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Iran, le donne potranno entrare negli stadi di calcio ma solo per partite internazionali

3' di lettura

Una nota del ministro dello Sport annuncia la fine del divieto, in vigore dopo la rivoluzione islamica del 1979, inizialmente solo per alcuni match. La prima partita Iran-Cambogia del 10 ottobre. L’apertura arriva dopo la morte della tifosa Sahar Khodayari, Blue girl

Le donne iraniane potranno entrare negli stadi di calcio del Paese, anche se - in un primo momento - solo per le partite internazionali. L’annuncio, che rivede il bando alle tifose entrato in vigore dopo la rivoluzione islamica del 1979, è stato dato con una nota del ministro dello Sport della Repubblica islamica, Masoud Soltanifar. “Tutte le preparazioni necessarie sono state fatte in modo che le donne, inizialmente solo per le partite internazionali, possano entrare negli stadi di calcio” in Iran, si legge. L’apertura arriva dopo le polemiche per la morte della tifosa Sahar Khodayari.

La prima partita potrebbe essere Iran-Cambogia il 10 ottobre

La prima partita aperta alle donne dopo l’eliminazione del divieto dovrebbe essere il prossimo 10 ottobre, quando la nazionale di calcio maschile giocherà allo stadio Azadi di Teheran contro la Cambogia per le qualificazioni al Mondiale del 2022 in Qatar. Nell'impianto sono stati preparati ingressi, spazi e bagni separati per uomini e donne. Inoltre, è previsto un dispiegamento rafforzato di polizia per garantire che non ci siano incidenti.

Il divieto dopo la rivoluzione islamica del 1979

Finora le donne iraniane non potevano assistere a una partita di calcio in luoghi pubblici. Il bando delle tifose dagli stadi dell’Iran è entrato in vigore dopo la rivoluzione islamica del 1979. In passato il divieto è stato rimosso solo in alcune occasioni, ad esempio il 20 giugno del 2018: alle donne è stato permesso di entrare nello stadio Azadi per assistere, attraverso un maxi schermo montato nell’impianto, alla partita tra Iran e Spagna durante i gironi del Mondiale giocato in Russia. Il governo moderato del presidente Hassan Rohani, quindi, aveva già mostrato aperture sul tema - aperture sollecitate anche dalla Fifa (la Federazione calcistica internazionale) - ma si era scontrato con il clero sciita più conservatore.

Le polemiche dopo la morte di Sahar Khodayari

Nelle ultime settimane l’argomento è tornato al centro del dibattito - e delle polemiche - per la morte di Sahar Khodayari, ribattezzata “la ragazza blu” (Blue girl) dai colori della sua squadra del cuore, l'Esteghlal di Teheran (allenata ora dal tecnico italiano Andrea Stramaccioni). La 29enne, dopo aver saputo che rischiava una condanna a sei mesi per oltraggio al pudore per essere entrata allo stadio nel marzo scorso, si è data fuoco davanti a un tribunale della capitale iraniana ed è morta in ospedale per le ustioni.

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