Secondo fonti di Al Arabiya, la bozza finale di un possibile accordo tra Usa e Iran, mediato dal Pakistan, potrebbe essere annunciata a breve. I punti chiave dell'accordo includono, tra gli altri, il cessate il fuoco immediato, la garanzia della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e la graduale revoca deIle sanzioni statunitensi. "Non possiamo affermare di essere giunti a un punto in cui un accordo" con gli Usa "sia imminente". Lo afferma il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei
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Secondo fonti di Al Arabiya, la bozza finale di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran, mediato dal Pakistan, potrebbe essere annunciata entro poche ore. I punti chiave dell'accordo - già riportati da media sauditi - includono, tra gli altri, il cessate il fuoco immediato, la garanzia della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e la graduale revoca deIle sanzioni statunitensi. "Non possiamo necessariamente affermare di essere giunti a un punto in cui un accordo" con gli Stati Uniti "sia imminente". Lo afferma il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, citato da Iran International.
"La guerra finirà presto", ha assicurato Trump durante una cerimonia alla Casa Bianca. L’Iran intanto prepara la risposta alla “lettera di intenti” inviata dagli Usa per mettere fine alla guerra ma è braccio di ferro sulle scorte di uranio altamente arricchito. “Lo avremo noi. Non ne abbiamo bisogno, non lo vogliamo e probabilmente lo distruggeremo. Ma non consentiremo che lo abbia" Teheran, ha detto Trump. Per il Presidente Usa "il blocco navale ha funzionato al cento per cento". Ma il transito delle navi è tra i nodi ancora irrisolti nei negoziati. Bloomberg: se lo stretto resta chiuso fino ad agosto si rischia una crisi come quella del 2008.
Sono rientrati ieri sera a Fiumicino gli attivisti italiani della Global Sumud Flotilla per Gaza rilasciati dal governo israeliano. "A chi hanno rotto costole, a chi hanno molestato sessualmente ma è stata anche una tortura psicologica", hanno raccontato. "Ci pestavano selvaggiamente e ci dicevano Welcome to Israel, c'erano persone con fratture, alcune donne hanno subito abusi sessuali. Poi ci hanno portato in aeroporto con le manette ai polsi e catene alle caviglie", ha detto il deputato M5s Dario Carotenuto. Il team legale italiano della Flotilla valuta una denuncia per tortura. La procura di Roma acquisirà il video diffuso da Ben Gvir mentre deride i partecipanti alla missione inginocchiati con le mani legate dietro la schiena e che ha provocato lo sdegno globale. Tajani chiede all'Ue sanzioni contro il ministro israeliano. L'opposizione: "Non basta, sospendere i rapporti con Israele".
Gli approfondimenti:
- Iran, la risposta alla proposta Usa per la fine della guerra: dal nucleare a Hormuz
- Iran, la Marina militare italiana pianifica l'eventuale invio di 4 navi a Hormuz
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
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Libano: cinque raid aerei israeliani nell'est del Paese
Israele ha effettuato cinque attacchi aerei nell'est del Libano, vicino al confine siriano, dopo aver chiesto l’evacuazione di due aree. E' quanto riferisce l’agenzia di stampa statale libanese che ha annunciato che gli aerei da guerra israeliani hanno colpito poco prima di mezzanotte, prendendo di mira l’area di Nabi Sreij, alla periferia della città orientale di Brital, che era stata risparmiata dagli attacchi dopo il cessate il fuoco del 17 aprile.
Stretto di Hormuz, perché Ue e Fao temono uno shock alimentare?
Dopo le tensioni legate alla chiusura dello Stretto di Hormuz e al conseguente aumento dei costi energetici, si fa strada un nuovo scenario di rischio: un possibile shock alimentare su scala mondiale. A lanciare l’allarme sono diverse istituzioni internazionali, che vedono nella fragilità delle catene logistiche globali un fattore capace di innescare una crisi dei prezzi agricoli e alimentari nei prossimi mesi. Ecco cosa sapere.
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Vai al contenutoHezbollah rivendica attacco contro soldati israeliani a Maroun al-Ras
Hezbollah ha rivendicato un attacco contro soldati israeliani nella città di Maroun al-Ras. In un messaggio su Telegram, riportato da al Jazeera, il gruppo ha affermato di aver preso di mira con un drone i soldati che si trovavano all'interno di una tenda. Hezbollah aveva precedentemente dichiarato di aver compiuto una serie di attacchi nel Libano meridionale e nel nord di Israele, prendendo di mira soldati israeliani, un carro armato e un centro di comando di recente istituzione.
Accordo Iran-Stati Uniti, che cosa prevede la bozza
L’accordo per arrivare alla fine della guerra tra Iran e Stati Uniti potrebbe essere vicino: secondo quanto annunciato da fonti dell’emittente Al Arabiya, infatti, la bozza finale mediata dal Pakistan potrebbe essere annunciata a breve. E a riprova della possibilità di giungere a un’intesa, oggi (22 maggio) una squadra negoziale del Qatar è arrivata a Teheran in coordinamento con gli Usa per contribuire nel processo: si tratta di una novità importante perché come sottolineato da Reuters, Doha, che ha svolto un ruolo di mediatore nella guerra di Gaza e in altre tensioni internazionali, si era finora tenuta lontana da un simile ruolo dopo essere stata attaccata da missili e droni iraniani durante l'ultimo conflitto.
Accordo Iran-Stati Uniti, che cosa prevede la bozza
Vai al contenutoIran, colloquio Guterres-Araghchi
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto una conversazione telefonica con il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres. Secondo l'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, i due hanno discusso della situazione in Medio Oriente e dei colloqui diplomatici in corso tra Iran e Stati Uniti.
Trump: guerra in Iran finirà presto e i prezzi del petrolio caleranno
La guerra in Iran "finirà presto e quando finirà i prezzi del petrolio caleranno". Lo ha detto Donald Trump intervenendo a un evento nello stato di New York. "Abbiamo impedito all'Iran di aver l'arma nucleare", ha dichiarato.
'Trump ha visto i consiglieri alla sicurezza, valuta attacco a Iran senza svolta'
Donald Trump ha avuto questa mattina una riunione con i suoi consiglieri alla sicurezza nazionale sull'Iran. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali il presidente sta seriamente valutando di attaccare l'Iran a meno di una svolta dell'ultimo minuto nei negoziati. Giovedì sera il presidente è apparso più propenso all'attacco, anche se non ha ancora preso una decisione definitiva sulla ripresa della guerra. Alla riunione hanno partecipato il vicepresidente JD Vance, il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il direttore della Cia John Ratcliffe, il capo dello staff della Casa Bianca Susie Wiles e altri funzionari, riporta Axios sottolineando che il presidente è stato aggiornato sullo stato delle trattative e sui diversi scenari qualora le trattative dovessero fallire. Trump avrebbe sollevato la possibilità di un'operazione militare finale e "decisiva" dopo la quale dichiarare vittoria e mettere fine alla guerra. Poche ore dopo la riunione Trump ha rivisto i suoi piani e ha deciso di trascorrere il fine settimana alla Casa Bianca invece che al suo club di golf di Bedminster.
Voli, benzina, agricoltura: i costi della guerra in Iran in 8 grafici
Mentre le speranze di una risoluzione del conflitto aumentano, ecco un riepilogo delle conseguenze dell’attacco di Usa e Israele e della risposta iraniana in vari settori: dall’energia ai fertilizzanti, dagli aerei alle materie prime alimentari.
Voli, benzina, agricoltura: i costi della guerra in Iran in 8 grafici
Vai al contenutoIdf lancia avviso di evacuazione in due aree a Tiro, nel sud del Libano
L'esercito israeliano ha chiesto l'evacuazione di due aree a Tiro, città nel sud del Libano già bersaglio di numerosi raid aerei israeliani nonostante il cessate il fuoco. In un messaggio su X il portavoce militare in lingua araba, Avichay Adraee, ha chiesto l'evacuazione di due edifici e delle aree circostanti, uno dei quali si trova in una zona densamente popolata della città. L'esercito sostiene che i due edifici siano utilizzati dal movimento filo-iraniano Hezbollah.
Wsj, senza accordo possibili attacchi Usa-Israele nei prossimi giorni
Stati Uniti e Israele potrebbero condurre nuovi attacchi congiunti contro l'Iran in assenza di una svolta diplomatica. Lo riferisce il Wall Street Journal mentre i mediatori internazionali, tra cui Pakistan e Qatar, lavorano per evitare un’escalation, tentando di costruire un’intesa provvisoria tra Washington e Teheran che consenta di congelare la crisi e proseguire i negoziati. L’obiettivo non sarebbe un accordo definitivo, ma un quadro temporaneo per estendere la tregua e definire un’agenda più ampia di confronto. Secondo fonti citate dal quotidiano, il principale nodo irrisolto riguarda i contenuti dell’intesa preliminare: gli Stati Uniti chiedono limiti al programma nucleare iraniano, mentre Teheran punta soprattutto alla fine delle ostilità e a un alleggerimento delle sanzioni.
Media pasdaran: 'alcuni progressi ma nessuno accordo fino a fine guerra'
Nei colloqui tra Iran e Stati Uniti sono stati registrati alcuni progressi su specifiche questioni, ma non è ancora stato raggiunto alcun accordo complessivo. Lo riferisce l’agenzia iraniana Tasnim, vicina ai Pasdaran, citando una fonte vicina al team negoziale iraniano. L’agenzia riporta che "sono stati fatti alcuni progressi su alcune questioni rispetto a prima, ma non si raggiungerà alcun accordo finché tutte le questioni controverse non saranno risolte". La fonte ha inoltre precisato che "l’attenzione è ora sulla questione della fine della guerra e, finché questo punto non sarà definito, nessun altro tema sarà negoziato". Secondo quanto riferito, "i colloqui e le consultazioni sulle questioni controverse sono ancora in corso e non è stato ancora raggiunto alcun risultato finale", aggiungendo infine che "i testi pubblicati da alcuni media occidentali sui dettagli dell’intesa non sono accurati".
Perché il ruolo degli Emirati Arabi può cambiare la guerra nel Golfo
Secondo il Wall Street Journal, gli Emirati avrebbero colpito obiettivi iraniani, segnando un possibile cambio di ruolo nel conflitto. Se confermato, l’attacco avvicinerebbe Abu Dhabi a Israele e agli USA, aumentando le tensioni con Iran e Arabia Saudita.
Perché il ruolo degli Emirati Arabi può cambiare la guerra nel Golfo
Vai al contenutoCdm, stato di emergenza per interventi a Gaza, in Cisgiordania e Libano
"Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci, ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza per intervento all'estero, della durata di 12 mesi, in conseguenza del grave contesto emergenziale in atto nella Striscia di Gaza, in Cisgiordania e nei territori della Repubblica del Libano". Lo riferisce il comunicato di Palazzo Chigi al termine del Cdm. "Lo stato di emergenza - viene spiegato - è deliberato su richiesta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani, alla luce delle richieste di assistenza pervenute nell'ambito del Meccanismo unionale di protezione civile (Ucpm), e si rende necessario al fine di assicurare il concorso dell'Italia nell'adozione di tutte le iniziative di protezione civile, anche attraverso la realizzazione di interventi straordinari e urgenti a supporto delle operazioni di soccorso e assistenza alla popolazione interessata. Il costo dell'intervento, stimato nel limite di 2 milioni di euro, sarà posto a carico del Fondo per le emergenze nazionali".
Il capo negoziatore pakistano Asim Munir è arrivato a Teheran
Il feldmaresciallo Asim Munir, comandante dell'esercito pakistano, è arrivato a Teheran per proseguire le consultazioni in qualità di mediatore tra Teheran e Washington e per continuare lo scambio di messaggi e suggerimenti. Lo riporta l'agenzia iraniana Isna. Il Ministro degli Interni pakistano Syed Mohsen Naqvi si trova a Teheran da mercoledì ed era stato a Teheran anche sabato scorso per seguire da vicino i negoziati con i funzionari iraniani, tra cui il Presidente, il Presidente del Parlamento, il Ministro degli Esteri e il Ministro degli Interni. Alcune notizie diffuse dopo la seconda visita del Ministro degli Interni pakistano in Iran indicavano che le parti erano molto vicine a un "quadro di riferimento" per un accordo e che la possibilità della presenza del capo dell'esercito pakistano a Teheran per finalizzare tale testo si era rafforzata ieri. Allo stesso tempo erano state diffuse notizie secondo le quali non si era ancora raggiunto un accordo definitivo e finale su diverse questioni, in particolare sui materiali nucleari, sull'accettazione dell'arricchimento e sulla gestione dello Stretto di Hormuz. Alcuni funzionari hanno sottolineato che la presenza del comandante dell'esercito pakistano Asim Munir non significa necessariamente che l'intesa sul quadro iniziale sia definitiva. L'Iran desidera che questioni quali la fine delle attuali tensioni nella regione, lo sblocco dei beni iraniani congelati all'estero e la garanzia della sicurezza delle navi iraniane nelle vie navigabili internazionali siano al centro di questi negoziati.
Abusi ai palestinesi: così l'inchiesta del Nyt mina l'asse Usa-Israele
Il reportage accusa apparati di Tel Aviv di aver reso sistemica la violenza sessuale contro detenuti palestinesi. L'inchiesta raccoglie testimonianze dirette e dati di organizzazioni indipendenti. Israele respinge le accuse e attacca il giornale americano. Ma la vicenda apre una frattura più profonda nel rapporto tra lo Stato ebraico e l’opinione pubblica statunitense. Un cambiamento che potrebbe avere conseguenze politiche e culturali in America.
Abusi ai palestinesi: così l'inchiesta del Nyt mina l'asse Usa-Israele
Vai al contenutoAxios, Trump "frustrato" dalla guerra, valuta un ultimo grande attacco
Il presidente americano Donald Trump è sempre più "frustrato" negli ultimi giorni dalla mancanza di sviluppi e dai negoziati "strazianti" in corso con l'Iran, e ha sollevato la possibilità di "un'ultima grande operazione militare, dopo la quale potrebbe dichiarare la vittoria e porre fine alla guerra". Lo ha riferito ad Axios un funzionario statunitense informato sugli sforzi diplomatici in corso.
