Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Come funzionano le mine con cui l'Iran minaccia lo stretto di Hormuz

Mondo

Introduzione

La guerra che sta interessando l'area del Golfo (LE NEWS IN DIRETTA) ha fatto registrare una nuova escalation soprattutto nelle acque dello stretto di Hormuz, arteria strategica del traffico commerciale internazionale. I Pasdaran, proprio nelle scorse ore, hanno colpito tre navi cargo e hanno rilanciato la sfida a Stati Uniti e Israele: "Dallo Stretto non passerà un litro di petrolio, preparatevi a pagare 200 dollari per un barile", è stata la minaccia. Ma come agisce l'Iran per alimentare il caos in questa zona?

Quello che devi sapere

L'attacco dei Pasdaran

Come detto, le Guardie rivoluzionarie hanno annunciato di aver centrato nella giornata di mercoledì 11 marzo una nave battente bandiera della Liberia, la Express Room, oltre che la portarinfuse thailandese Mayuree Naree. Entrambe avevano tentato di "passare illegalmente" proprio dallo stretto di Hormuz. Sull'imbarcazione thailandese è scoppiato anche un incendio e 20 membri dell'equipaggio sono stati sbarcati in Oman. L'agenzia britannica Uktmo ha parlato di almeno tre imbarcazioni colpite in successione da parte di "proiettili sconosciuti", registrando in tutto 14 incidenti analoghi dall'inizio della guerra. 

 

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Una nave colpita nello stretto di Hormuz

Gli ordigni della Marina di Teheran

Secondo alcune fonti, la Marina di Teheran finora avrebbe piazzato nello Stretto circa una dozzina di ordigni di cui si conosce l'ubicazione, ma potrebbe dispiegarne molte di pù, forse anche a centinaia. Secondo il presidente americano, Donald Trump, in realtà non ci sarebbe ancora una minaccia simile, mentre il CentCom americano ha comunque invitato ad evitare "tutte le strutture portuali in cui operano le forze navali iraniane" che il "regime sta utilizzando per condurre operazioni militari". Si tratta, è stato spiegato, di strutture che "hanno perso lo status di protezione e sono diventate legittimi obiettivi ai sensi del diritto internazionale". 

 

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Hormuz
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Le mine dell'Iran

Quello delle mine anti-nave per chiudere lo Stretto di Hormuz, dunque, rappresenta attualmente uno spettro che torna ad affacciarsi sullo scenario di guerra anche considerando le notizie di intelligence sulle intenzioni dell'Iran. Intenzioni che si scontrano con il fatto che solo negli ultimi giorni gli Usa hanno affondato almeno 16 navi posa mine o anche solo semplicemente sospettati di attività simili.

 

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Le mine dell'arsenale iraniano

Di fatto, per quanto possa bastare una qualunque nave per posare le mine, la marina iraniana non dovrebbe vantare mezzi particolarmente elaborati per creare campi minati in mare. In ogni caso, però, Teheran vanta negli arsenali almeno 5-6.000 mine anti nave di diverse tipologie. Gli ordigni possono essere piazzati a varie profondità, ancorati a catene di varia lunghezza, oppure ancora essere visibili a pelo d'acqua, utilizzate anche allo scopo di "indirizzare" le imbarcazioni che transitano nell'area in settori ben precisi. Con una quantità di esplosivo compresa fra i 150 e i 1.000 chili, sono attivate da sensori, ma non per contatto.

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Le variazioni di campo magnetico

La mina, nel dettaglio, riesce a percepire le variazioni di campo magnetico, di pressione idrostatica, oltre che i rumori prodotti dalle eliche delle navi e può anche analizzarne la rotta e la velocità. Questi dati vengono poi incrociati con altri dati memorizzati in precedenza e permettono alle mine di "decidere" in qualche modo se e cosa attaccare.

Aumentare gli effetti d'urto

Un software associato alle mine comprende poi una sorta di calendario, programmabile in modo che l'ordigno sia eventualmente operativo in uno specifico e predeterminato lasso temporale, ovvero si disattivi automaticamente dopo un certo numero di mesi/anni di attesa. Esistono poi anche mine definite "autopropulse". Infatti, una volta individuato il bersaglio, riescono ad avvicinarglisi autonomamente per aumentare gli effetti d'urto dell'esplosione.

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I dubbi sull'utilizzo delle mine

Oltre a Trump, anche il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato di non avere "alcuna conferma" che l'Iran stia utilizzando mine marine nello Stretto di Hormuz. "Non ho alcuna conferma di ciò, né dai servizi partner né dai nostri", ha affermato, dopo che gli Stati Uniti hanno dichiarato di aver distrutto alcune navi posamine iraniane nel tratto di mare strategico attraverso il quale passa un quinto del petrolio mondiale.

 

Macron

L'impennata dei prezzi mondiali

Di contro, come riporta il Times of Israel, citando fonti a conoscenza della questione, l'Iran avrebbe dislocato una decina di mine nello Stretto di Hormuz, una scelta che probabilmente complicherà la riapertura del canale, fondamentale per il trasporto di petrolio e gas naturale liquefatto. Le esportazioni di petrolio e Gnl attraverso il punto strategico lungo la costa iraniana sono state di fatto bloccate dalla guerra lanciata 12 giorni fa da Stati Uniti e Israele, contribuendo a provocare un'impennata dei prezzi mondiali dell'energia. Il comando militare iraniano ha fatto sapere, in questo senso, che il mondo dovrebbe prepararsi al fatto che il prezzo del petrolio raggiungerà i 200 dollari al barile.

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