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Libia, Sarraj a Berlino per la conferenza. Haftar ordina la chiusura dei pozzi di petrolio

Libia, tensioni alla vigilia della conferenza di Berlino

3' di lettura

La mossa del generale della Cirenaica rischia di porre una pesante ipoteca sui negoziati, a poche ore del vertice tedesco. L’Onu: “Conseguenze devastanti se blocco del petrolio”. Erdogan: “Se governo di Tripoli cade, rischio terrorismo”

Il premier libico Fayez al Sarraj e il generale Khalifa Haftar parteciperanno al vertice di oggi a Berlino sulla Libia. Lo ha confermato il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas alla Bild am Sonntag, secondo un'anticipazione. Resta ancora incerto se i due si siederanno insieme al tavolo delle trattative, aggiunge il tabloid tedesco. Sarraj è arrivato ieri a Berlino a bordo dell'Airbus320 libico partito dall'aeroporto di Tripoli. Ma alla vigilia della conferenza di pace di Berlino, in cui si discuterà il futuro della Libia, il maresciallo Khalifa Haftar (CHI È) ha ordinato a sorpresa la chiusura dei porti e gli impianti petroliferi nell’Est del Paese.

A Berlino si discute l’ipotesi di un nuovo governo

Al Arabiya, citando sue fonti, dà notizia di consultazioni in corso tra Paesi arabi ed europei in merito al progetto di accordo della conferenza di Berlino. Tra le varie cose, riporta l'emittente panaraba, si discute della formazione di un nuovo consiglio presidenziale libico e di un nuovo governo, si sta valutando la possibilità di formare un comitato neutrale per preparare una nuova costituzione ed è in discussione anche un accordo tra Paesi arabi ed europei per prevenire interferenze turche in Libia. Sarebbero inoltre previste sanzioni per chi facilita la guerra in Libia, una forza di sicurezza militare unificata per combattere il terrorismo. Nel testo si parla anche di una stretta sulle armi. Citando sue fonti, l'emittente parla anche di pressioni europee per congelare l'accordo tra la Turchia e Sarraj.

La chiusura degli impianti petroliferi

Alla vigilia del vertice, la Compagnia petrolifera nazionale libica (Noc) ha dichiarato lo stato di "forza maggiore", e quindi la loro chiusura, nei terminal petroliferi del golfo della Sirte. Lo riporta un post sulla pagina Facebook della Noc precisando che il Comando generale di Khalifa Haftar e le Guardie degli impianti petroliferi hanno dato istruzioni per "fermare le esportazioni di petrolio" da cinque porti tra cui Sidra e Ras Lanuf. La mossa del generale della Cirenaica rischia di complicare il negoziato con il premier libico Fayez al Serraj. Forte preoccupazione è stata espressa dalla missione Onu nel Paese. Oggi il presidente turco Rece Tayyip Erdogan ha messo in guardia la comunità internazionale che se il "governo legittimo" di Tripoli, guidato da Serraj, dovesse cadere c'è il rischio di "creare terreno fertile per il terrorismo”.

Onu: "Conseguenze devastanti se blocco del petrolio"

La missione Onu in Libia esprime intanto "profonda preoccupazione per gli attuali sforzi per interrompere o compromettere la produzione di petrolio" nel Paese. "Questa mossa avrebbe conseguenze devastanti prima di tutto per il popolo libico che dipende dal libero flusso di petrolio - si legge in un comunicato dell'Unsmil - e avrebbe effetti terribili per la situazione economica e finanziaria già deteriorata del Paese". L'Unsmil reitera "l'importanza di preservare l'integrità e la neutralità della National Oil Corporation” ed "esorta tutti i libici a esercitare la massima moderazione, mentre i negoziati internazionali continuano a mediare la fine della lunga crisi della Libia, inclusa la raccomandazione di misure per garantire la trasparenza nella distribuzione delle risorse".

Data ultima modifica 18 gennaio 2020 ore 18:31

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