Iraniani al bivio, bene la fine della guerra ma si teme l'occasione persa
Gli iraniani di ogni ceto sociale, dalle città alle zone più remote del Paese, seguono con attenzione gli sviluppi e le notizie in queste ore sui colloqui diretti e indiretti fra Teheran e Washington, in attesa di sapere quale ne sarà l'esito. Aspettano come ad un bivio, con l'atteso sospiro di sollievo che rischia di non arrivare per nessuno. Da un lato il pericolo di nuovi bombardamenti se un accordo di pace non sarà raggiunto, dall'altro un possibuile accordo che potrebbe non portare a veri cambiamenti nel Paese. "Molti iraniani che nutrivano speranze di cambiamento dopo la guerra sono delusi dagli Stati Uniti per aver perseguito un accordo, credendo che se un accordo verrà raggiunto potrebbero perdere del tutto l'opportunità di un cambiamento", spiega all'Ansa Sahar, studentessa universitaria. "Gli americani non hanno mantenuto le loro promesse di aiutare la popolazione e non hanno nemmeno parlato dei diritti umani in Iran come parte dell'accordo", ha aggiunto. Oltre alla grave e crescente crisi economica, molti cittadini, sui social media e nelle conversazioni quotidiane nelle città, esprimono preoccupazione per la stretta del governo sulla popolazione, con un aumento straordinario delle misure di sicurezza nelle nelle città, le interruzioni di internet, gli arresti e le esecuzioni degli ultimi mesi. Gli osservatori affermano che, in seguito agli attacchi israelo-americani durante i quali sono stati uccisi molti alti funzionari e figure militari, a partire dalla Guida suprema Ali Khamenei, gli estremisti fondamentalisti sono diventati l'unico potere nel Paese, senza rivali, e che di fatto vige un sistema di governo militare
Italia accelera su sanzioni a Ben Gvir. PD: lui non è eccezione, è regola. VIDEO
La guerra in Iran asciuga le scorte di petrolio globali
Il mese scorso si è registrato il record negativo nella fornitura globale di greggio, solo in minima parte compensata dall’aumento delle produzione atlantica. E i Paesi più ricchi hanno iniziato ad attingere a piene mani alle proprie riserve. Anche se il conflitto terminasse a breve, ci vorranno almeno un paio di trimestri per tornare a volumi di traffico prebellici.
La guerra in Iran asciuga le scorte di petrolio globali
Vai al contenutoBaghaei: "Profondi disaccordi con Usa"
"Le visite a Teheran si svolgono nell'ambito del percorso diplomatico e si concentrano sulla questione della fine della guerra. Non si può affermare che raggiungeremo inevitabilmente un risultato dopo poche visite o negoziati che dureranno settimane o mesi. In questa fase, non intendiamo discutere i dettagli relativi al dossier nucleare e siamo attualmente concentrati sulla fine della guerra. Porre fine alla guerra su tutti i fronti, compreso il Libano, è una questione di fondamentale importanza. I disaccordi con Washington sono molto profondi e significativi, soprattutto dopo i crimini commessi negli ultimi due o tre mesi. Anche la situazione relativa allo Stretto di Hormuz e quello che Washington definisce un blocco navale nei nostri confronti dovrebbe essere oggetto di discussione. Non giungeremo a una conclusione in questa fase se vorremo approfondire i dettagli del dossier sull'uranio altamente arricchito. In precedenza abbiamo discusso della questione dell'uranio altamente arricchito, ma i disaccordi sono stati così profondi che non è stato possibile raggiungere un accordo". Lo afferma il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei.
Per l'Onu Israele sta cercando di distruggere l'identità palestinese
Il nuovo rapporto OHCHR raccoglie le prove delle intenzioni israeliane di generare un "cambiamento demografico permanente" provocando "lo sfollamento forzato e quasi totale della popolazione paletinese da Gaza Nord, equivalente a una pulizia etnica".
Per l'Onu Israele sta cercando di distruggere l'identità palestinese
Vai al contenuto"La guerra in Iran? Un errore": gli elettori si schierano contro Trump
La contrarietà è particolarmente forte tra gli elettori indipendenti, categoria particolarmente decisiva in vista delle elezioni di midterm, tra i quali circa tre quarti (il 73%) disapprovano la scelta di Trump.
'La guerra in Iran? Un errore': gli elettori si schierano contro Trump
Vai al contenutoIran: "Non possiamo dire che un accordo con gli Usa sia imminente"
"Non possiamo necessariamente affermare di essere giunti a un punto in cui un accordo" con gli Stati Uniti "sia imminente". Lo afferma il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, citato da Iran International, spiegando che nonostante gli scambi con il capo negoziatore pachistano Asim Munir siano diventati più frequenti "rappresentano la continuazione dello stesso processo diplomatico".
Israele nega gli abusi sugli attivisti della Flotilla
Il Servizio penitenziario di Israele ha respinto le accuse di aver commesso abusi ai danni degli attivisti della Global Sumud Flotilla, arrestati mentre erano diretti verso la Striscia di Gaza per tentare di rompere l'assedio israeliano. In una nota, il Servizio ha detto che tutti gli attivisti detenuti sono stati trattenuti "nel rispetto della legge e con pieno riguardo ai loro diritti fondamentali" e hanno ricevuto le cure mediche necessarie.
Martedì le forze israeliane hanno arrestato 430 persone a bordo di 50 navi in acque internazionali.
Ministra Svezia: "La guerra in Iran ha migliorato la situazione in Russia"
"La guerra in Iran ha migliorato la situazione in Russia e dunque questo è un male per l'Ucraina" ha dichiarato la Ministra degli esteri svedese, Maria Malmer Stenergard rispondendo alla domanda se il conflitto Usa in Iran impatti lo sforzo europeo nel sostenere l'Ucraina. "Allo stesso tempo, siamo altrettanto preoccupati per il fatto che l'Iran possa sviluppare armi nucleari e sostenere diversi alleati che causano danni in varie parti del mondo, anche qui. Dobbiamo quindi sostenere gli Stati Uniti nella lotta contro questo fenomeno e garantire che l'Iran non sviluppi armi nucleari" ha rimarcato la ministra. "L'Ucraina per noi è la nostra priorità numero uno a livello di politica estera e cerco costantemente di sollevare le loro preoccupazioni ed è quello che ho fatto qui." Alla domanda se la ministra si senta soddisfatta del risultato: "Credo di essere una delle voci che cercano di mettere i riflettori sulla situazione in Ucraina e anche di dimostrare quanto sia importante, per la sicurezza dell'Europa, il modo in cui finirà quella guerra. Non vorrei che i miei nipoti dovessero parlare in russo" ha concluso Maria Malmer Stenergard.
Iran, Crosetto: "L'impatto della guerra entra nelle case di ognuno"
"La pace nel mondo ci aiuta a essere più forti in Italia. L'impatto che c'è stato dalla guerra in Ucraina prima e adesso da questa di Hormuz, accade perché nel mondo c'è instabilità. L'instabilità crea problemi, i problemi poi entrano nelle case di ognuno, magari nessuno se ne accorge, ma stiamo vedendo adesso per Hormuz quello che succede in Iran. Alla fine il caro energia arriva nel piatto di pasta, nel carburante, nella vita di ognuno di noi. Dobbiamo abituarci a vivere in un mondo sempre più interconnesso, nel quale il nostro lavoro non è solo interno, ma deve essere molto fatto all'esterno, nei rapporti con le altre nazioni, per garantire la sicurezza". Lo ha detto il ministro della difesa Guido Crosetto oggi a Mestre (Venezia) per la chiusura della campagna elettorale del candidato Simone Venturini.
Capo dell'esercito del Pakistan arrivato a Teheran per cercare di finalizzare l'accordo
Il capo di Stato Maggiore dell'esercito del Pakistan Asim Munir è arrivato a Teheran per cercare di finalizzare l'accordo tra Iran e Stati Uniti. Lo riferisce l'esercito pakistano in una nota, secondo cui al suo arrivo è stato accolto dal ministro dell'Interno iraniano, Eskandar Momeni.
Media: "Israele furioso per ipotesi accordo Usa-Iran"
Un funzionario, che ha preferito rimanere anonimo, ha dichiarato all'Associated Press che il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, hanno avuto una telefonata "drammatica" martedì scorso riguardo allo stato dei negoziati con l'Iran, e che Israele è furioso per gli sforzi di Trump volti a raggiungere un accordo con l'Iran. Secondo l'AP, la Casa Bianca si è rifiutata di commentare il contenuto o il tono della telefonata. Trump ha detto ai giornalisti dopo la conversazione che Netanyahu "farà tutto quello che gli chiederò". Queste dichiarazioni rappresentano alcune delle prime indicazioni pubbliche di una divergenza di posizioni tra Trump e Netanyahu da quando hanno preso la decisione di entrare in guerra con l'Iran.
Racconti e deposizioni, l'incubo dei militanti Flotilla. VIDEO
Trump: "L'Iran vuole disperatamente un accordo, vedremo"
L'Iran vuole "disperatamente raggiungere un accordo, vedremo". Lo ha detto Donald Trump durante la cerimonia per il giuramento di Kevin Warsh alla presidenza della Fed.
Guerra Medioriente, Meloni: "Condanniamo violenze dei coloni israeliani". VIDEO
Meloni: "Ogni sforzo utile per garantire la libertà di navigazione a Hormuz"
"Continuiamo a seguire le evolversi della crisi in Medio Oriente, ribadendo ogni sforzo utile per riportare stabilità, garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle dichiarazioni congiunte con il primo ministro d'Irlanda Micheál Martin, dopo l'incontro a Palazzo Chigi.
L'accelerazione dei paesi arabi per un compromesso tra Washington e Teheran
Non c'è solo il canale pakistano dietro l'accelerazione diplomatica delle ultime ore tra Stati Uniti e Iran. A imprimere una svolta ai contatti per fermare la guerra israelo-americana contro Teheran sono stati anche i paesi arabi del Golfo, in primo luogo Qatar e Oman, mediatori storici tra Washington e la Repubblica islamica, ma anche Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, decisi a evitare che il conflitto travolga energia, finanza, export e sicurezza regionale. Secondo fonti ben informate del Golfo, Doha e Mascate hanno inviato negoziatori a Teheran in coordinamento con Washington, mentre il Pakistan ha continuato a svolgere il ruolo di ponte politico con la leadership iraniana. La pressione diplomatica si è intrecciata con i segnali arrivati dagli Stati Uniti, dove il segretario di Stato Marco Rubio ha parlato di elementi incoraggianti nei negoziati, pur avvertendo che restano ostacoli rilevanti, a cominciare dallo stretto di Hormuz. Nelle capitali del Golfo il messaggio era stato formulato già nei giorni scorsi: la regione non può sostenere indefinitamente il prezzo della guerra contro l'Iran. Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti hanno mantenuto una linea ufficiale prudente, ma dietro le quinte, secondo le stesse fonti, hanno fatto pesare un veto politico su nuove operazioni offensive americane capaci di allargare il conflitto. Quel veto, letto inizialmente come un freno alla strategia militare americana, si è trasformato ora in una leva diplomatica. Le monarchie del Golfo non difendono Teheran. Difendono se stesse. Per Riad, Abu Dhabi e Doha, un Iran indebolito ma ancora controllabile appare meno rischioso di una Repubblica islamica spinta al collasso, con il pericolo di una guerra regionale permanente, di una paralisi di Hormuz e di nuovi attacchi contro infrastrutture petrolifere e porti.
L'Ue accoglie la richiesta di Tajani sulle sanzioni a Ben Gvir
L'Alto rappresentante Ue per la Politica Estera Kaja Kallas ha accettato la richiesta del ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani di lavorare a sanzioni contro il ministro israeliano Ben Gvir. Secono quanto appreso dall'ANSA, durante la riunione dei Rappresentanti Permanenti dei 27 (Coreper II) l'Italia ha chiesto ufficialmente che al Consiglio Affari Esteri del 15 giugno sia discussa la proposta di sanzioni. La richiesta dell'Italia è stata sostenuta da diversi Paesi. Le sanzioni contro un gruppo di coloni israeliani responsabili di atti di violenza saranno invece formalmente approvate la prossima settimana.
Meloni: "Condanniamo le violenze dei coloni e gli insediamenti israeliani"
"Condividiamo alcuni punti fermi anche sulla situazione a Gaza e in Cisgiordania, fermo restando il diritto alla sicurezza di Israele: la soluzione dei due Stati come unica pace giusta e duratura possibile, l'importanza di assicurare la assistenza umanitaria la popolazione civile, la condanna delle violenze dei coloni e delle attività di insediamento israeliane". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle dichiarazioni congiunte con il primo ministro d'Irlanda Micheál Martin, dopo l'incontro a Palazzo Chigi.
Media israeliani: "L'Iran potrebbe attaccare a sorpresa Paesi Golfo e Israele"
"L'Iran potrebbe star pianificando un attacco a sorpresa con missili e droni contro gli Stati del Golfo e Israele". Lo riferisce il Jerusalem Post. L'ipotesi di un attacco preventivo da parte dell'Iran è emersa dopo una valutazione della situazione con i vertici militari e il ministro della Difesa Israel Katz. Funzionari della sicurezza israeliana hanno indicato che Teheran potrebbe tentare di agire prima che Stati Uniti e Israele decidano che la via diplomatica non è più percorribile e lanciare un attacco a sorpresa simile a quello all'inizio dell'operazione Epic Fury e dell'operazione Roaring Lion. La Direzione operazioni dell'Aeronautica dell'Idf ha condotto una serie di colloqui con gli omologhi americani per migliorare la prontezza operativa, compreso il trasferimento di informazioni di intelligence su attività iraniane insolite.
Accordo Iran-Stati Uniti, che cosa prevede la bozza
L’accordo per arrivare alla fine della guerra tra Iran e Stati Uniti potrebbe essere vicino: secondo quanto annunciato da fonti dell’emittente Al Arabiya, infatti, la bozza finale mediata dal Pakistan potrebbe essere annunciata a breve. E a riprova della possibilità di giungere a un’intesa, oggi (22 maggio) una squadra negoziale del Qatar è arrivata a Teheran in coordinamento con gli Usa per contribuire nel processo: si tratta di una novità importante perché come sottolineato da Reuters, Doha, che ha svolto un ruolo di mediatore nella guerra di Gaza e in altre tensioni internazionali, si era finora tenuta lontana da un simile ruolo dopo essere stata attaccata da missili e droni iraniani durante l'ultimo conflitto.
Accordo Iran-Stati Uniti, che cosa prevede la bozza
Vai al contenutoL'Olanda vieta l'import dei prodotti degli insediamenti israeliani
L'Olanda ha deciso di vietare l'import dei prodotti degli insediamenti israeliani in Cisgiordania. Lo ha annunciato su X il ministro del Commercio dei Paesi Bassi Sjoerd Sjoerdsma. "Lanciamo così un segnale forte a Israele. I Paesi Bassi non intendono contribuire al mantenimento di tale situazione illegale. La Corte internazionale di giustizia ha stabilito che l'occupazione israeliana è illegale e che è in atto l'annessione di ampie zone della Cisgiordania. Questa situazione deve cessare. Ecco perché stiamo adottando queste misure e continuiamo a esortare l'Europa a fare altrettanto", ha aggiunto.
Flotilla, la testimonianza di Alessandro Mantovani. VIDEO
Rubio: "Iniziare a pensare al piano B se l'Iran non riapre Hormuz"
Gli Stati Uniti "sperano di raggiungere un accordo" con l'Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz e l'abbandono delle ambizioni nucleari, i negoziati sono in corso e si registrano alcuni "progressi" riconosciuti ma resta ancora molto da fare. Tuttavia è fondamentale "elaborare un piano B" per gli scenari in cui l'Iran si rifiutasse di riaprire lo stretto o imponesse un pedaggio. "Dobbiamo cominciare a pensare a cosa faremo se, tra qualche settimana, l'Iran decidesse di tenerlo chiuso". Lo ha detto il segretario di Stato Usa Marco Rubio al termine della ministeriale Nato in un incontro con alcune testate, tra cui l'Ansa.

