentre comprano delle armi da taglio. Poco dopo la mezzanotte, all'1 di notte del 18 agosto, il gruppo di terroristi cerca di travolgere i passanti a bordo di un’auto a Cambrils. Ma, schiantatisi contro un blocco della polizia, scendono dall’auto per aggredire passanti e agenti, armati di coltelli e machete. Nello scontro vengono uccisi tutti e cinque e identificati come Houssaine Abouyaaqoub, Omar Hichamy, Mohamed Hichamy, Moussa Oukabir e Said Aalla: sono certamente legati a Younes Abouyaaqoub. A Cambrils sei civili e un poliziotto rimangono feriti, e una donna muore qualche ora dopo, a causa delle gravi ferite riportate.

Abouyaaqoub individuato a Subirats

Intanto continua la ricerca a tappeto di Younes Abouyaaqoub, che si scopre aveva noleggiato il furgone col suo stesso nome, finché dopo una fuga di quattro giorni, viene rintracciato il 21 agosto 2017. I Mossos d'Esquadra lo scovano nel comune catalano di Subirats. Lui fa resistenza, minaccia gli agenti con una cintura esplosiva che poi si rivelerà finta e resta ucciso nel tentativo di arresto.

L’imam di Ripoll, Abdelbaki Es Satty

Nei giorni successivi emerge che il 16 agosto 2017, il giorno prima dell’attentato, un’esplosione nel comune di Alcanar aveva ucciso l’imam Abdelbaki Es Satty e un altro uomo, Youssef Aallaa. Inizialmente si era pensato a una fuga di gas, ma poi si capisce il collegamento all’attentato di Barcellona: si trattava infatti dell’imam di Ripoll, il paese da cui venivano gli stessi terroristi. Abdelbaki Es Satty era forse la mente che aveva progettato un attacco, forse ancora più eclatante, che avrebbe preso di mira anche la Sagrada Familia. All’esplosione è sopravvissuto un cittadino marocchino, arrestato dalla polizia, e all’interno della casa sono stati trovati centoventi contenitori di butano, propano e del perossido di acetone, un esplosivo.

I rapporti tra l’imam e i servizi segreti spagnoli

Nel 2019 il giornale online publico.es è tornato sulla vicenda rivelando dei retroscena su Abdelbaki Es Satty che gettano un’ombra sulla gestione del caso. L’imam infatti sarebbe stato un informatore del Cni, i servizi segreti spagnoli, come del resto aveva già reso noto il giornale El Pais. Dunque, i servizi sarebbero stati a conoscenza delle sue attività e avrebbero tenuto sotto controllo anche i suoi compagni fino a due giorni prima della strage. Informazioni che, per il giornalista Carlos Enrique Bayo, avrebbero potuto sventare l’attentato.

Gli arresti

Tutti gli esecutori dell’attacco sono morti negli scontri con gli agenti e quello identificato come mandante sarebbe morto il giorno prima. Ma la polizia ha arrestato anche altri quattro uomini legati ai due attacchi. Tre sono stati fermati a Ripoll: il proprietario dell’auto usata nell'attentato a Cambrils, il fratello di Moussa Oukabir (uno degli attentatori di Cambrils), Driss Oukabir, e un terzo uomo. Ad Alcanar è stato invece fermato Mohamed Houli Chemlal, il ventenne sopravvissuto all'esplosione in cui è morto l’imam. Sia Chemlal che Oukabir sono stati accusati di essere membri di un'organizzazione terroristica.

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