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“Virus misterioso", 6 vittime in Cina. Da giovedì scanner per controlli a Fiumicino

A Sky Tg24 parla la ricercatrice che ha lanciato l'allarme

6' di lettura

Pechino annuncia nuove vittime accertate. Autorità cinesi: 77 nuovi casi, quasi 300 in totale. Esperti hanno confermato che il virus è trasmissibile da uomo a uomo. Intanto Australia e Filippine segnalano persone con sintomi compatibili. Entrambi arrivavano da Wuhan

La Cina ha annunciato di aver registrato nuovi decessi dovuti al “virus misterioso” simile alla Sars. Il numero delle vittime è salito a 6. Le autorità sanitarie cinesi segnalano che ci sono nuovi 77 casi in Cina di persone contagiate dal virus, portando a 291 il totale (TUTTO QUELLO CHE SAPPIAMO FINORA - I VIRUS PIÙ PERICOLOSI DEGLI ULTIMI 25 ANNI - LE PANDEMIE PIÙ GRAVI DELLA STORIA - CONTROLLI SUI VOLI IN ARRIVO A FIUMICINO). Intanto sono stati predisposti controlli a Fiumicino sugli arrivi da Wuhan, la città cinese dove si è diffusa l'epidemia. Presunti contagi inoltre si registrano anche in Australia, Filippine e Thailandia, dove secondo il The Sun un turista inglese "sta lottando contro la morte: si teme possa essere il primo occidentale colpito dal nuovo coronavirus". L'uomo è stato portato d'urgenza in ospedale a Phuket dopo che, riferisce il quotidiano online, "un virus simile a quello della polmonite ha infettato entrambi i polmoni mentre si trovava nell'isola di Koh Phi Phi island", con sintomi simili a quelli del "virus misterioso" (VIRUS ARRIVATO DAI SERPENTI).

Controlli a Fiumicino da giovedì 23

A partire da dopodomani, giovedì 23 gennaio, data in cui è previsto il prossimo volo diretto dalla città di Wuhan all'aeroporto di Roma Fiumicino, il Ministero della Salute ha predisposto l'attivazione di un canale sanitario con controllo della temperatura corporea dei viaggiatori attraverso scanner. È prevista anche la compilazione di una scheda che indichi destinazione e percorso dei passeggeri, una volta sbarcati (LA VIROLOGA CAPUA A SKYTG24: "SIMILE A SARS, CI COSTERA' VITE").

15 casi infezione tra membri staff ospedaliero

In Cina l'allarme continua: quindici membri dello staff ospedaliero di Wuhan, sono state infettate dal coronavirus all'origine della malattia. Lo hanno comunicato le autorità sanitarie di Wuhan dal proprio account Weibo, la piattaforma di social network più utilizzata in Cina, all'indomani della prima conferma della trasmissibilità del virus da uomo a uomo. Oltre ai quindici casi accertati, di cui uno in condizioni critiche, anche un sedicesimo membro dello staff medico è sospettato di avere contratto il virus ed è stato anch'egli ricoverato in quarantena come i suoi colleghi (IL VIRUS SPAVENTA LE BORSE ASIATICHE).

Primo caso sospetto anche in Australia

Anche in Australia, intanto, si registra il primo caso sospetto. Secondo quanto riporta la Abc, un uomo di ritorno dalla Cina presentava sintomi riconducibili al virus simile alla Sars che si è diffuso un Cina. L'uomo è stato messo in isolamento nella sua abitazione. Secondo le prime informazioni sembra che fosse stato in viaggio a Wuhan, la città considerata il focolaio del virus.