©Ansa
Droni di Hezbollah sul nord di Israele, uno esploso in Galilea
Le sirene d'allarme sono scattate per tre volte nelle ultime ore in Galilea, al confine con il Libano a causa di droni lanciati da Hezbollah, un velivolo senza pilota è esploso in territorio israeliano. Il portavoce dell'Idf ha reso noto che "sono stati identificati diversi colpi sospetti contro bersagli aerei nella zona di confine con il Libano".
Iran, media: "Il Qatar invia i negoziatori a Teheran"
Il Qatar ha inviato un team di negoziatori a Teheran, in coordinamento con gli Stati Uniti, per contribuire agli sforzi finalizzati a raggiungere un accordo per la fine della guerra. Lo riferiscono fonti ben informate alla Reuters, come riporta il sito di Haaretz.
Leader Gb, Italia, Francia e Germania a Israele: "Stop agli insediamenti"
In una dichiarazione congiunta sulla Cisgiordania, i leader di Regno Unito, Italia, Francia e Germania chiedono "al governo israeliano di porre fine all'espansione degli insediamenti e dei poteri amministrativi, di garantire la responsabilità per la violenza dei coloni e di indagare sulle accuse contro le forze israeliane, di rispettare la custodia hashemita sui Luoghi Santi di Gerusalemme e gli accordi storici sullo status quo, e di revocare le restrizioni finanziarie all'Autorità Palestinese e all'economia palestinese".
Media, altre due vittime in un raid in Libano: "14 morti da ieri sera"
Altre due persone sono morte in raid attribuiti alle forze israeliane avvenuti in giornata nel sud del Libano: lo segnala L'Orient Le Jour. Secondo il bilancio riportato dal giornale, basato su fonti libanesi e israeliane, da ieri sera i morti in operazioni dell'Idf sono 14. Oltre ai sei morti di un attacco sul villaggio di Deir Qanun al-Nahr, vengono riferite altre due vittime a Nabatieh, dove un drone ha colpito un veicolo nell'area del mercato cittadino, e a Tebnine. Queste vittime si aggiungono a quattro morti (tutti paramedici) segnalati in un attacco che ha colpito la notte scorsa Hanaway, nel distretto di Tiro. Da parte sua, l'esercito israeliano stamane ha riferito di aver ucciso due persone "armate" che "si muovevano in modo sospetto" in territorio libanese ad alcune centinaia di metri dal confine.
Al Arabiya: "Annuncio accordo Iran-Usa nelle prossime ore, subito in vigore"
Secondo fonti di Al Arabiya, la bozza finale di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran, mediato dal Pakistan, potrebbe essere annunciata entro poche ore. I punti chiave dell'accordo - già riportati da media sauditi - includono, tra gli altri, il cessate il fuoco immediato, la garanzia della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e la graduale revoca deIle sanzioni statunitnesi. L'accordo, riferiscono le fonti della tv emiratina, dovrebbe entrare in vigore immediatamente dopo l'annuncio ufficiale da parte di entrambe le parti.
Media Iran: "Baghaei scelto come portavoce della squadra negoziale con gli Usa"
Il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmail Baghaei, è stato nominato a ricoprire lo stesso ruolo per la squadra negoziale iraniana nei colloqui con gli Stati Uniti. Lo riferisce Iran International, che cita i media iraniani specificando che la nomina è stata attribuita allo speaker del Parlamento della Repubblica Islamica Mohammad Bagher Ghalibaf.
Media: "Il capo dell'esercito del Pakistan partito per Teheran"
Il comandante dell'esercito pakistano Asim Munir è partito per l'Iran e ha in programma un incontro con alti funzionari della Repubblica islamica. Lo riferisce l'agenzia di stampa statale della Repubblica islamica, Irna, citando una fonte diplomatica a Islamabad. La visita coincide con la presenza a Teheran, per il terzo giorno consecutivo, del ministro dell'Interno pakistano Mohsen Reza Naqvi.
Urso sull'Iran: "Siamo intervenuti subito per arginare la crisi". VIDEO
Flotilla, i pm di Roma valutano i reati di tortura e violenza sessuale
La procura di Roma che indaga sull'abbordaggio della Flotilla, oltre al reato di sequestro di persona sta valutando anche altri reati, tra cui la tortura e la violenza sessuale. Secondo quanto si apprende i magistrati di piazzale Clodio, dopo aver acquisito il video diffuso dai canali social del ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir in cui si vedono gli attivisti inginocchiati e con le mani legate dietro la schiena, analizzeranno il filmato per verificare la presenza di italianiin quella situazione e valuteranno le parole di scherno rivolte dal ministro. Intanto a piazzale Clodio hanno cominciato ad ascoltare gli attivisti rientrati in Italia. In base a quanto si apprende, su delega dei pm di Roma è già stato ascoltato il il deputato del M5S Dario Carotenuto.
Beirut: "10 persone uccise dall'Idf nel sud del Paese"
I raid israeliani sul Libano meridionale hanno causato la morte di almeno dieci persone, tra cui un minorenne e sei soccorritori appartenenti a organizzazioni legate a Hezbollah e al suo alleato sciita Amal. Lo riferisce il ministero della Salute libanese, precisando che un attacco alla città di Hannouiyeh ha ucciso quattro soccorritori del Comitato islamico per la salute, legato a Hezbollah. Un successivo attacco a Deir Qanun al-Nahr ha ucciso una ragazza siriana, nonché due soccorritori dell'associazione scout Risala, legata ad Amal, uno dei quali lavorava anche come fotografo freelance, secondo quanto riferito dal ministero.
Germania chiede chiarimenti a Israele su trattamento attivisti
La Germania ha chiesto ''chiarimenti'' a Israele sul trattamento riservato agli attivisti della Global Sumud Flotilla, dopo il video diffuso dal ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir e dopo le testimonianze degli stessi attivisti. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri tedesco Josef Hinterseher. “Il trattamento riservato agli attivisti, compresi i cittadini tedeschi, è a nostro avviso assolutamente inaccettabile. Condanniamo senza riserve questo atto e chiediamo trasparenza nell'indagine”, ha dichiarato Hinterseher durante una conferenza stampa a Berlino. "Dal nostro punto di vista, le accuse sollevate sono estremamente gravi e per questo motivo ci aspettiamo un'indagine approfondita e trasparente", ha aggiunto. Secondo Hinterseher, otto attivisti tedeschi della Global Sumud Flotilla, diretti a Gaza, anch'essi rimasti feriti, sono atterrati a Istanbul ieri sera. Una persona è stata ricoverata in ospedale a Istanbul.
Iran: "Non chiediamo concessioni ma diritti. Stop a sanzioni"
L'Iran è tornato a ribadire che non considera le richieste agli Stati Uniti come concessioni, ma semplicemente come rispetto dei propri diritti. "Non vogliamo alcuna concessione dagli Stati Uniti, stiamo semplicemente rivendicando i nostri diritti", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, a quanto riporta l'agenzia Tasnim. "Negli ultimi cinquant'anni siamo stati sottoposti a quelle che loro stessi definiscono 'sanzioni paralizzanti'", ha ricordato, "principalmente a causa di quella che viene definita la 'minaccia nucleare iraniana', nonostante non esista alcuna minaccia nucleare dell'Iran nei confronti di alcun attore nella regione o nel mondo". Dunque, "chiediamo la fine delle azioni criminali degli Stati Uniti contro la nazione iraniana. Le sanzioni devono essere revocate e i beni congelati dell'Iran devono essere sbloccati e messi a disposizione del Paese", ha spiegato. Non solo. "Devono adottare misure per mettere fine al cosiddetto 'blocco marittimo'" nello stretto di Hormuz, ha incalzato, "che è del tutto contrario al diritto internazionale".
Predicatore Iran: "Se ci attaccano la guerra si allargherà"
Un alto esponente del clero iraniano ha affermato che gli avversari dell'Iran si troverebbero ad affrontare nuovi attacchi missilistici e una guerra regionale più ampia se attaccassero il Paese. Lo scrive Iran International. Le forze armate iraniane sono "più preparate che mai" e hanno minacciato di interrompere il traffico marittimo attraverso Bab al-Mandab se lo Stretto di Hormuz venisse preso di mira, ha dichiarato Mohammad Javad Haj Ali-Akbari durante la preghiera del venerdì a Teheran. Ha anche affermato che gli attacchi alle infrastrutture iraniane innescherebbero ritorsioni contro i "sostenitori del nemico" in tutta la regione.
Pakistan: "Domani premier in Cina per discutere il piano di pace per l'Iran"
"La pace tra Stati Uniti e Iran è una questione importante per il Pakistan, come dimostrano tutti gli sforzi compiuti sotto la guida del primo ministro. La Cina sostiene gli sforzi di mediazione del Pakistan e, in collaborazione con noi, ha presentato un'iniziativa in cinque punti. Il primo ministro pakistano discuterà domani, durante la sua visita in Cina, un'iniziativa congiunta per porre fine alla guerra". Ad affermarlo è il portavoce del ministero degli Esteri pakistano Tahir Andarabi, riportato da Al-Jazeera. "Non siamo a conoscenza di alcuna visita in programma in Iran da parte di alcun funzionario pakistano - ha aggiunto - La nostra posizione è chiara: non divulghiamo dettagli in quanto siamo uno Stato mediatore. Non abbiamo ricevuto alcuna richiesta relativa all'autorizzazione per le forze statunitensi di utilizzare il nostro territorio o il nostro spazio aereo".
Idf: "Uccisi 5 miliziani Hezbollah in un centro comando"
Le forze armate israeliane hanno riferito dell'uccisione di cinque militanti di Hezbollah, individuati mentre entravano in un centro di comando del gruppo sciita filo-iraniano a nord dell'area controllata da Israele nel Libano meridionale. Secondo l'Idf, i soldati hanno identificato i militanti a nord della linea di difesa avanzata e hanno diretto un attacco aereo contro l'edificio, in una "rapida manovra di accerchiamento".
Flotilla: "Una cinquantina di attivisti ricoverati a Istanbul, anche un italiano"
Circa una cinquanta di attivisti della Flotilla sono stati ricoverati a Istanbul per lesioni riportate durante il periodo di detenzione in Israele. Lo si apprende da fonti della Global Sumud Flotilla. Tra di loro risulta anche un italiano ricoverato. "Stiamo cercando in queste ore di avere notizie sulle sue condizioni di salute - spiega la portavoce italiana Maria Elena Delia - ci riferiscono che in tanti hanno ripotato lesioni serie e alcuni sono sotto shock".
Media: "Cauto ottimismo Pakistan su accordo"
Il Pakistan vede con cauto ottimismo la possibilità di un accordo tra Iran e Stati Uniti. Lo hanno riferito fonti di Islamabad ad Al-Arabiya. "Non esiste alternativa a un accordo in più fasi", ha spiegato, ma "ridurre le differenze non è facile perché entrambe le parti sono molto esigenti". Nodo cruciale resta la gestione dell'uranio altamente arricchito. Per negoziare su questo tema, ha sottolineato la fonte, "servirà molto tempo". Il Pakistan conta molto fortemente sulla Cina per convincere le parti e i due paesi avrebbero messo un'iniziativa congiunta. Domani il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif sarà domani in Cina per vedere il presidente Xi Jinping. Per il momento invece è rimasto a Islamabad il capo di Stato maggiore Asim Munir, ha assicurato la tv araba. Prima di andare a Teheran, aspetta i risultati dei colloqui del ministro dell'Interno Mohsen Naqvi con il governo iraniano.
Media, pronta bozza accordo Teheran-Usa in 9 punti
Pronta una nuova bozza di accordo tra Iran e Stati Uniti, redatta con la mediazione del Pakistan. A riportarlo è stata la televisione al-Arabiya. Il testo prevede 9 punti, tra cui un cessate il fuoco immediato, completo e incondizionato su tutti i fronti. Garantita anche la libertà di navigazione nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel Mar di Oman. Entrambe le parti si impegnano a non colpire strutture militari, civili o economiche. La bozza richiama al rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale e la non interferenza negli affari interni. Se l'intesa fosse firmata, sarebbe istituito un meccanismo congiunto per il monitoraggio e la risoluzione delle controversie. Ed entro sette giorni inizierebbero le trattative sulle questioni rimaste in sospeso. Le sanzioni statunitensi all'Iran inizieranno a essere gradualmente revocate in cambio del rispetto delle condizioni concordate.
Legali Flotilla: "Valutiamo denuncia per tortura"
Il team legale italiano della Flotilla valuta una denuncia per tortura in merito alle condizioni in cui gli attivisti sono stati trattenuti in Israele. Secondo quanto si apprende, le avvocate stanno iniziando a raccogliere le testimonianze degli italiani rientrati ieri e presenteranno una integrazione alla denuncia/querela depositata il 19 maggio in Procura a Roma. Sulla base delle 'sommarie informazioni' che verranno raccolte, le legali denunceranno ai pm della Capitale tutti i reati subiti.
Madrid: "Almeno 4 attivisti spagnoli Flotilla in cure mediche in Turchia"
Almeno 4 dei 45 spagnoli della Global Sumud Flotilla diretta a Gaza hanno avuto bisogno di cure mediche dopo la deportazione da Israele, seguita all'intercettazione della spedizione da parte delle forze armate israeliane in acque internazionali. Lo ha confermato il ministro degli Esteri spagnolo, Josè Manuel Albares, al suo arrivo alla ministeriale Nato in Svezia - ripreso dall'emittente Tve - spiegando che "parte del gruppo resta sotto osservazione medica in Turchia prima del rientro in Spagna". "Si prevede che gli altri viaggeranno poco a poco nella giornata" da Instanbul per il ritorno in patria, ha aggiunto Albares. Secondo Sandra Bandillaro, della Global Sumud Flotilla, gli attivisti si trovano ancora a Instanbul "sottoposti a controlli medici e a riposo", dopo aver denunciato "aggressioni e trattamenti degradanti" durante la detenzione in Israele. Parte dei rimpatri potrebbero slittare a domani. Lucia Mazarrasa, della rete 'Rumbo a Gaza-Freedom Flotilla' , che ha raccolto testimonianze fra gli attivisti, ha riferito ai media che alcuni presentano "grossi lividi e possibili fratture alle costole". Freedom Flotilla ha "documentato ematomi gravi, lesioni compatibili con fratture di costole e numerosi casi di abusi fisici", oltre a casi di "umiliazioni e maltrattamenti". L'organizzazione sta preparando azioni legali per gli arresti arbitrari e le violazioni del diritto internazionale. Tutti gli attivisti spagnoli sono stati sottoposti ad esami medico-legali in Turchia, mentre l'ambasciata di Spagna e Istanbul segue i casi sul terreno.
Media iraniani: "Il parlamento di Teheran approverebbe una taglia su Trump"
"I legislatori del Parlamento iraniano approverebbero certamente una proposta che offra una ricompensa a chiunque esegua la 'fatwa' (una vendetta) contro Donald Trump, una volta completato l'iter legale del provvedimento". Lo ha dichiarato Hassanali Akhlaghi-Amiri, membro della commissione Cultura del Parlamento iraniano, a 'Didban Iran', ripreso da Iran International.
