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Brexit, Johnson chiede estensione all'Ue ma non firma la lettera

La lettera di Johnson ai deputati: rinvio non è soluzione

Il premier Uk torna sui suoi passi dopo aver detto "Non negozierò un'estensione". Una catena di eventi che segue il voto - a Westminster - a un emendamento che impone di rimandare il voto sull'accordo trovato tra Boris Johnson e Bruxelles per l'uscita dall'Unione

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Un altro slittamento: è questa la principale novità che arriva da Londra. E' passato infatti l'emendamento che impone il rinvio del voto sull'accordo trovato da Johnson con l'Ue per l'uscita dall'Unione.

  • Pronta la replica di Boris Johnson (FOTOSTORIA): "Non negozierò un posticipo con l'Ue". Il primo ministro aveva chiesto al Parlamento di approvare l'accordo da lui raggiunto con la Ue sulla Brexit.
  • La Ue chiede a Londra di "essere informata sui prossimi passi".
  • Il leader laburista Jeremey Corbyn ammonisce: "Il premier deve rispettare la legge".
  • Intanto nella capitale britannica un milione di persone - stimano gli organizzatori - è sceso in piazza per chiedere un referendum bis (LE FOTO).
  • In tarda serata Johnson ha fatto sapere di avere inviato all'Ue una lettera - senza la sua firma - per chiedere di rinviare la scadenza per Brexit. Nella stessa, il premier Uk ribadisce di non ritenere necessaria una proroga, nonostante il Benn Act gliela imponga. Il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk ha comunicato di aver iniziato a consultarsi con gli altri leader europei sul da farsi. 
- di Redazione Sky TG24
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- di Chiara Piotto

La seconda pagina della lettera in cui Johnson spiega a Tusk la propria posizione

La seconda pagina della lettera, firmata, con cui Johnson spiega al presidente del Consiglio Ue Donald Tusk perché non è d'accordo con la richiesta di estensione della Brexit, ma è vincolato a presentarla.
 
- di Chiara Piotto

La prima pagina della lettera - firmata - con cui Johnson spiega la propria posizione

La prima pagina della lettera, firmata, con cui Johnson spiega al presidente del Consiglio Ue Donald Tusk perché non è d'accordo con la richiesta di estensione della Brexit, ma è vincolato a presentarla.
 
- di Chiara Piotto

La lettera non firmata di Johnson all'Ue

La lettera - non firmata - con cui Boris Johnson chiede all'Ue l'estensione dei tempi per la Brexit, dal 31 ottobre al 31 gennaio.
 
- di Chiara Piotto

I tre documenti inviati da Johnson

Johnson ha inviato a Bruxelles tre diversi documenti, come precisa Downing Street. Una lettera non firmata del premier, molto sintetica, in cui viene chiesta la proroga. Una dell'ambasciatore britannico all'Ue, Tim Barrow, in cui si precisa che la richiesta è legata a un obbligo di legge a causa dell'approvazione del Benn Act nel Parlamento di Westminster. E una terza firmata da Johnson nella quale il primo ministro argomenta sulla non necessità del rinvio della Brexit oltre il 31 ottobre, sottolineando come il suo governo non lo ritenga una soluzione in linea né con gli interessi di Londra, né con quelli di Bruxelles e dei 27. La soluzione trovata rischia di esporre comunque Johnson al rischio di ricorsi in tribunale da parte delle opposizioni e di attivisti pro Remain, poiché il Benn Act prevede che la proroga venga chiesta in buona fede e senza tentativi di boicottarne gli scopi o di spingere l'Ue a rigettare l'istanza.
- di Chiara Piotto

Johnson invia a Ue lettera per rinvio Brexit, ma non la firma

Boris Johnson ha annunciato l'invio d'una lettera - senza la sua firma (LA LETTERA, VIDEO) - all'Ue per chiedere una proroga della Brexit oltre il 31 ottobre. E' quanto imponeva il Benn Act, la legge anti-no deal approvata a settembre dai suoi oppositori in Parlamento per obbligarlo a farlo laddove un accordo di divorzio non fosse stato ratificato entro le 23 di oggi. Il premier britannico cede dopo essere stato costretto a posticipare oggi dall'emendamento il voto sul suo deal, ma ribadendo che il governo la proroga non la vuole e non la ritiene necessaria.
- di Chiara Piotto

Tusk: Arrivata richiesta estensione Brexit da Johnson

"La richiesta di estensione è appena arrivata. Comincerò adesso a consultare i leader Ue su come reagire". Lo ha twittato il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk confermando di aver ricevuto la lettera del premier britannico Boris Johnson.
- di Chiara Piotto

Il video della lettera di Boris Johnson ai deputati Uk

- di Chiara Piotto

La prima pagina del Guardian di domenica

- di Chiara Piotto

Il grande corteo per un referendum bis, oggi a Londra (LE FOTO)

Alcuni pupazzi di cartapesta esposti durante il grande corteo di oggi a Londra, al quale ha partecipato circa un milione di persone a favore di un referendum bis sulla Brexit.
 