Filippine conducono test su primo possibile caso

Le Filippine stanno conducendo test sul loro primo possibile primo caso di infezione da coronavirus. Le autorità sanitarie del Paese asiatico hanno riferito che un bambino di cinque anni è stato ricoverato con i sintomi dell'influenza dopo il suo arrivo nelle Filippine, il 12 gennaio, dalla città cinese di Wuhan. Il piccolo è stato sottoposto ad esami ed è risultato positivo a un virus, ma le autorità filippine non sono sicure sia lo stesso che finora ha ucciso diverse persone in Cina. Il paziente aveva mostrato sintomi come febbre, irritazione alla gola e tosse, già prima dell'arrivo a Cebu, nelle Filippine, ha aggiunto il ministero della Salute. Altri tre viaggiatori in arrivo dalla Cina sono stati controllati in aeroporto, ma non presentavano i sintomi corrispondenti a quelli del coronavirus.

Centro controllo europeo malattie: diversi casi fuori da Wuhan

Sono almeno una decina finora le persone colpite dal nuovo coronavirus cinese fuori da Wuhan, la città epicentro del focolaio dell'epidemia: sono stati segnalati casi a Pechino e Guandong in Cina, e poi in Thailandia, Giappone e Corea del Sud. A questi si devono probabilmente aggiungere i casi in Australia e Filippine, se saranno confermati. A fare il punto è il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc), che ritiene comunque ancora basso il rischio dell'arrivo del virus in Europa. Tutti i casi che sono stati diagnosticati fuori da Wuhan sono relativi a persone che avevano viaggiato nella città cinese, dove sono in corso attività e misure ulteriori di igiene e pulizia ambientale. Pur essendo basse, le probabilità di arrivo del virus nell'Unione europea possono ora aumentare con le imminenti celebrazioni del Capodanno cinese, previste tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio, per via dell'aumento dei viaggi da e per la Cina. In Europa sono tre gli aeroporti che hanno voli diretti con Wuhan (tra cui Roma Fiumicino), mentre altri hanno connessioni indirette. 

Rezza (Iss): non si esclude restrizione viaggi

Gianni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità, ha spiegato che "se i dati confermassero un'estensione del focolaio del nuovo coronavirus non si escludono misure più importanti a livello internazionale, che potrebbero esser prese domani dall'Organizzazione Mondiale della Sanità: dai controlli più serrati negli aeroporti allo sconsigliare spostamenti, fino alle restrizioni dei viaggi, chiaramente non da tutta la Cina ma solo dalla città di Wuhan".

La dottoressa Dorigatti parla del virus

La dottoressa Ilaria Dorigatti, del MRC Centre for Global Infectious Disease Analysis, Imperial College London, ha parlato a Sky TG24 del virus: “Questo è un virus misterioso perché è emergente e come per molti virus emergenti non sappiamo quale sia la loro patogenicità. Sappiamo che è un coronavirus, è simile alla SARS, questo però non significa necessariamente che sia così severo in termini di mortalità come lo è stata la SARS. È troppo presto per dire se c'è da suonare il campanello d'allarme o no. E' positivo il fatto che le autorità cinesi abbiano rafforzato la sorveglianza nella città di Wuhan e non solo, abbiano rafforzato la sorveglianza anche per le persone che vanno all'estero perché adesso sappiamo che sono stati implementati i controlli su tutti i viaggiatori che partono dall'aeroporto di Wuhan e vanno in destinazioni internazionali”.

La causa sarebbe un nuovo coronavirus

Stando a quanto riporta il The Guardian, il mistero focolaio di polmonite potrebbe essere causato da un nuovo tipo di coronavirus, una grande famiglia di virus in grado di portare allo sviluppo di diversi tipi di infezioni, più o meno gravi, dal comune raffreddore alla Sars. Il microorganismo è stato isolato da un team di ricercatori cinesi in un paziente tramite l’analisi di campioni di fluido polmonare, sangue e tamponi faringei. Secondo gli esperti il virus non si trasmetterebbe facilmente tra le persone e potrebbe determinare in alcuni soggetti lo sviluppo di gravi patologie. L’ipotesi della trasmissione interumana, da persona a persona, è stata confermata da diversi esperti.

Data ultima modifica 21 gennaio 2020 ore 18:12

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