Pasdaran: "35 imbarcazioni hanno passato Hormuz nelle ultime 24 ore"
La Marina delle Guardie Rivoluzionarie ha annunciato che 35 imbarcazioni sono passate in sicurezza attraverso lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore, tra cui petroliere, navi portacontainer e altre navi commerciali dopo aver ottenuto l'autorizzazione. Lo scrive Tasnim.
Libano, l'esercito ribadisce la lealtà dei soldati dopo le sanzioni Usa
Le forze armate libanesi hanno ribadito la lealtà dei propri soldati all'istituzione dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato sanzioni che includono, per la prima volta, un ufficiale dell'esercito accusato di aver condiviso informazioni con Hezbollah. In una dichiarazione, l'esercito ha affermato di "confermare che tutti gli ufficiali e i membri dell'istituzione militare svolgono i loro doveri nazionali con la massima professionalità, responsabilità e disciplina, in conformità con le decisioni e le direttive emesse dal comando dell'esercito". "La lealtà del personale militare è esclusivamente verso l'istituzione militare e la nazione, e questo è impegnato a svolgere i propri doveri nazionali senza altre considerazioni o pressioni", ha aggiunto, affermando di non essere stato informato in anticipo delle sanzioni. Ieri Washington ha sanzionato nove individui accusandoli di essere legati a Hezbollah in Libano, tra cui il colonnello dell'esercito Samir Hamadi e Khattar Nasser Eldin, un ufficiale di un altro servizio di sicurezza statale. Gli Stati Uniti hanno affermato che Hamadi e Nasser Eldin "hanno condiviso importanti informazioni di intelligence" con Hezbollah nel corso dell'ultimo anno. Si tratta della prima volta che ufficiali libanesi vengono sanzionati dagli Usa. Il gruppo scitta filo-iraniano ha condannato le sanzioni, definendole "un tentativo di intimidire il popolo libanese libero al fine di rafforzare l'aggressione sionista contro il nostro Paese".
Ue: "Sanzioni Ben-Gvir? Discussioni in corso tra Stati"
Sulla richiesta di imporre misure restrittive contro il ministro israeliano Itamar Ben-Gvir "in questa fase non è possibile condividere nulla con voi, perché le discussioni sono riservate e interamente nelle mani degli Stati membri. Non possiamo commentarle pubblicamente e questo vale per qualsiasi discussione in corso, pianificata o potenziale, relativa alle sanzioni". Lo afferma il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, nel briefing quotidiano con la stampa. "La prossima settimana avremo un incontro informale dei ministri degli Affari esteri, noto anche come Gymnich, un incontro informale in cui i ministri possono sollevare diverse questioni, facilitato anche dal contesto informale. In tali incontri informali non vengono prese decisioni", ricorda il portavoce. "Il trattamento riservato agli attivisti della Flotilla, tra cui diversi cittadini dell'Ue, è stato degradante e inaccettabile. Il comportamento del ministro israeliano Ben-Gvir è indegno di chiunque ricopra una carica pubblica in una democrazia - ribadisce il portavoce - ogni persona deve essere trattata con sicurezza, dignità e nel rispetto del diritto internazionale. Noi, come Ue, chiediamo al governo israeliano di garantire la protezione e il trattamento dignitoso di questi attivisti, tra cui diversi cittadini dell'Ue, e chiediamo il rapido rilascio dei detenuti".
Imam Akbari: "Se attaccati lo stretto di Bab el-Mandeb chiuderà"
Se gli Stati Uniti dovessero tornare ad attaccare l'Iran, la guerra si allargerebbe oltre la regione e dopo quello di Hormuz sarebbe chiuso anche lo stretto di Bab el-Mandeb. La minaccia eè arrivata dall'imam Muhammad Javad Haj Ali Akbari, che guida le preghiere del venerdì. "Le forze armate sono più preparate che mai. I nemici subiranno l'impatto di nuovi missili", ha detto nel suo sermone settimanale, "se commetteranno un errore, si troveranno di fronte a una guerra transregionale e, invece di limitare lo Stretto di Hormuz, sarà chiuso anche Bab el-Mandeb". Non solo. "Se prenderanno di mira le nostre infrastrutture, tutte le infrastrutture dei sostenitori del nemico nella regione verranno smantellate", ha insistito a quanto riporta l'agenzia Fars. Teheran, ha assicurato, non intende mettere da parte il tema della "vendetta per i martiri" così come "le richieste di risarcimento".
Il Fmi chiede alla Spagna di ritirare gli aiuti all'energia per guerra in Iran
Il Fondo monetario internazionale chiede alla Spagna di "eliminare gradualmente le misure temporanee di sostegno energetico", introdotte per attenuare le conseguenze della guerra israelo-statunitense contro Iran, avvertendo che gli sgravi fiscali sui carburanti "possono distorcere i prezzi dell'energia e aumentare la spesa pubblica". Lo segnala il rapporto annuale sull'economia spagnola pubblicato oggi dal Fmi. Il decreto approvato da Madrid già prevede la disattivazione progressiva degli aiuti: dal primo giugno l'Iva su elettricità e gas, ridotta al 10%, tornerà al 21%, mentre l'aliquota ridotta al 10% sui carburanti resterà in vigore, in pincipio, fino al 30 giugno. Nel documento il Fmi invita inoltre la Spagna ad "avanzare verso un'armonizzazione dell'Iva", elevando le aliquote ridotte (del 4% e del 10) a quella generale del 21%, per migliorare l'efficienza fiscale, accompagnando però la misura con trasferimenti diretti alle famiglie a basso reddito. Sul versante abitativo, il Fmi riconosce che i prezzi delle case sono aumentati del 13% su base annua, ma giudica inefficaci i controlli sugli affitti. In Catalogna, dove il tetto ai canoni è già in vigore, il Fondo segnala "effetti collaterali" come la riduzione dell'offerta e il ritiro dal mercato di immobili di fascia alta, mentre il calo dei prezzi sarebbe "molto limitato". Da qui la raccomandazione a non prorogare la misura oltre i tre anni previsti. L'organismo guidato da Kristalina Georgieva definisce comunque "solida" la crescita dell'economia spagnola, stimando un pil a +2,1% nel 2026, due decimi in meno rispetto alle previsioni di inizio anno, e al + 1.8% nel 2027. Sul fronte dei conti pubblici, il Fmi chiede "un aggiustamento fiscale aggiuntivo cumulato dell'1,5% del Pil entro il 2030", per ridurre il debito prima dell'aumento della spesa legata all'invecchiamenti della popolazione. Il ministero dell'Economia spagnolo ha accolto positivamente il rapporto, sottolineando che il Fmi "conferma la Spagna come leader della crescita nell'eurozona", nonostante la richiesta di maggiore rigore fiscale.
L'ambasciatore d'Israele in Australia condanna Ben-Gvir, ma nega violenze a attivisti
L'ambasciatore di Israele in Australia Hillel Newman ha condannato le azioni del ministro della sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, ma ha negato che qualcuno della flottiglia sia rimasto ferito aggiungendo che qualsiasi accusa, passata o presente, di violenza o umiliazione sessuale è falsa. Intervistato dalla tramissione di Abc 7.30 Newman si è unito al primo ministro Benyamin Netanyahu e ad alti esponenti del gabinetto nel condannare Ben-Gvir, ma ha aggiunto che una sanzione immediata era impossibile perché il governo è entrato un "periodo di transizione" pre-elettorale. "La legge in Israele prevede che, quando si insedia un governo di transizione, non sia possibile espellerlo", ha dichiarato Newman. La ministra australiana degli Esteri Penny Wong aveva condannato le azioni nei confronti degli attivisti della Flotilla e aveva convocato Newman.
Al-Arabiya: "Ecco i punti della bozza finale dell'accordo, possibile annuncio a ore"
Fine delle operazioni militari e della guerra mediatica, cessate il fuoco immediato, totale e senza condizioni su tutti i fronti, garanzie per la libertà di navigazione nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman. Sarebbero questi alcuni dei punti contenuti nella "bozza finale" di un possibile accordo tra Iran e Stati Uniti, con la mediazione del Pakistan, secondo quanto riporta la tv satellitare al-Arabiya sull'account X in inglese citando sue fonti stando alle quali un annuncio potrebbe arrivare a ore. Un particolare, quest'ultimo, che non viene invece indicato dal servizio arabo dell'emittente che si limita a parlare di cauto ottimismo citando fonti pakistane.
Secondo quanto riportato, il testo prevede inoltre un impegno reciproco delle parti a non colpire infrastrutture militari, civili o del settore economico, l'impegno a rispettare sovranità, integrità territoriale e principio di non interferenza negli affari interni, oltre a un meccanismo congiunto per monitorare l'attuazione dell'intesa e risolvere dispute. Negoziati sulle questioni irrisolte inizierebbero entro sette giorni e una revoca graduale delle sanzioni americane viene indicata in cambio dell'impegno dell'Iran rispetto ai termini dell'accordo.
La fonte pakistana al canale in arabo ha sottolineato che "non esiste alternativa a un accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran". La fonte ha inoltre confermato che "ridurre le divergenze non è facile perché entrambe le parti hanno richieste elevate". La fonte ha poi indicato che "i contatti continuano per ridurre il divario sulle questioni dell'uranio e dello Stretto di Hormuz". La fonte ha osservato che "il punto critico nei negoziati è stato, e rimane, come gestire l'uranio altamente arricchito" e ha aggiunto che "le questioni principali dell'accordo richiedono un lungo periodo di negoziazione". Infine, la fonte ha affermato che il Pakistan ripone grande speranza nella Cina per far progredire il potenziale accordo tra Stati Uniti e Iran.
Pierrakakis: "Se Hormuz resta chiuso situazione peggiorerà"
Se Hormuz "non dovesse riaprire presto, giugno sarà peggiore di maggio e luglio peggiore di giugno". Lo ha detto il presidente dell'Eurogruppo, Kyriakos Pierrakakis alla riunione a Nicosia. "Misure di flessibilità sono già state implementate a livello nazionale, in base alle capacità fiscali di ciascuno Stato membro" ma "la situazione fiscale è peggiore rispetto al 2022".
L'Ue estende sanzioni ai responsabili della chiusura di Hormuz
Il Consiglio europeo ha esteso la portata delle sanzioni istituite per colpire i responsabili iraniani del sostegno militare alla Russia e a vari gruppi armati in Medio Oriente anche agli individui ed entità coinvolti nelle azioni e nelle politiche dell'Iran che minacciano la libertà di navigazione nella regione, al fine di colpire coloro che compromettono la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Lo si apprende da un comunicato ufficiale, il quale specifica che la decisione dà seguito all'accordo politico raggiunto dai ministri dell'Ue in occasione del Consiglio affari esteri d fine aprile.
"Le azioni dell'Iran contro le navi in transito attraverso lo Stretto di Hormuz sono contrarie al diritto internazionale" e "violano i diritti stabiliti sia di transito che di passaggio inoffensivo attraverso gli stretti internazionali", rileva il comunicato. Grazie al quadro giuridico modificato, l'Ue potrà introdurre ulteriori misure restrittive in risposta alle azioni dell'Iran che compromettono la libertà di navigazione nello Stretto. Le sanzioni consistono nel divieto di viaggiare in Ue, nel congelamento dei beni e nell'impedimento di ricevere fondi e risorse da persone o enti in Ue.
Wadephul: "Su Hormuz non vedo una missione Nato"
"Ci stiamo preparando per queste operazioni. Sotto la guida di Regno Unito e Francia, anche la Germania darà contributi, ma non vedo una missione Nato immediata nel senso classico del termine" per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, all'arrivo alla ministeriale Esteri della Nato a Helsingborg. "Abbiamo sempre detto di essere pronti a garantire il libero passaggio nello Stretto di Hormuz", ha aggiunto Wadephul.
Emirati: "Il programma nucleare dell'Iran è la nostra prima preoccupazione"
"Il programma nucleare iraniano è diventato la nostra principale preoccupazione", ha dichiarato Anwar Gargash, consigliere del presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohammed bin Zayed Al Nahyan. "In passato il programma nucleare era la nostra seconda o terza preoccupazione, ora è la prima. Abbiamo imparato che l'Iran è capace di usare qualsiasi arma abbia a disposizione".
Media arabi: "La bozza finale dell'accordo Iran-Usa non include nucleare e missili"
L'emittente tv saudita Al Hadath ha rivelato oggi di essere entrata in possesso della bozza finale del possibile accordo tra Stati Uniti e Iran, mediato dal Pakistan: nel documento non viene menzionata alcuna clausola relativa al programma nucleare iraniano o alla minaccia dei missili. Secondo il report, la bozza finale include tra l'altro: la cessazione delle operazioni militari e della guerra mediatica, il rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Iran e la non interferenza negli affari interni, la garanzia della libertà di navigazione nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman. I negoziati sulle questioni ancora irrisolte tra le parti dovrebbero iniziare entro sette giorni, ed è prevista una graduale revoca delle sanzioni americane in cambio dell'impegno dell'Iran a rispettare le condizioni dell'accordo.
In calo rendimenti titoli di Stato con "lievi progressi" tra Usa e Iran
Giù i rendimenti dei titoli di Stato mentre si registrano "lievi progressi" nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, secondo quanto riferito dal segretario di Stato Usa, Marco Rubio in Svezia. Il Btp a 10 anni scende di 5 punti base al 3,785%. Il Bund di oltre 4 punti base al 3,056%,così come l'Oat francese che è al 3,668%. Altrettanto il Gilt inglese al 4,92% e i Bonos spagnoli al 3,48%. In questo quadro i Treasury Usa cedono un punto base al 4,558%.
Berlino: "Ci prepariamo a un contributo su Hormuz ma non vediamo missione Nato"
La Germania ha sempre affermato di essere pronta a garantire il libero passaggio a Hormuz e si sta preparando a tali operazioni sotto la guida di Gran Bretagna e Francia. È quello che ha affermato il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul in occasione dell'incontro della Nato nella città portuale svedese di Helsingborg. "Ma non vedo una missione Nato immediata nel senso classico del termine nello Stretto di Hormuz", ha aggiunto. Il governo federale ha offerto di aiutare, una volta terminata la guerra con l'Iran, ad esempio nella bonifica delle mine su quella rotta marittima importante per l'approvvigionamento energetico internazionale di petrolio e gas. A tal fine sono in corso i preparativi. Wadephul ha quindi sottolineato: "Ciononostante è chiaro: noi sosteniamo l'alleanza transatlantica. E gli Stati Uniti possono essere certi di poter contare su di noi in qualsiasi momento", ha concluso.
Emirati: "Possibilità di arrivare all'accordo è 50-50"
Le possibilità che Iran e Stati Uniti arrivino a un accordo sono al 50%. Ne sono convinti gli Emirati Arabi Uniti. "Le chance sono 50-50", ha sottolineato Anwar Gargash, ascoltato consigliere Mohamed bin Zayed. Teheran "ha perso molte occasioni nel corso degli anni perché ha una tendenza a sopravvalutare le carte che ha in mano", ha spiegato, "spero che non lo facciano anche stavolta".