- di Chiara Piotto

Corbyn: "Johnson sconfitto, deve rispettare la legge"

- di Chiara Piotto

Fonti Ue: in serata lettera di Johnson a Ue per rinvio Brexit

Fonti Ue hanno fatto sapere che nella telefonata con Donald Tusk, il premier Uk Johnson avrebbe detto che in serata avrebbe inviato una lettera alla Ue per chiedere di spostare più avanti la data del 31 ottobre per la Brexit. Tusk ha fatto sapere che, partendo da questo presupposto, avrebbe cominciato le consultazioni con i leader europei per individuare una risposta comune. Un'operazione che richiederebbe qualche giorno.
- di Chiara Piotto

Johnson scrive a deputati Uk: "Non voglio rinvio"

Il primo ministro britannico ha scritto una lettera ai deputati sostenendo che dirà all'Ue che "un ulteriore rinvio (della Brexit) non è una soluzione". L'attesa è che comunque Johnson invii una lettera in serata all'Unione europea per chiedere almeno formalmente una proroga, come la cosiddetta legge anti-no deal (o Benn Act) gli impone di fare in caso di mancata ratifica di un accordo di divorzio dall'Ue entro le 23 ora locale di oggi. Il presidente uscente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, dopo una conversazione telefonica con Johnson ha twittato di attendersi "una lettera" da lui a breve.
- di Chiara Piotto

Tusk: "Aspetto la lettera, parlato con Johnson"

Il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk ha detto in serata di aver parlato con il premier britannico Johnson e di essere in attesa di una lettera da parte Uk per chiedere un nuovo rinvio della Brexit. 
- di Chiara Piotto

Johnson scrive a deputati: "Non voglio rinvio"

Boris Johnson ha scritto stasera una lettera a tutti i deputati britannici nella quale ribadisce di non volere un rinvio della Brexit oltre il 31 ottobre, dicendosi convinto che neppure l'Ue lo voglia e che Bruxelles possa anche respingere un'eventuale richiesta in questo senso. Il premier Tory conferma poi di voler riproporre lunedì alla Camera dei Comuni il suo deal, non votato oggi, e presentare insieme il pacchetto delle leggi attuative dell'uscita dall'Ue, sollecitando ancora una volta la Camera ad approvare l'accordo.
- di Chiara Piotto

Brexit, il commento dei londinesi al voto di Westminster

- di Chiara Piotto

Visco, "Lasciamo aperta la porta della speranza"

Sulla Brexit "c'è attesa per una risposta positiva: lasciamo aperta la porta della speranza", ha detto il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, durante la conferenza stampa al termine dei lavori del Fondo monetario internazionale
- di Chiara Piotto

Adesso cosa succede.3

Tanti interrogativi anche sul futuro di Johnson: potrebbe passare il testimone a un governo tecnico che chieda il rinvio e traghetti il Paese a nuove elezioni; oppure il Parlamento potrebbe decidere di sfiduciarlo e si andrebbe a elezioni; oppure si potrebbe organizzare un referendum. Ma la consultazione avverrebbe solo sull'accordo e non sull'uscita dall'Ue, ormai votata e approvata. Le migliaia di cittadini che hanno protestato oggi a Londra invece lo hanno fatto per un referendum-bis sulla Brexit (LE FOTO).
- di Chiara Piotto

Adesso cosa succede.2

Se ci sarà la richiesta di rinvio, l'Ue dovrà decidere se accettare, rifiutare o proporre una data alternativa. Fonti Ue hanno fatto sapere che il rinvio sarebbe concesso. Ma Johnson potrebbe decidere di portare di nuovo al voto il suo accordo: il leader della Camera dei Comuni, Jacob Rees Mogg, ha annunciato un altro "voto significativo" lunedì, ma Bercow potrebbe non consentirlo e si aprirebbe una battaglia legale. Inoltre, se Johnson ancora una vola non dovesse ottenere la ratifica, c'è il rischio di finire in un no-deal. 
- di Chiara Piotto