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Capodanno 2020: i discorsi dei leader mondiali tra ecologia, unità e sviluppo. VIDEO

5' di lettura

Angela Merkel ha promesso di impegnarsi “con tutte le forze” sui temi ambientali, mentre Macron ha annunciato che la riforma delle pensioni si farà. Prima telefonata di auguri in sei anni tra il presidente russo Putin e quello ucraino Zelensky

Promesse, speranze, obiettivi raggiunti e da raggiungere. Come il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (LA FRASE SUI DISABILI - LA RIFLESSIONE SUI SOCIAL - LE REAZIONI DELLA POLITICA - IL BACKSTAGE DELLE PROVE), anche i leader degli altri Paesi hanno parlato alle loro nazioni in occasione dell’inizio dell’anno nuovo. Dalla cancelliera tedesca Angela Merkel - che promette un impegno forte sui temi ambientali - al presidente cinese Xi Jinping, che non ha potuto non citare Hong Kong, fino ai primi presidenti di Russia e Ucraina che, per la prima volta dopo sei anni, si sono scambiati gli auguri. (CHI ERANO I LEADER MONDIALI 10 ANNI FA)

Merkel: "Mi impegnerò con tutte le mie forze per l’ambiente"

Angel Merkel, a poche ore dall’inizio del 2020, ha pronunciato un discorso fortemente incentrato sui temi ecologici. "Il riscaldamento del nostro pianeta è reale. Ed è una minaccia", ha detto la cancelliera, aggiungendo che poiché a causarlo è stato il genere umano "dobbiamo intraprendere tutto ciò che è umanamente possibile, per combattere questa sfida. E si può ancora fare". "È vero - ha continuato Merkel -, con i miei 65 anni sono in un'età per la quale non vivrei le conseguenze del cambiamento climatico, che arriverebbero se la politica non agisse. Sono i nostri figli e i nostri nipoti che dovranno vivere con le conseguenze di ciò che facciamo o di ciò che tralasciamo”. “Perciò - ha concluso la cancelliera - io impegnerò tutte le mie forze, affinché la Germania dia il suo contributo, ecologicamente, economicamente e socialmente, per controllare il cambiamento climatico". Poi un accenno alla Germania che può restare in salute "soltanto se l'Europa sta bene" e al tema delle migrazioni: “Quando avremo la presidenza europea l'anno prossimo ci impegneremo per un incontro con i Paesi dell'Africa. Solo se le persone hanno la chance di una vita pacifica e sicura l'esodo e la migrazione caleranno”. Secondo la cancelliera, i tedeschi hanno "buone ragioni di ritenere che gli anni '20 potranno essere anni buoni, se useremo i nostri punti di forza, se punteremo tutto su quello che ci unisce, se ci ricorderemo cosa siamo riusciti a raggiungere insieme negli ultimi decenni".

Macron: “Verrà attuata la riforma delle pensioni"

Di tutt’altri temi ha parlato invece il presidente francese Emmanuel Macron, concentrato sulla riforma delle pensioni che da settimane ha scatenato proteste e scioperi nel Paese (LA PRIMA MANIFESTAZIONE - TRASPORTI FERMI: FOTO - PENDOLARI BLOCCATI NELLA METRO). Macron vuole "portare a termine" la riforma e, nel suo discorso di Capodanno alla nazione, ha esortato il governo a trovare un "rapido compromesso". "Capisco come le decisioni prese possano causare timori e proteste - ha detto - Dovremmo quindi rinunciare a cambiare il nostro Paese? No. Poiché abbandoneremmo quelli che il sistema ha già abbandonato, tradiremmo i nostri figli, i loro figli dopo di loro, che dovrebbero quindi pagare il prezzo per le nostre rinunce. Questo è il motivo per cui verrà attuata la riforma delle pensioni ". Macron ha poi parlato anche della Brexit, auspicando una relazione "sana" e "solida" con il Regno Unito, e ha lanciato un appello per la costruzione di un "un'Europa sovrana in termini di difesa, sicurezza, clima e digitale", dicendosi convinto che "un'Europa orgogliosa del suo modello democratico che combini liberta' e solidarieta' sara' il nostro scudo".

Xi Jinping: "A Hong Kong serve un contesto stabile"

E di proteste ha parlato anche il presidente cinese Xi Jinping, secondo cui la situazione di Hong Kong ha "influenzato gli animi delle persone" e serve "un contesto sociale armonico e stabile" (I MOTIVI DELLE PROTESTE). Il presidente ha poi detto: "Il 2020 sarà una pietra miliare nella nostra storia", un anno decisivo per "vincere la battaglia contro la povertà".

L’appello di Putin all’unità e gli auguri a Zelensky

Un discorso che è anche un anniversario quello del presidente russo Vladimir Putin: proprio nel messaggio di fine anno del 1999, l'allora capo di Stato Boris Eltsin annunciò a sorpresa le sue dimissioni, indicando Putin come suo successore. "Viviamo in tempi turbolenti, dinamici e contraddittori - ha detto Putin poco prima dell’inizio del 2020 - ma possiamo e dobbiamo fare tutto il possibile affinché la Russia si sviluppi con successo. Solo insieme risolveremo le questioni che la società e il nostro Paese devono affrontare. La nostra unità è la base per raggiungere gli obiettivi più alti".  Putin ha poi elogiato la "generazione eroica e irremovibile di vincitori" della Grande guerra patriottica (come i russi chiamano la Seconda Guerra Mondiale), di cui nel 2020 ricorre il 75esimo anniversario. Infine, per la prima volta in sei anni, i presidenti di Russia e Ucraina si sono scambiati gli auguri per il Nuovo Anno. Come riportano gli uffici di presidenza di entrambi i Paesi, Putin e Volodymyr Zelensky hanno avuto una conversazione telefonica - su iniziativa di Kiev - in cui, oltre ai reciproci auguri, hanno anche ribadito l'importanza dell'accordo sul transito del gas siglato di recente e concordato di preparare immediatamente un nuovo scambio di prigionieri, tra le condizioni previste negli accordi di Minsk per arrivare a una soluzione del conflitto in
Ucraina dell'Est.

Kim Jong-un abbandona la moratoria sui test missilistici

Di tutt’altro tono il messaggio di fine anno di Kim Jong-un (FOTOSTORIA). Il leader nordcoreano ha annunciato l’abbandono della moratoria sui test missilistici nucleari e, riporta l'agenzia di stampa statale KCNA, che "il mondo sperimenterà una nuova arma strategica" di cui il suo Paese sarà in possesso "nel prossimo futuro". "Non c'è motivo per noi di sentirci unilateralmente legati agli impegni", ha detto Kim ai principali membri del partito. "Gli Stati Uniti stanno sollevando richieste contrarie agli interessi fondamentali del nostro Stato e stanno adottando un atteggiamento da gangster". Una dichiarazione a cui ha risposto subito il presidente Usa, Donald Trump, che ha dichiarato di continuare a credere che il leader nordcoreano denuclearizzerà il suo Paese: "Abbiamo firmato un contratto che parla di denuclearizzazione. Era la frase numero uno, è stata scritta a Singapore. Penso che sia un uomo di parola".

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