Beirut, 6 morti tra cui due soccorritori e una bambina nel sud del Paese
Un attacco israeliano nel sud del Libano ha ucciso sei persone, tra cui due soccorritori e una bambina. Lo ha dichiarato il ministero della Salute libanese. Tra le vittime dell'attacco al villaggio di Deir Qanun al-Nahr, c'erano due soccorritori dell'associazione scout Risala, uno dei quali lavorava anche come fotografo freelance, e una bambina siriana. L'associazione è legata al movimento Amal, alleato di Hezbollah.
Onu: "Cinque milioni di dollari dalla Francia a sostegno dei palestinesi"
La Francia ha annunciato il proprio contributo di 5 milioni di dollari al Fondo Horizon a sostegno degli sforzi volti a promuovere la stabilità, la resilienza e la speranza per i palestinesi nei Territori Palestinesi Occupati. Ad annunciarlo è il Vice coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente e coordinatore residente e umanitario per i territori palestinesi occupati, Ramiz Alakbarov. "Il contributo della Francia contribuirà a promuovere gli sforzi coordinati delle Nazioni Unite per la ripresa precoce nelle aree prioritarie del Fondo Horizon, tra cui il rafforzamento delle istituzioni, il sostegno ai mezzi di sussistenza e ai servizi essenziali e il consolidamento di un approccio globale alla Palestina" ha aggiunto il rappresentante Onu. "Un sostegno internazionale costante rimane fondamentale per conseguire progressi concreti sul campo e salvaguardare le prospettive di una soluzione a due Stati" ha concluso.
Pierrakakis: "La situazione in Iran richiede stretta coordinazione"
"L'attuale situazione richiede più che mai, una stretta coordinazione all'interno dell'Ue e a livello internazionale. Questo è il messaggio che l'Europa ha inviato ai suoi partner". Lo ha detto il presidente dell'Eurogruppo, Kyriakos Pierrakakis nel corso della conferenza stampa al termine della riunione a Nicosia. "Siamo impegnati a cooperare in un quadro multilaterale europeo e ci impegniamo a garantire stabilità, resilienza e prosperità condivisa" ha concluso.
Rubio: "Gli alleati Nato dovranno affrontare le preoccupazioni di Trump"
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato agli alleati della Nato che dovranno "affrontare" le "preoccupazioni" di Donald Trump riguardo al Medio Oriente. "Le preoccupazioni del presidente – per dirla senza mezzi termini, la sua preoccupazione per alcuni dei nostri alleati della Nato e per la loro reazione alle nostre operazioni in Medio Oriente – sono ben note; dovranno essere affrontate, ma non saranno risolte o affrontate oggi", ha affermato Rubio. Il presidente americano "è furioso" da quando gli europei si sono rifiutati di unirsi nella guerra che ha lanciato con Israele contro l'Iran. Ed ha aggiunto che rivedere il dislocamento delle truppe "non è un'azione punitiva, è un processo che continuerà, in cooperazione con i nostri alleati".
Nato, Rubio: "Non produciamo munizioni al ritmo necessario"
I Paesi della Nato non producono munizioni "al ritmo necessario per le esigenze future". E' l'avvertimento lanciato dal segretario di Stato Usa, Marco Rubio, dalla ministeriale Nato di Helsingborg. "Uno dei settori in cui credo possiamo sicuramente collaborare e' quello dell'industria della difesa. E' chiaro a tutti, all'interno dell'alleanza e non solo, che oggi non siamo in grado di produrre munizioni al ritmo necessario per le esigenze future", ha affermato Rubio, "questo e' un problema che deve essere affrontato. E' un aspetto su cui possiamo lavorare insieme. E' un aspetto su cui vogliamo lavorare insieme. Credo sia fondamentale non solo per la produzione, ma anche per l'interoperabilita'. Quindi immagino che sara' un argomento di discussione".
Iran, media: "Usa hanno dimezzato scorte Thaad in aiuto Israele"
Il Pentagono ha quasi dimezzato le scorte di sistemi di difesa missilistica Thaad per proteggere Israele durante la guerra all'Iran. Lo scrive il Washington Post a conferma di indiscrezioni che circolano gia' da giorni sull'impatto del conflitto sulle dotazioni Usa. L'amministrazione Usa ha annunciato per esempio di avere sospeso la vendita di armamenti per 14 miliardi di dollari a Taiwan proprio per garantire di avere abbastanza munizioni in caso la campagna militare contro Teheran riprenda. Secondo una valutazione del dipartimento della Difesa vista dal Post, sono stati usati a protezione di Israele circa 200 Thaad, quasi la meta' di quelli in dotazione al Pentagono, e oltre 100 intercettori standard Missile-3 e Missile-6 sparati da navi militari nel Mediterraneo orientale. Molti piu' di quanti ne abbia usato l'Idf per contrastare gli attacchi sul suo paese. Israele avrebbe lanciato meno di 100 dei suoi intercettori del sistema Arrow e circa 90 del sistema David's Sling. Lo squilibrio, secondo tre fonti dell'amministrazione, dimostra fino a che punto Washington si sia assunta l'onere di contrastare gli attacchi di missilistici balistici iraniani durante l'operazione Epic Fury. E solleva interrogativi sulla capacita' militare attuale degli Stati Uniti e sugli impegni di sicurezza in tutto il mondo. "I numeri stanno sorprendenti", ha commentato Kelly Grieco, ricercatrice allo Stimson Center, intervistata da Wp. "Gli Stati Uniti hanno si sono fatti carico della maggior parte della difesa missilistica mentre Israele conservava le proprie dotazioni. Anche se la logica operativa era solida, gli Stati Uniti sono rimasti con circa 200 intercettori Thaad e una linea di produzione che non riesce a tenere il passo con la domanda", ha sottolineato.
Iran, Rubio: "Se accettiamo pedaggi Hormuz, caso si ripeterà"
"L'Iran sta cercando di creare un sistema di pedaggio. Stanno cercando di convincere l'Oman, tra l'altro, ad aderire a questo sistema di pedaggio su una via navigabile internazionale", ha sottolineato Rubio, "non c'e' un Paese al mondo che dovrebbe accettarlo. Non conosco un Paese al mondo che sia favorevole, a parte l'Iran". "In questo momento alle Nazioni Unite abbiamo una risoluzione sostenuta dal Bahrein. Ci siamo impegnati molto per essa. Ha piu' co-firmatari di qualsiasi altra risoluzione mai presentata prima nel Consiglio di Sicurezza", ha spiegato il segretario di Stato, "sfortunatamente, un paio di Paesi del Consiglio di Sicurezza stanno pensando di porre il veto. Sarebbe deplorevole. Stiamo facendo tutto il possibile, tuttavia, per raggiungere il tipo di consenso globale necessario per impedire che cio' accada. E stiamo cercando di usare le Nazioni Unite". "Vediamo se le Nazioni Unite funzionano ancora. E' li' che cercheremo di ottenere un risultato. E ovviamente, credo che quasi tutti i paesi qui rappresentati oggi abbiano firmato come co-sponsor di quella risoluzione", ha proseguito Rubio, "e se non l'hanno ancora fatto, sono sicuro che lo faranno presto. Perche' non conosco nessuno al mondo che dovrebbe essere favorevole a un sistema di pedaggi in una via navigabile internazionale". "E' semplicemente inaccettabile. Non puo' accadere. Se cio' dovesse accadere nello Stretto di Hormuz, accadra' in altri cinque posti in tutto il mondo", ha osservato Rubio, "perche' mai altri Paesi in tutto il mondo non dovrebbero dire: 'beh, vogliamo farlo anche noi'? Per non parlare di quanto sia vitale e cruciale quello stretto per ogni paese qui rappresentato oggi, ma francamente anche per i paesi non qui rappresentati, in particolare quelli dell'Indo-Pacifico".
Borsa: l'Europa positiva con il tech, guarda a negoziati Usa-Iran
Le Borse europee si confermano positive e seguono la scia delle Piazze asiatiche grazie al rimbalzo dei titoli dei produttori di chip dopo i risultati positivi di Nvidia. Resta la lente su Stati Uniti e Iran mentre proseguono i negoziati tra i due paesi sulle attese di un accordo, in un momento i cui i timori che le interruzioni di flussi energetici in Medio Oriente possano alimentare l'inflazione, hanno allarmato gli investitori. Anche i future su Wall Street sono in rialzo con i S&P 500 che si avvia a registrare la sua più lunga serie di settimane positive dal 2023. In questo contesto, il petrolio avanza con i Brent che sale del 2,8% oltre i 105 dollari e il wti del 2,4% a oltre quota 98 dollari al barile. Il prezzo del gas è sempre in calo con i contratti Ttf che cedono l'1,4% a 48,7 euro al megawattora. Nei metalli preziosi l'oro sale marginalmente a 4.523 dollari l'argento è più forte (+1,6%) e sfiora 76 dollari. Tra le singole Piazze, Milano guadagna lo 0,46% a 49.394 punti con Avio (+3,7%) e St (+3%) sugli scudi. Stellantis sale dell'1,55% e Unicredit dell'1,22%. Gira a -1,27% Amplifon che ha chiuso il collocamento del 20% del capitale. Lo spread tra Btp e Bund scende ancora. Il differenziale è a 72,9 punti. Giù anche i rendimenti con il decennale italiano al 3,787%. Per quanto riguarda gli altri listini, Francoforte registra un +0,58% con l'economia tedesca che è lievemente cresciuta nel primo trimestre con il Pil a +0,3%. Parigi sale dello 0,38% e Madrid dello 0,41%. Infine, l'euro è sempre debole sul dollaro. La moneta unica passa di mano a 1,1608 sul biglietto verde.
Iran, Rubio: "Lievi progressi, regime non avrà mai arma nucleare"
Sui negoziati in corso con l'Iran "siamo in attesa di aggiornamenti sui colloqui attualmente in corso, ma si sono registrati lievi progressi. Non voglio esagerare, ma c'è stato un certo movimento, e questo è positivo". Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano, Mario Rubio, nel corso di una riunione dei ministri degli Esteri della Nato a Helsingborg."I principi fondamentali rimangono gli stessi - ha chiarito Rubio - l'Iran non potrà mai possedere un'arma nucleare. Semplicemente non può. Questo regime non potrà mai disporre di armi nucleari. E per garantire ciò, dovremo affrontare la questione dell'arricchimento".
Iran, Rubio: "Trump francamente deluso da alcuni alleati Nato"
"Siamo qui per gettare le basi per quello che credo sara' probabilmente uno dei vertici dei leader piu' importanti nella storia della Nato", ha detto Rubio, "il presidente e' rimasto francamente deluso da alcuni dei nostri alleati Nato e della loro risposta alle nostre operazioni in Medio Oriente". "Questo problema dovra' essere affrontato. Non verra' risolto o affrontato oggi. E' una questione che i leader dovranno discutere", ha aggiunto Rubio.
Iran, S&p: "Prolungate interruzioni Hormuz minacciano ripercussioni creditizie di lunga durata"
''Le prolungate interruzioni nello Stretto di Hormuz minacciano ripercussioni creditizie di lunga durata''. Lo scrive S&p nel rapporto 'Credit conditions special update: prolonged Hormuz disruptions hurtling towards lasting credit implications'. "Le interruzioni nello Stretto di Hormuz dovrebbero attenuarsi nella seconda metà dell'anno, ma con possibili interruzioni periodiche e una ripresa dei flussi più lenta e meno completa rispetto a quanto previsto in precedenza", afferma l'agenzia di rating. Il rapporto evidenzia che ''più a lungo persistono le interruzioni, più ampi e radicati saranno probabilmente gli effetti sul credito, man mano che le riserve si erodono e le condizioni di finanziamento più restrittive entrano in gioco''. Il rapporto ha inoltre aggiornato lo scenario peggiore di S&P: "In uno scenario negativo, un ciclo pluriennale di scontri intermittenti o di rinnovati conflitti impedisce la normalizzazione degli scambi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz, portando a un'erosione permanente dell'offerta e della fiducia e a un sostanziale indebolimento delle condizioni di finanziamento".
Irlanda: "Vietare i prodotti degli insediamenti, è ora che l'Ue agisca"
"Questa settimana abbiamo assistito alle azioni del governo israeliano, e in particolare di un ministro israeliano, contro cittadini irlandesi ma anche europei e di altre nazionalità, che erano stati illegalmente trattenuti in acque internazionali. E' solo uno dei tanti episodi a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi e negli ultimi anni. Io penso che l'Ue debba agire. Oggi, insieme ad altri colleghi, chiederò alla Commissione di presentare proposte che vietino l'importazione di merci provenienti dagli insediamenti illegali. Credo sia giunto il momento di agire a livello europeo e di rispondere a queste continue violazioni del diritto internazionale". lo ha detto la ministra degli Esteri irlandese Helen McEntee, a margine del Consiglio Affari Esteri Commercio.
Carburanti, Urso: "Continueremo con tagli accise ma Ue intervenga"
"Continueremo su questa strada sino a quando non finira' l'emergenza". Lo ha sottolineato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, parlando degli interventi sul taglio delle accise. "Nel contempo dobbiamo dire alla Commissione europea che non basta dire che se perdura la guerra nel Golfo la situazione si aggravera' ulteriormente - ha proseguito parlando a margine del Festival dell'Economia di Trento - bisogna anche agire in tempo. Non basta dire: sta arrivando la tempesta, aprite l'ombrello. L'ombrello non basta a evitare la tempesta e bisogna anche costruire un rifugio che permetta agli italiani superare la tempesta".
Mattarella: "Senza valori condivisi non può esserci pace"
"Gli obiettivi comuni dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite "riguardano l'Italia, l'Europa e il mondo. Le grandi sfide sono oggi comuni, si manifestano, pur se in modi diversi sull'intero pianeta e vanno necessariamente affrontate in una logica multilaterale, unendo le forze, che divise, si rivelano inadeguate. Senza valori e obiettivi condivisi, senza cooperazione, senza assunzione di responsabilita' da parte di tutti non posso esservi pace, salvaguardia dell'ambiente, benessere". Cosi' il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un video messaggio inviato al convegno 'Costruire il futuro. Per un'Italia sostenibile', in corso alla Camera.
Iran, Rubio: "Se accettiamo pedaggi Hormuz, caso si ripeterà"
Se sara' concesso all'Iran di instaurare un sistema di pedaggi per l'attraversamento dello Stretto di Hormuz, verra' creato un precedente e altre nazioni nelle condizioni di farlo seguiranno l'esempio. Lo ha dichiarato il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, in apertura dei lavori della ministeriale Nato di Helsingborg.
