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Siria, la Turchia attacca via terra. Bombe sui curdi, civili in fuga

Guerra in Siria, 8 morti nei raid aerei, civili in fuga

5' di lettura

Secondo giorno di scontri. Ankara: colpite 181 postazioni di terroristi. Si segnalano morti su entrambi i fronti. L'esercito Usa prende in custodia 2 detenuti Isis britannici. Il mondo condanna Erdogan. Oggi riunione del Consiglio di sicurezza Onu

Raid aerei e di terra. La Turchia continua ad attaccare i curdi nel nord-est della Siria. Ieri i jet F-16 di Ankara hanno dato ufficialmente il via all'operazione ribattezzata "Fonte di pace" bombardando obiettivi delle milizie Ypg a Ras al-Ayn, seguiti poco dopo dai colpi d'artiglieria su Tal Abyad, per "eliminare i rischi" prima di avviare l'offensiva di terra, iniziata nella serata di mercoledì. Erdogan: "Elimineremo il corridoio usato dai terroristi e nascerà una regione di pace e serenità”. Si registrano i primi morti e ci sono centinaia di civili in fuga (TUTTI GLI AGGIORNAMENTII MOTIVI DELL'ATTACCO DELLA TURCHIA IN SIRIA - TRUMP SCARICA I CURDI - GLI USA PREPARANO SANZIONI ALLA TURCHIA). Intanto il mondo condanna l’attacco.

Secondo giorno di scontri

L'aviazione turca ha ripreso in mattinata a bombardare aree nel nord-est della Siria a ridosso della frontiera. Secondo la tv panaraba al Arabiya, è stata colpita l'area di Tall Abyad e di Ras al Ayn, epicentro dell'offensiva turca. Le forze militari turche sono riuscite a sfondare le resistenze delle forze curdo-siriane a est dell'Eufrate, nelle località di Bir Ashiq, Hawi, Kassas, nel distretto frontaliero di Tall Abyad. I curdi però dicono che 5 soldati turchi sono stati uccisi nelle ultime ore negli scontri. Intanto, nelle stesse ore, anche miliziani affiliati all'Isis avrebbero, secondo testimoni sul campo, attaccato a loro volta le forze curdo-siriane.

La Turchia dà inizio all'offensiva di terra

Nella serata di mercoledì, il ministero della Difesa turco citato dall'agenzia Anadolu, ha annunciato che le truppe della Turchia hanno oltrepassato il confine e sono penetrate nel nord della Siria, dando il via anche all'offensiva di terra. Al fianco dell’esercito turco ci sono le milizie locali dell'Esercito siriano libero cooptate da Ankara. Poco dopo su Twitter, il portavoce dell'Sdf, le Forze democratiche siriane dominate dalle milizie curde Ypg, Mustafa Bali, ha detto che "L'offensiva terrestre delle forze turche è stata respinta dai combattenti dell'Sdf a Tal Abyad". Ma Ankara ha replicato: “Abbiamo già colpito 181 postazioni di organizzazioni terroristiche”. Secondo fonti locali, la prima offensiva turca in Siria ha provocato almeno 11 morti, di cui otto civili. Già dal pomeriggio di mercoledì, secondo la Cnn, ci sono centinaia di civili in fuga dalle zone di frontiera (LE FOTO DEI CIVILI CURDI IN FUGA).

In custodia Usa due membri Isis britannici

Il presidente Usa Donald Trump ha detto che gli Usa hanno trasferito alcuni dei militanti Isis più pericolosi detenuti in Siria in un luogo sconosciuto dove possono essere controllati durante l'offensiva turca. Migliaia di combattenti del Califfato sono stati catturati in Siria dai curdi, alleati degli Usa ma visti da Ankara come terroristi. Tra coloro presi in custodia dall'esercito Usa anche due detenuti britannici, noti per i loro ruoli in una cellula dell'Isis che torturò e uccise ostaggi occidentali, portandoli in una sua base irachena dopo averli prelevati da una prigione di guerra in Siria settentrionale gestita dalla milizia curda, in seguito all'invasione turca del Paese. Si tratta di El Shafee Elsheikh e Alexanda Kotey, membri di una cellula di quattro britannici soprannominata 'Beatles' e ritenuta responsabile anche della decapitazione del giornalista James Foley. 

La condanna globale contro Erdogan

Già a partire dalle prime ore dell’attacco sono state numerose le reazioni internazionali all’attacco turco. Trump ha detto di sperare che il presidente turco "agisca in modo razionale" e "umano" in Siria. "Vedremo come conduce questa operazione, se lo fa in modo ingiusto pagherà un prezzo economico enorme", ha ribadito. Poi in una telefonata con il premier britannico Boris Johnson è stata condivisa "una seria preoccupazione per l'invasione della Turchia” e "il rischio di una catastrofe umanitaria”. Il Senato Usa, in modo bipartisan, vuole imporre sanzioni alla Turchia se non ritira il suo esercito dalla Siria. Ieri erano arrivate le preoccupazioni di Putin, Rohani, della Ue. Per oggi è prevista una riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu.

Trump: curdi non ci aiutarono nella Seconda guerra mondiale

Intanto fanno discutere alcune frasi del presidente Trump sul rapporto con i curdi, che secondo molti analisti, dopo essere stati determinanti nel combattere l'Isis, ora sono stati abbandonati dalla protezione statunitense, lasciando di fatto via libera a Erdogan per l'attacco. Trump ha detto di "amare" i curdi ma ha sostenuto che "non hanno aiutato" gli Usa nella Seconda guerra mondiale e nello sbarco in Normandia. "I curdi si battono per la loro terra", ha proseguito il presidente americano, sottolineando che comunque gli Stati Uniti hanno fornito loro una grande quantità di soldi, munizioni ed armi. "Detto questo, amiamo i curdi", ha aggiunto.

I motivi dell’attacco

Scopo dell’operazione, ha dichiarato Erdogan, è creare una “zona cuscinetto” nel nordest della Siria – a est del fiume Eufrate – che allontani dal confine con la Turchia le milizie dell'Ypg, le unità combattenti di protezione popolare curde, considerate dal governo turco un gruppo terroristico allo stesso modo del Pkk, i paramilitari del Partito dei lavoratori curdo, che da decenni si batte per vedere riconosciuta l’autonomia curda in territorio turco.  

Data ultima modifica 10 ottobre 2019 ore 09:23

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