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Omicidio Giulio Regeni, Il Cairo: "Nuova squadra investigativa"

I titoli delle 18 di Sky TG24 del 15/01

3' di lettura

Un nuovo team di investigatori si occuperà di trovare i colpevoli della morte del ricercatore friulano.  L’annuncio è arrivato dopo l'incontro fra inquirenti italiani e egiziani nella Capitale. I pm di Roma: “Dal Cairo giungano risultati concreti”

Una nuova squadra investigativa egiziana si occuperà dell’omicidio di Giulio Regeni (LE TAPPE DEL CASO). È quanto viene segnalato in un comunicato informale della Procura generale egiziana in circolazione al Cairo dopo l'incontro fra inquirenti egiziani e italiani nella capitale. Il nuovo team - si legge - “deve studiare e mettere in ordine le carte del caso e opererà per prendere tutte le misure necessarie per far emergere la verità”. La formazione della squadra viene "sottolineata" dal procuratore generale Hamada Al Sawi, riporta il testo.

Pm: "Dal Cairo giungano risultati concreti"

Le prossime settimane saranno cruciali per il proseguo dell'indagine sul sequestro, tortura e omicidio del ricercatore friulano, secondo quanto si apprende da fonti della Procura di Roma al termine dell'incontro svolto al Cairo tra il team investigativo italiano e quello egiziano. I magistrati attendono "risultati concreti" da parte dell'autorità egiziane, che "possano gettare le basi" per un nuovo incontro tra Procuratori. In particolare, i pm capitolini attendono risposte alla rogatoria inviata nell'aprile del 2019.

Le richiesta degli investigatori italiani

Nella rogatoria si chiede, tra l'altro, conferma della presenza a Nairobi, in Kenya, nell'agosto del 2017 di uno dei cinque funzionari dei servizi segreti egiziani indagati dalla Procura di Roma. Quest'ultimo, secondo un supertestimone, nel corso di un pranzo avrebbe parlato "del ragazzo italiano", dei pedinamenti, delle intercettazioni telefoniche, fino al sequestro di Giulio. Nel corso della due giorni di incontri tra investigatori, conclusosi oggi, i carabinieri del Ros e uomini dello Sco hanno presentato al team egiziano "il quadro probatorio che emerge dagli elementi raccolti in questi anni - spiegano fonti della Procura di Roma - di attività investigativa e che ha portato ad indirizzare le indagini su cinque persone appartenenti alla National Security". Dal canto suo, il nuovo procuratore egiziano, Hamada Al Sawi, "si è impegnato a fare tutto il possibile per arrivare a stabilire la verità" e ha "ribadito la volontà a proseguire i rapporti bilaterali". Gli inquirenti italiani, "preso atto della rinnovata disponibilità alla collaborazione" si augurano, così come auspicato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte ieri, che "i due giorni di lavori portino nelle prossime settimane a risultati concreti" per gettare le basi per un nuovo vertice tra magistrati.

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