Rubio: "Rivedere le truppe non è azione punitiva, processo continuerà"
"Avete visto l'annuncio del presidente riguardo alla Polonia e al dispiegamento delle truppe. Detto questo, è ovvio che gli Stati Uniti continuano ad avere impegni globali che devono onorare in termini di dispiegamento delle forze armate. E questo ci impone costantemente di riesaminare dove schieriamo le truppe. Non si tratta di una misura punitiva. È semplicemente qualcosa in corso ed era già in atto prima di tutte queste recenti notizie. Quindi è un processo che continuerà e che, a mio avviso, procederà in modo molto positivo e produttivo. E la collaborazione con i nostri alleati può portare a delle decisioni al riguardo", ha detto.
Rubio: "Trump è deluso, summit di Ankara sarà nella storia della Nato"
"Siamo qui per gettare le basi di quello che, a mio avviso, sarà probabilmente uno dei vertici dei leader più importanti nella storia della Nato. Le opinioni del presidente, la delusione nei confronti di alcuni dei nostri alleati della Nato e della loro reazione alle nostre operazioni in Medio Oriente sono ben documentate. Si tratta di questioni che dovranno essere affrontate. Non saranno risolte né affrontate oggi. È un argomento che spetta ai leader discutere". Lo ha detto il segretario di Stato Usa Marco Rubio. "Ogni alleanza deve andare a vantaggio di tutte le parti, una chiara comprensione di quali siano le aspettative".
Carburanti: prezzo medio self benzina a 1,966 /l, gasolio 1,974
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, in data odierna - venerdi' 22 maggio 2026 - il prezzo medio dei carburanti in modalita' 'self service' lungo la rete stradale nazionale e' pari a 1,966 /l per la benzina e 1,974 /l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self e' di 2,051 /l per la benzina e 2,064 /l per il gasolio.
Tajani: "Commissione esamini proposta italiana sull'energia con attenzione"
"L'abbiamo detto, lo ripetiamo e lo confermerò anche oggi. Noi abbiamo preso un impegno (per l'aumento delle spese in difesa, ndr) e lo rispetteremo. Diciamo soltanto alla Commissione Europea che per mantenere gli impegni, anche per utilizzare SAFE che è lo strumento europeo, c'è bisogno di maggior flessibilità per quanto riguarda le spese che l'Italia deve affrontare a causa dell'aumento dei costi energetici non provocati da noi ma provocati da qualche cosa che è esterno". Lo ha detto il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani arrivando alla ministeriale. "C'è una guerra che noi non abbiamo voluto, della quale non siamo coinvolti, ma siamo vittime delle conseguenze. Quindi credo che la Commissione europea possa e debba esaminare con attenzione e grande disponibilità la proposta italiana".
Rubio: "Lievi progressi nei colloqui di pace con l'Iran, è positivo"
"Restiamo in attesa di notizie su colloqui attualmente in corso. Si sono registrati alcuni lievi progressi. Non voglio esagerare, ma c'è stato un leggero miglioramento e questo è positivo. I principi fondamentali rimangono gli stessi: l'Iran non potrà mai dotarsi di armi nucleari". Lo ha detto il segretario di Stato Usa Marco Rubio in Svezia.
Nato, Rubio: "Modifica presenza Usa non è punitiva"
La riduzione della presenza militare Usa in alcuni Paesi europei "non e' punitiva". Lo ha dichiarato il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, in apertura dei lavori della ministeriale Nato di Helsingborg.
Iran, Rubio: "Trump francamente deluso da alcuni alleati Nato"
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e' "rimasto francamente deluso" dal mancato sostegno di "alcuni alleati Nato" all'attacco all'Iran. Lo ha dichiarato il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, in apertura dei lavori della ministeriale Nato di Helsingborg.
Salvini: "Ben Gvir ha sbagliato ma temo che qualcuno vada a cercarsi grane"
"Lo ripeto: il comportamento del ministro" Ben Gvir "è stato sicuramente sbagliato, ma se parti e vai in una zona di guerra non vai a fare una passeggiata in montagna. La domanda è: quanto sta aiutando la causa dei bambini di Gaza andare a cercarsi o a creare problemi in acque e in paesi che sono in guerra? Quanto qualcuno se la sta andando a cercare?". Così il ministro delle Infrastrutture e vicepremier, Matteo Salvini, parlando al mercato di largo Botteghelle a Reggio Calabria. "Temo - aggiunge - che ci sia qualcuno che va a cercarsi grane per creare problemi in Italia a cui della causa palestinese interessa un fico secco". "Se lei oggi volesse andare in Ucraina o in Russia - dice Salvini rivolto ai presenti - lei sa che va in un teatro di guerra e, dove c'è la guerra, purtroppo dei rischi ci sono. Israele è in guerra e quindi chi si lancia volontariamente verso uno Stato che è in guerra deve essere estremamente attento. Poi noi difendiamo i nostri connazionali ovunque siano e il diritto internazionale".
Rubio: "Rivedere le truppe non è azione punitiva, processo continuerà"
Rivedere il dislocamento delle truppe non è un'azione punitiva, è un processo che continuerà, in cooperazione con i nostri alleati. Lo ha detto il segretario di Stato Usa Marco Rubio in Svezia.
Nato, Germania: "Impegno per Hormuz ma no a missione Alleanza"
La Germania fornira' un contributo per garantire la liberta' di navigazione nello Stretto di Hormuz, ma non vede la possibilita' di una missione Nato nell'area. "Abbiamo sempre detto di essere pronti a garantire il libero passaggio nello Stretto di Hormuz", ha dichiarato il ministro degli Esteri, Johann Wadephul, all'arrivo alla ministeriale Esteri della Nato a Helsingborg, in Svezia. "Ci stiamo preparando a queste operazioni. Sotto la guida di Regno Unito e Francia, anche la Germania fornira' contributi, ma non vedo una missione Nato immediata nel senso classico del termine", ha spiegato Wadephul.
Tajani: "Errore ridurre la presenza Usa, nessuna notizia sull'Italia"
"Non abbiamo ancora avuto notizie. Secondo me sarebbe un errore ridurre la presenza statunitense in Europa, che non deve significare disimpegno dall'Europa. Mi pare che ieri gli Stati Uniti hanno deciso di inviare più militari in Polonia, per esempio, quindi vediamo quali saranno le decisioni. Per adesso non c'è stata nessuna decisione, nessuna dichiarazione da parte degli Stati Uniti nei confronti dell'Italia". Lo ha detto il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani arrivando alla ministeriale Nato riguardo alla possibilità che gli Usa possano ridurre la loro presenza militare in Italia.
Tajani: "In contatto con tutti i ministri Ue per le sanzioni a Ben-Gvir"
"Indipendentemente dal giudizio che io do sulla Flotilla, perché non mi pare che ottenga grandi risultati per Gaza, però non si possono non rispettare i diritti umani e la condanna è totale: sto già parlando anche in queste ore con tutti i ministri europei perché ci possa essere una decisione in tempi rapidi che infligga sanzioni (al ministro Ben-Gvir)". Lo ha detto il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani arrivando alla ministeriale Nato, confermando di averne parlato con la controparte tedesca. "La Germania sta seguendo con attenzione, vediamo, toccherà a loro dire quello che vogliono fare"
Iran, Tajani: "Difficile missione Nato a Hormuz, Turchia non favorevole"
"Non credo che possa essere la Nato a intervenire" per garantire la libertà di navigazione dello Stretto di Hormuz "anche perché c'è la Turchia che non sarebbe favorevole. Quindi dobbiamo trovare un'altra formula, un altro schema internazionale". Lo ha dichiarato il titolare della Farnesina, Antonio Tajani, arrivando alla riunione dei ministri degli Esteri della Nato a Helsingborg."Noi siamo assolutamente disponibili a partecipare a missioni internazionali sotto la bandiera dell'Onu, sotto la bandiera delle Nazioni dell'Unione Europea", ha proseguito Tajani, ribadendo che "una volta arrivato un cessato il fuoco stabile, noi siamo pronti a fare la nostra parte, lo confermerò anche oggi".
Al Azhar: "Contro Flotilla abuso sionista sistematico"
L'Osservatorio di Al-Azhar per la lotta all'estremismo, voce dell'islam sunnita, ha definito le azioni compiute dal ministro israeliano della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir contro gli attivisti della Sumud Flotilla nel porto di Ashdod una "palese violazione" degli standard umanitari e del diritto internazionale. Inoltre, afferma, i maltrattamenti inferti agli attivisti "riflettono le continue pratiche del governo israeliano", aggiungendo che "la condotta di Ben-Gvir è una chiara incarnazione delle "politiche sioniste sistematiche". "Le critiche espresse da alcuni politici israeliani ai suoi comportamenti - aggiunge l'Osservatorio in una nota - si riducono a poco più che tentativi di salvare la faccia di fronte all'ampia diffusione del video con i fatti e alla reazione internazionale che ha scatenato". Una indignazione che avrebbe indotto il premier israeliano Benjamin Netanyahu a rimandare indietro in gran fretta i 428 partecipanti all'azione, provenienti da 40 Paesi fermati con l'accusa di 'pirateria'. L'Osservatorio si riferisce al filmato pubblicato da Ben-Gvir sul suo account X che mostrava gli attivisti della flottiglia detenuti nel porto di Ashdod bendati e ammanettati a terra mentre lui rivolgeva loro insulti. Secondo la dichiarazione, l'episodio ha dimostrato una "totale assenza di umanità" e ha "ulteriormente evidenziato quelli che vengono definiti i continui abusi delle autorità di occupazione contro gli attivisti della solidarietà internazionale".
Taiwan, nessuna notizia su possibile stop alle armi Usa per la guerra in Iran
Taiwan non ha ricevuto informazioni riguardo a una possibile revisione del pacchetto di armi che gli Stati Uniti dovrebbero dare all'isola. Lo ha affermato l'ufficio presidenziale di Taipei, rispondendo a all'affermazioni del segretario ad interim della Marina degli Stati Uniti Hung Cao, che ha sostenuto che ci fosse invece una pausa dovuta alla necessità di disporre di armi sufficienti per la guerra con l'Iran. Lo riporta il sito di Reuters. Taiwan sta aspettando che gli Stati Uniti sblocchino un nuovo pacchetto di vendita di armi che dovrebbe raggiungere un valore di 14 miliardi di dollari. "Stiamo solo assicurandoci di avere tutto il necessario, ma poi le vendite militari all'estero riprenderanno quando l'amministrazione lo riterrà necessario", aveva spiegato il funzionario Usa, precisando che spetterà al segretario alla Difesa Pete Hegseth e al segretario di Stato Marco Rubio decidere.
Ue, Irlanda: "Israele viola diritto; stop import colonie illegali"
L'Irlanda chiedera' alla Commissione europea di presentare proposte per vietare l'importazione di merci provenienti dagli insediamenti israeliani illegali in Cisgiordania. Lo ha dichiarato la ministra degli Esteri e del Commercio irlandese, Helen McEntee, al suo arrivo al Consiglio Commercio Ue. "Credo che l'Europa debba ora agire e reagire. Questa settimana abbiamo assistito alle azioni del governo israeliano, e in particolare di un ministro israeliano, contro cittadini irlandesi, ma anche europei e di altre nazionalita', che erano stati illegalmente trattenuti in acque internazionali. Ed e' solo uno dei tanti episodi a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi e negli ultimi anni", ha detto. "Oggi, insieme ad altri colleghi, chiedero' alla Commissione di presentare proposte che vietino l'importazione di merci provenienti dagli insediamenti illegali. Credo sia giunto il momento di agire a livello europeo e di rispondere a queste continue violazioni del diritto internazionale", ha concluso.
In calo l'indice italiano del prezzo del gas
Il valore dell'indice Igi (Italian Gas Index) per il 22 maggio è pari a 49,28 euro al MWh, in calo rispetto al 21 maggio attestatosi a 49,73 euro al MWh. L'indice è calcolato giornalmente dal Gestore dei Mercati Energetici, Gme.
Media: "Dagli Usa fino a 10 milioni per informazioni sui finanziatori di Hezbollah"
Il Dipartimento di Stato americano ha rilasciato un'altra dichiarazione in cui chiede informazioni sulle reti finanziarie di Hezbollah. Lo scrive Al-Jazeera, secondo cui in un post su X, il Dipartimento di Stato ha esortato chiunque avesse informazioni sulle "reti finanziarie, i leader o gli agenti" del gruppo a segnalarle tramite le linee telefoniche sicure dedicate. Secondo quanto riferito, le ricompense per informazioni che interrompano il finanziamento di Hezbollah potrebbero arrivare fino a 10 milioni di dollari. Il governo statunitense ha recentemente imposto numerose sanzioni a persone ed entità legate a Hezbollah, tra cui membri del parlamento libanese. Hezbollah ha definito le sanzioni un "tentativo di intimidire il popolo libanese libero" e ha affermato che non avrebbero "assolutamente alcun effetto pratico sulle nostre scelte strategiche".
Parigi: "Gli Usa riconoscono il valore della coalizione per Hormuz"
"Siamo stati in stretto contatto con l'amministrazione statunitense su questa missione internazionale, in ogni fase del percorso, e percepisco un sincero riconoscimento del valore di un tale incontro tra Paesi, che uniscono le loro capacità militari per sminare e scortare, affinché la ripresa del traffico marittimo avvenga il più rapidamente possibile, perché tutti lo sanno, il blocco dello Stretto di Hormuz, inaccettabile in qualsiasi circostanza e ingiustificabile, ha conseguenze sulla vita quotidiana dei nostri concittadini su entrambe le sponde dell'oceano". Lo ha detto il ministro degli Esteri francese Jean Noel Barrot alla ministeriale Nato a Helsingborg, in Svezia.
Iran: iniziativa Cina-Pakistan in 5 punti, domani Xi-Sharif
La Cina e il Pakistan hanno preparato un'iniziativa congiunta in cinque punti per mettere fine alla guerra in Iran. Lo ha annunciato il del ministero degli Esteri pakistano citato dall'agenzia Tasnim. "La Cina sostiene i nostri sforzi di mediazione e ha presentato insieme a noi un'iniziativa in cinque punti", ha detto la fonte. Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif sara' domani in Cina per vedere il presidente Xi Jinping e "discutera' dell'iniziativa congiunta", ha assicurato il portavoce.
Borse europee, aprono positive: attesa sviluppi guerra
Le borse europee aprono in rialzo, sostenute dalla speranza che i negoziati per un accordo di pace in Medio Oriente possano giungere a una conclusione. Nei primi scambi Parigi guadagna lo 0,55%, Londra lo 0,32%, Milano lo 0,51%, Madrid lo 0,46% e Francoforte lo 0,72%.
Nato, Barrot: "Ritiro Usa occasione per europeizzare Alleanza"
"Nel momento in cui gli Stati Uniti d'America rivalutano il livello del loro impegno e della loro presenza sul continente europeo all'interno dell'Alleanza, e' proprio l'occasione per la Francia e per gli europei di sviluppare la loro visione, sviluppare le loro capacita', in breve, di europeizzare la Nato". Lo ha detto il ministro degli Esteri francese Jean Noel Barrot arrivando al vertice Nato in Svezia.
Il ministro degli Interni del Pakistan incontra Araghchi, prosegue la mediazione
Il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi, in visita in Iran per attività di mediazione, ha incontrato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim e ripreso da Al-Jazeera. Durante l'incontro, i due funzionari hanno esaminato le ultime proposte per porre fine alla guerra, nel tentativo di risolvere i punti di disaccordo ancora esistenti tra Stati Uniti e Iran, ha affermato Tasnim.
Parlamentare Libano: "Colpire un ospedale è un crimine di guerra dell'Idf"
L'attacco dell'esercito israeliano all'ospedale di Tebnine (Tibnin), l'ultimo ospedale ancora pienamente funzionante nel Libano meridionale, è un crimine di guerra. Lo ha dichiarato un membro del parlamento libanese, riportato da Al-Jazeera. Il deputato Bilal Abdallah ha affermato che l'attacco all'ospedale di Tebnine di ieri, che ha causato il ferimento di nove persone, si aggiunge alla "lunga storia di Israele di uccisioni di personale medico e paramedico, distruzione di centri sanitari e interruzione dell'attività di numerosi ospedali nel sud e nella periferia meridionale di Beirut". "È un atto vile e la comunità internazionale, le sue organizzazioni competenti e i tribunali internazionali competenti devono intervenire", ha dichiarato in un post sui social media. Situato nel distretto di Bint Jbeil, nel Libano meridionale, l'ospedale di Tebnine ha subito danni interni ed esterni a seguito dell'attacco israeliano, secondo quanto riportato.
Beirut: "Raid dell'Idf contro un ospedale nel sud, nove persone ferite"
Il Libano ha dichiarato che nove persone sono rimaste ferite in un attacco israeliano, ieri, che ha danneggiato un ospedale nel sud del Paese. In una dichiarazione, il ministero della Salute libanese ha condannato fermamente l'attacco, che ha "inflitto gravi danni all'ospedale pubblico di Tibnin" e ha lasciato "nove persone ferite, tra cui sette membri del personale ospedaliero, cinque delle quali donne". Il ministero ha specificato che sono stati danneggiati il pronto soccorso, l'unità di terapia intensiva e altri reparti dell'ospedale, insieme alle ambulanze parcheggiate nel cortile. Beirut ha anche diffuso un video che mostra parte dell'ospedale con vetri in frantumi sul pavimento, pannelli del soffitto e finestre divelti, e altri danni a quelli che sembrano essere uffici. Secondo il ministero, 16 ospedali sono stati danneggiati dall'inizio della guerra, il 2 marzo, mentre 116 operatori sanitari e di emergenza hanno perso la vita.
Iran condanna sanzioni Usa a suo ambasciatore in Libano
Il ministero degli Esteri iraniano ha condannato quelle che ha definito sanzioni "illegali" imposte dagli Stati Uniti all'ambasciatore designato di Teheran in Libano, secondo quanto riportato in una nota. Il ministero "condanna fermamente l'azione illegale e ingiustificata del dipartimento del Tesoro statunitense nell'imporre sanzioni a Mohammad Reza Raouf Sheibani, ambasciatore designato dell'Iran a Beirut", si legge nel comunicato. Ieri, gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni a individui legati a Hezbollah e al diplomatico iraniano, per attivita' connesse al Libano. Il ministero degli Esteri ha descritto la mossa come "un altro esempio del comportamento scorretto e del disprezzo dell'establishment al potere negli Stati Uniti per i principi fondamentali del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite". Il Libano aveva dichiarato Sheibani persona non grata e gli aveva ordinato di lasciare il Paese a marzo, ma non e' noto se abbia mai lasciato Beirut. La decisione e' arrivata dopo che Hezbollah ha trascinato il Libano nella guerra in Medio Oriente il 2 marzo, quando ha iniziato a colpire Israele in risposta agli attacchi israelo-americani contro l'Iran. La Repubblica islamica ha condannato anche le sanzioni statunitensi contro i parlamentari di Hezbollah in Libano. "Queste misure spregevoli mirano a minare la sovranita' nazionale del Libano e a seminare discordia nella societa' libanese, e sono un segno della continua complicita' dell'establishment al potere statunitense con l'aggressivo regime sionista occupante (Israele)", conclude la nota da Teheran.
Borsa: Asia di buon passo con i tecnologici, l'Europa è attesa in rialzo
Borse di Asia e Pacifico di buon passo, grazie al rimbalzo dei titoli dei produttori di chip dopo i risultati positivi di Nvidia, mentre le questioni irrisolte nei negoziati tra Stati Uniti e Iran hanno indotto gli investitori alla cautela. I future, tanto sull'Europa quanto sugli Stati Uniti, sono positivi. Tra le Piazze asiatiche, l'indice Nikkei registra un balzo del 2,6%, attestandosi vicino ai massimi storici. In Giappone l'inflazione è scesa ad aprile all'1,4%, il livello più basso degli ultimi quattro anni, in calo rispetto all'1,8% di marzo e al di sotto delle previsioni di mercato. I dati non hanno modificato le aspettative secondo cui la Banca centrale potrebbe comunque aumentare i tassi di interesse nel corso dell'anno, con alcuni investitori che scommettono addirittura su un possibile intervento a giugno, poiché l'impennata dei costi del petrolio e lo yen debole minacciano di spingere nuovamente i prezzi al rialzo. Per quanto riguarda gli altri listini Hong Kong sale dell'1,1%. Shenzhen di oltre il 2%, Shanghai dello 0,8%. Seul è la più contenuta a +0,41%.
Presidente Eurogruppo: "La crisi energetica non diventi fiscale"
"Abbiamo visto cosa sta accadendo" sugli spread e "stiamo cercando di trovare un equilibrio" sostenendo da un lato "i nostri cittadini, le nostre società, i più vulnerabili e dall'altro non dobbiamo permettere che questa crisi energetica si trasformi in una crisi fiscale". Lo ha detto il presidente dell'Eurogruppo Kyriakos Pierrakakis a Nikosia. Se Hormuz "non dovesse riaprire presto, giugno sarà peggiore di maggio e luglio peggiore di giugno". "Misure di flessibilità sono già state implementate a livello nazionale, in base alle capacità fiscali di ciascuno Stato membro" ma "la situazione fiscale è peggiore rispetto al 2022".
Il prezzo del gas in avvio è in forte calo a 48 euro al megawattora
Il prezzo del gas in avvio è in forte calo a 48 euro al megawattora. Ad Amsterdam, mercato di riferimento, i contratti Ttf cedono il 2,85%.
Flotilla, rientrati a Roma attivisti italiani rilasciati da Israele
Nella serata di ieri il rientro a Fiumicino degli italiani della Global Sumud Flotilla per Gaza rilasciati dal governo israeliano. Racconti choc, tra pestaggi e abusi sessuali. La procura di Roma acquisirà il video diffuso da Ben Gvir mentre deride i partecipanti alla missione inginocchiati con le mani legate dietro la schiena. Tajani chiede all'Ue sanzioni contro il ministro israeliano.
Flotilla, rientrati a Roma attivisti italiani rilasciati da Israele
Vai al contenutoIran, Wsj: "Binance usato come canale finanziario per pasdaran"
Binance, uno dei piu' grandi exchange di criptovalute al mondo, e' stata utilizzata come canale finanziario per i Guardiani della Rivoluzione islamica iraniani. Lo scrive in esclusiva il Wall Street Journal. Al centro dell'inchiesta c'e' Babak Zanjani, un iraniano che si definisce operatore "anti-sanzioni", la cui rete avrebbe movimentato 850 milioni di dollari in due anni sulla piattaforma, principalmente su un unico conto di trading, secondo rapporti interni di compliance citati dal giornale. Alleati di Zanjani - tra cui una sorella, una partner sentimentale e un dirigente della sua societa' - gestivano conti aggiuntivi, tutti accessibili dagli stessi dispositivi: un pattern che gli investigatori di Binance avrebbero segnalato internamente come prova di elusione delle sanzioni americane sull'Iran. Nonostante le segnalazioni, il conto principale ha continuato a operare per almeno 15 mesi ed era attivo ancora a gennaio. Secondo funzionari stranieri delle forze dell'ordine citati dal Wsj, circa 425 milioni di dollari sarebbero effettivamente transitati attraverso Binance per finanziare l'apparato militare iraniano. Gli stessi funzionari riferiscono di aver continuato a tracciare quest'anno flussi di denaro verso entita' legate al regime, con transazioni individuate fino a questo mese. Il fondatore di Binance, Changpeng Zhao, era stato graziato dal presidente Trump lo scorso ottobre, dopo aver scontato quattro mesi di carcere per violazione delle norme antiriciclaggio. La societa' ha respinto le accuse, sostenendo che la grande maggioranza delle transazioni citate non avrebbe avuto alcun rapporto con la piattaforma e di non aver mai permesso operazioni con soggetti sanzionati. La societa' ha aggiunto di aver costruito dal 2024 un programma di compliance rafforzato e di collaborare con le autorita' internazionali per combattere i crimini finanziari
Nato, Rutte: "Discuteremo anche di Stretto Hormuz"
Alla riunione dei ministri degli Esteri della Nato di oggi verra' discussa anche la situazione nello Stretto di Hormuz. Lo ha spiegato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, a margine della ministeriale di Helsingborg. "Senza dubbio, quando i ministri degli Esteri si riuniranno, discuteremo di tutti gli eventi e gli sviluppi rilevanti, compreso, ovviamente, lo Stretto di Hormuz, in Iran", ha detto Rutte. Anche "per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz" gli europei hanno "davvero recepito il messaggio", ha proseguito Rutte, "molti paesi europei si stanno assicurando di preposizionare alcune delle loro navi e altre attrezzature vicino al teatro operativo, ad esempio attrezzature per lo sminamento, navi per lo sminamento, sistemi di sminamento senza equipaggio, in modo che in quella prossima fase, possiamo essere di massimo aiuto come alleati europei degli Stati Uniti per garantire la liberta' di navigazione". "Questo e' cio' che e' in gioco qui, lo Stretto di Hormuz e' in questo momento bloccato e la libera circolazione delle navi e' seriamente minacciata", ha detto ancora Rutte, "quindi, naturalmente, e' un interesse anche per tutti gli alleati, forse non per la Nato come alleanza, ma chiaramente ovunque possiamo aiutare, saremo presenti".
Pizzaballa: "Immagini che feriscono ma che non mi sorprendono"
"Le immagini della Flotilla non sorprendono del tutto chi conosce da vicino questa terra, ma ogni volta feriscono, perché mostrano qualcosa che va oltre il singolo episodio. Non sono semplicemente scene di tensione: rivelano un clima, un modo di guardare l'altro che si è progressivamente deteriorato. È questo, forse, l'aspetto più preoccupante: non tanto il fatto in sé, quanto ciò che lo rende possibile". Lo afferma, in un'intervista al Corriere della Sera, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme. "Con il cessate il fuoco - aggiunge - il Santo Sepolcro è aperto e non ci sono restrizioni, anche se il clima in generale resta teso in certe parti della città". "Dopo anni di conflitto - prosegue Pizzaballa - , di tensioni non risolte, di attese frustrate, le società rischiano di smarrire la capacità di immaginare un futuro diverso. E quando la speranza si affievolisce, cresce la tentazione di chiudersi, di difendersi, persino di indurirsi. In questo senso, il disprezzo è spesso il volto esterno di una delusione profonda. Da qui nasce la sensazione che certe derive possano diventare distruttive anche dall'interno". "Non esistono soluzioni immediate - afferma ancora -. Ma una strada possibile consiste nel tornare a uno sguardo più realistico e più umano sulla realtà, senza negarne la complessità e le ferite, ma senza nemmeno cedere alla logica della contrapposizione permanente. Significa, in concreto, ricostruire lentamente relazioni, custodire il valore della parola, educarsi a riconoscere nell'altro non solo una minaccia ma una presenza con cui fare i conti" conclude il patriarca di Gerusalemme.
Nato, Rutte: "Europei hanno recepito messaggio su basi Usa"
Gli europei hanno "recepito il messaggio" di Washington per quanto riguarda le basi militari statunitensi, dopo la "delusione" manifestata dagli Usa per il mancato sostegno agli attacchi all'Iran. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in un punto stampa prima della ministeriale di Helsingborg. "Quando ero negli Stati Uniti all'inizio di aprile, ho parlato anche con il presidente, il segretario di Stato e il segretario alla Guerra. Ho percepito chiaramente questa delusione", ha sottolineato Rutte, "permettetemi di aggiungere che gli europei hanno recepito il messaggio. Per quanto riguarda, ad esempio, le basi europee, si tratta di impegni bilaterali assunti dai paesi europei con gli Stati Uniti, affinche' gli Stati Uniti possano utilizzare questi impegni bilaterali per le operazioni che conducono in altre parti del mondo". "Se guardiamo all'Europa in questo momento, negli ultimi due mesi, la stragrande maggioranza dei paesi europei ha rispettato questi impegni", ha proseguito Rutte, che ha citato "la Bulgaria, il Portogallo, la Grecia" ma anche "paesi piu' grandi come l'Italia, il Regno Unito, la Francia e la Germania". Significativamente, Rutte non ha citato la Spagna. "Quindi, tutti loro, quando si tratta di mettere a disposizione le proprie basi, stanno facendo cio' che gli Stati Uniti si aspettano in base agli impegni bilaterali", ha aggiunto Rutte.
Iran, nuovo incontro tra Araghchi e ministro Interno Pakistan
Il ministro dell'Interno pachistano, Mohsin Naqvi, da tre giorni in missione a Teheran, ha avuto un nuovo incontro con il ministro degli Esteri della Repubblica islamica, Abbas Araghchi, per esaminare le proposte per risolvere i punti di disaccordo tra Stati Uniti e Iran. Lo riportano diversi media iraniani tra cui l'agenzia Tasnim e il quotidiano riformista Shargh.
Nato, Rutte: "Traiettoria è verso Europa più forte"
La traiettoria dell'alleanza atlantica va "verso un'Europa piu' forte e una Nato piu' forte che non si appoggi piu' su un solo alleato", ovvero gli Usa, che avranno cosi' "piu' possibilita' e opzioni per altre priorita' che riguardano altresi' la nostra sicurezza". Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in un punto stampa prima della ministeriale dell'alleanza a Helsingborg.
Nato: ministri Esteri in Svezia, atteso Rubio su ritiro truppe
I ministri degli Esteri della Nato si riuniscono questa mattina a Helsingborg, in Svezia, con un obbiettivo principale: sondare il segretario di Stato americano Marco Rubio sui movimenti di truppe in Europa su cui lavora Donald Trump. Da un lato la minaccia di togliere 5.000 militari dalla Germania, rea di non avere appoggiato come molti altri Trump sull'Iran, dall'altro l'annuncio di 5.000 soldati in piu' in Polonia in virtu' del rapporto speciale con il presidente Karol Nawrock. Sul tavolo non solo la reazione di Trump di fronte al rifiuto degli alleati di intervenire nel Golfo, ma anche capirne l'affidabilita' sul dossier Ucraina. Rubio, considerato una colomba, ha confermato comunque l'inclinazione di Washington a "riesaminare" i suoi legami con la Nato. Il segretario generale dell'Alleanza, Mark Rutte, ha minimizzato l'impatto dei ritiri statunitensi, parlando di "normale amministrazione". L'importante, ha detto, e' "che la deterrenza e la difesa complessiva rimangano forti". In Svezia e' arrivato ieri sera anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Sull'Ucraina, ha fatto sapere la Farnesina, ribadira' il convinto sostegno a Kiev e l'importanza di una piena convergenza tra Ucraina, Europa, Usa e la comunita' euro-atlantica nel suo insieme per raggiungere una pace giusta con robuste garanzie di sicurezza. Sulla crisi in Medio Oriente, il ministro tornera' a sottolineare il rilievo strategico del Fianco Sud per la stabilita' euro-atlantica, anche in un quadro di cooperazione Nato-Ue e di un rafforzamento del pilastro europeo dell'Alleanza. Tajani confermera' inoltre la disponibilita' dell'Italia a partecipare a sforzi multilaterali per il ripristino del transito a Hormuz quando le condizioni lo consentiranno
Rutte: "Bene Trump sui soldati in Polonia, ora studieremo i dettagli"
"Accolgo questa decisione con favore, ora i nostri comandanti studieranno i dettagli". Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte arrivando alla ministeriale Esteri a proposito dell'annuncio di Donald Trump sui 5000 soldati in Polonia.
Prezzo petrolio in aumento, Wti scambiato a 97,77 dollari
Prezzo del petrolio in aumento questa mattina sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a luglio passa di mano a 97,77 dollari al barile con un avanzamento dell'1,47% mentre il Brent, sempre con consegna a luglio, è scambiato a 104,62 dollari al barile con una crescita dell'1,99%.
Iran, Nyt: "Teheran ha proposto collaborazione all'Oman per imporre pedaggi a Hormuz"
L'Iran ha ipotizzato una possibile collaborazione con l'Oman, alleato degli Stati Uniti nel Golfo, per imporre un pedaggio alle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz. Lo scrive il New York Times. Da quando gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato la guerra contro l'Iran alla fine di febbraio, il traffico commerciale su questa vitale via navigabile si è quasi completamente arrestato, con ripercussioni sull'economia globale e sui prezzi dell'energia. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ieri ha dichiarato che Hormuz "È una via navigabile internazionale. Non vogliamo pedaggi".
Libano, Idf: "2 sospetti armati uccisi nel sud dopo essersi avvicinati al confine"
Due sospetti armati sono stati uccisi poco fa dopo essersi avvicinati al confine con Israele provenendo dal Libano meridionale. Lo hanno reso noto le Forze di Difesa israeliane, aggiungendo che le truppe avevano individuato movimenti sospetti di individui armati a centinaia di metri dal confine. Questi sono stati poi uccisi con attacchi aerei.
Ue, Dombrovskis: "Resiliente a shock grazie a misure prese in 2022"
"L'economia dell'Ue e dell'Eurozona si sta dimostrando in larga misura resiliente a questo shock, grazie alle numerose misure gia' adottate dalla precedente crisi energetica del 2022, da quando abbiamo diversificato le nostre fonti energetiche". Lo ha detto il commissario all'Economia, Valdis Dombrovskis, arrivando alla riunione informale dell'Eurogruppo a Nicosia. "Pertanto, e' importante che, mentre ci troviamo nuovamente ad affrontare uno shock dei prezzi dei combustibili fossili e adottiamo misure a breve termine, non ci distraiamo dai nostri obiettivi a lungo termine di decarbonizzazione dell'economia e di affrancamento da questa dipendenza dai combustibili fossili importati" ha concluso.
Libano, media: "4 morti in raid israeliano contro centro medico nel sud"
Un raid aereo notturno di Israele contro un centro dell'Autorità sanitaria islamica nella città di Hannaouiyah, nel distretto di Tiro, nel sud del Libano, ha causato la morte di quattro persone. Lo riporta l'Agenzia nazionale di stampa libanese (NNA), secondo cui l'attacco aereo ha anche ferito due paramedici.
Dombrovskis: "Da crisi energetica shock stagflazionistico"
"Le previsioni economiche primaverili della Commissione europea, che confermano che la crisi energetica scatenata dal conflitto in Medio Oriente sta creando uno shock stagflazionistico per l'economia europea, ci troviamo di fronte a una crescita economica piu' lenta con un'inflazione contemporaneamente piu' elevata in termini di risposta politica". Lo ha detto il commissario all'Economia, Valdis Dombrovskis, arrivando alla riunione informale dell'Eurogruppo a Nicosia.
Iran, media: "Ministro Interni pakistano ha incontrato Araghchi"
Il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi ha incontrato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim. Durante l'incontro, i due funzionari hanno esaminato le ultime proposte per porre fine alla guerra, nel tentativo di risolvere i restanti punti di disaccordo tra Stati Uniti e Iran, ha riferito Tasnim.
Wsj: "Iran sposta miliardi tramite la piattaforma di crypto Binance"
L'Iran ha trasferito miliardi di dollari attraverso la piattaforma Binance per finanziare il regime, e le transazioni continuano anche questo mese. Lo scrive il Wall Street Journal. Le operazioni sul più grande exchange di criptovalute al mondo sono avvenute nonostante i ripetuti segnali d'allarme. Binance afferma di avere "tolleranza zero per le attività illecite". Mentre l'Iran si preparava al conflitto con gli Stati Uniti, un importante finanziatore del regime ha creato una rete di pagamenti segreta per garantire il flusso di denaro alle forze armate. Al centro di questa rete c'era Binance. Fino a dicembre, la rete, gestita da Babak Zanjani, un iraniano che si autodefinisce un operatore "anti-sanzioni", ha effettuato transazioni per 850 milioni di dollari in due anni sulla piattaforma di criptovalute, principalmente attraverso un singolo conto di trading, come dimostrano i report interni di Binance sulla conformità normativa.
Stretto di Hormuz, perché Ue e Fao temono uno shock alimentare?
Dopo le tensioni legate alla chiusura dello Stretto di Hormuz e al conseguente aumento dei costi energetici, si fa strada un nuovo scenario di rischio: un possibile shock alimentare su scala mondiale. A lanciare l’allarme sono diverse istituzioni internazionali, che vedono nella fragilità delle catene logistiche globali un fattore capace di innescare una crisi dei prezzi agricoli e alimentari nei prossimi mesi. Ecco cosa sapere.
Stretto di Hormuz, perché Ue e Fao temono uno shock alimentare?
Vai al contenutoIran, media: "Usa hanno perso 20% droni a lunga autonomia durante operazione militare"
Durante l'operazione militare contro l'Iran, le forze armate statunitensi hanno perso quasi un quinto dei loro droni MQ-9 Reaper a lunga autonomia. Lo scrive la Tass citando una notizia di Bloomberg. Secondo il rapporto, dall'inizio dell'attacco all'Iran alla fine di febbraio, la Repubblica islamica ha distrutto oltre due dozzine di droni MQ-9 Reaper, pari a quasi il 20% delle risorse del Pentagono precedenti al conflitto. Un singolo drone costa 30 milioni di dollari. Secondo il rapporto, i droni sono dotati di sensori e telecamere ad alta potenza e possono trasportare missili Hellfire e bombe guidate JDAM (Joint Direct Attack Munition). Bloomberg ipotizza inoltre che il numero totale di droni persi durante il conflitto con l'Iran potrebbe raggiungere quota 30, includendo anche i droni danneggiati e quindi inutilizzabili. L'agenzia stima i danni complessivi a 1 miliardo di dollari.
Borse asiatiche: in rialzo con chip e tech, cautela su Iran
I mercati azionari asiatici hanno esteso i guadagni nell'ultima seduta settimanale grazie al rimbalzo dei produttori di chip dopo i risultati positivi di Nvidia, mentre l'incertezza nei negoziati Usa-Iran hanno mantenuto gli investitori cauti. Il Nikkei giapponese e' balzato di oltre il 2,5%, avviandosi a un rialzo di quasi il 3% considerando l'intera settimana. SoftBank Group ha esteso i forti rialzi sull'ottimismo per una possibile Ipo di OpenAI e sulle aspettative che Arm Holdings benefici della domanda boom di AI. Bene anche i listini cinesi: Shanghai e Shenzhen salgono rispettivamente dello 0,7% e dell'1,23%, mentre l'indice Hang Seng di Hong Kong guadagna l'1,3%. Il Kospi sudcoreano avanza dello 0,6%, con un progresso settimanale del 4,5%. Le azioni Samsung sono scese di circa il 2% dopo che i lavoratori hanno iniziato a votare su un accordo salariale provvisorio raggiunto questa settimana, che ha scongiurato uno sciopero di 18 giorni con decine di migliaia di dipendenti. In territorio positivo anche il Nifty 50 indiano e le borse di Singapore e Australia che guadagnano tutte intorno al mezzo punto percentuale.
Idf: "Colpiti e uccisi due individui armati nel sud del Libano"
L'esercito israeliano ha condotto un raid aereo nel sud del Libano, uccidendo due persone che, secondo quanto affermato, erano armate e "si muovevano in modo sospetto" in un'area in cui si stanno combattendo Hezbollah. "Poco fa, la sorveglianza delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) ha individuato due individui armati che si muovevano in modo sospetto a centinaia di metri dal territorio israeliano, nel sud del Libano", ha scritto l'esercito israeliano su Telegram. "A seguito della loro identificazione e del continuo monitoraggio da parte dell'Idf, gli individui armati sono stati colpiti ed eliminati in un raid aereo", conclude il messaggio
Usa, ritirata mozione alla Camera per limitare i poteri di attacco di Trump
I leader repubblicani della Camera dei Rappresentanti Usa hanno ritirato un voto su una mozione per limitare la facoltà del presidente Donald Trump di ordinare attacchi militari contro l'Iran, dopo che è apparso chiaro che la risoluzione, portata con la forza dai democratici, sarebbe stata probabilmente approvata. "Non avete i voti!", hanno scandito i deputati dem in un momento di grande tensione nell'aula, quando i repubblicani hanno tentato di rinviare la votazione a dopo il rientro dei parlamentari dalla pausa di una settimana per il Memorial Day, nel resoconto dei media americani. L'approvazione del provvedimento sarebbe stata interpretata come un atto di censura nei confronti di Trump e della guerra da lui avviata con Israele contro l'Iran senza alcuna autorizzazione al Congresso. I sondaggi d'opinione continuano a indicare che la maggioranza degli americani è contraria al conflitto, che finora ha causato un aumento dei costi dell'energia e scosso le catene di approvvigionamento globali. Trump e i suoi alleati hanno difeso il conflitto come necessario per impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari.
Iran, discute con l'Oman sistema tariffe per Stretto di Hormuz
L'Iran avrebbe discusso con l'Oman, storico alleato degli Stati Uniti, un possibile sistema di tariffe per le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz, ignorando gli avvertimenti dell'amministrazione di Donald Trump contro qualsiasi richiesta di pagamento per transitare in una delle rotte marittime piu' strategiche del pianeta. Lo riporta il New York Times. Non e' chiaro se dai colloqui emergera' un progetto concreto, ma le discussioni sembrano indicare che Washington e Teheran siano ancora lontane da una vera soluzione del conflitto che ha fortemente colpito l'economia globale, nonostante le ripetute dichiarazioni ottimistiche di Trump. Mercoledi' la nuova Autorita' iraniana per gli Stretti del Golfo Persico ha annunciato sui social media di aver "definito i confini dell'area di supervisione della gestione dello Stretto di Hormuz", precisando che il passaggio richiedera' un permesso dell'autorita' stessa. Il Golfo di Oman e' adiacente allo stretto e rappresenta il passaggio obbligato per accedervi da est. Trump ha piu' volte condannato l'ipotesi di pedaggi iraniani, arrivando anche a suggerire che gli stessi Stati Uniti potrebbero imporre tariffe come "vincitori" del conflitto. Giovedi' pero' ha respinto apertamente l'idea di qualsiasi pagamento: "Lo vogliamo libero. Non vogliamo pedaggi. E' internazionale. E' una via d'acqua internazionale", ha dichiarato dallo Studio Ovale. Anche il segretario di Stato Marco Rubio ha definito il piano "inaccettabile", sostenendo che renderebbe impossibile qualsiasi accordo diplomatico. Nonostante il fragile cessate il fuoco raggiunto con Washington, l'Iran continua pero' a valutare un sistema di addebiti per le navi che transitano nello stretto, attraverso il quale passa circa un quinto del petrolio e del gas naturale trasportati via mare nel mondo.
Wall Street: future in leggero rialzo, occhi su Iran e tech
I future a Wall Street viaggiano in territorio positivo con gli investitori che monitorano gli sviluppi nel conflitto con l'Iran e rilanciano sui titoli tech. I future sull'S&P 500 avanzano dello 0,41%, quelli sul Nasdaq avanzano guadagnano lo 0,50% mentre i future sul Dow Jones salgono dello 0,38%.
Libano, Esercito Israele: uccisi due uomini nel Sud
L'esercito di Israele ha annunciato di aver condotto un attacco aereo nel sud del Libano, uccidendo due persone che, secondo le Forze di difesa israeliane, erano armate e si muovevano "in modo sospetto" in un'area teatro degli scontri con Hezbollah. "In precedenza, la sorveglianza dell'Idf ha individuato due individui armati che si muovevano in maniera sospetta a poche centinaia di metri dal territorio israeliano, nel sud del Libano", ha dichiarato l'esercito israeliano in un messaggio pubblicato su Telegram. "Dopo l'identificazione e il monitoraggio continuo da parte dell'Idf, gli individui armati sono stati colpiti ed eliminati in un attacco aereo", ha aggiunto il comunicato. L'agenzia di stampa statale libanese National News Agency ha riferito invece che raid notturni nel distretto meridionale di Tiro hanno provocato quattro morti e il ferimento di due soccorritori presso una struttura del Comitato sanitario islamico.
Flotilla. a Roma gli ultimi attivisti italiani, 'torturati e umiliati'
Parlano di torture subite, sia fisiche che psicologiche e di aver vissuto per 48 ore in un campo di concentramento. Sono i racconti degli attivisti della Sumud Flotilla arrivati a Roma. "A chi hanno rotto costole, a chi hanno molestato sessualmente ma è stata anche una tortura psicologica. Per andare al porto mi hanno chiuso in una gabbia di ferro di un metro, dove non si vedeva nulla e fuori i cani che abbaiavano e graffiavano sul ferro", è la testimonianza di Antonella Mundu, toscana. "Se prima eravamo tornati umiliati ma sostanzialmente integri, stavolta torniamo letteralmente con le ossa rotte", è invece il laconico commento di Luca Poggi, di 28 anni. "Mi hanno buttato a terra, riempito di botte in quattro, mi mettevano fascette sulle mani stringendole e poi le staccavano via tirandole. Ma ancora, cercavano di farmi uscire la spalla, oppure mi prendevano per i capelli e mi alzavano su tipo trofeo", sono invece le descrizioni di Marco Montenovi, 43enne di Ancona. Attorno a loro un centinaio tra simpatizzanti, amici e parenti, che con slogan e applausi li hanno accolti per il rientro a casa.