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Johnson & Johnson condannata a pagare 572 milioni, giudice: "Ha alimentato crisi oppioidi"

I titoli delle 18 di Sky TG24 del 27/08

3' di lettura

La multinazionale con la somma dovrà rimediare alla devastazione creata dall'epidemia nello stato Usa, di cui è stata considerata colpevole. La società farà ricorso. Sono 2.000 le azioni legali negli Usa contro i produttori di oppioidi

La Johnson & Johnson è stata condannata a pagare 572 milioni di dollari perché ritenuta responsabile di aver alimentato la crisi degli oppioidi in Oklahoma. La multinazionale con la somma dovrà rimediare alla devastazione creata dall'epidemia nello stato Usa, di cui è stata considerata colpevole. La società ha annunciato che farà ricorso contro la storica decisione di Thad Balkman, giudice distrettuale della contea di Cleveland.

Sono 2.000 le azioni legali negli Usa per la crisi degli oppioidi

Quello che vede coinvolta la J&J è il primo processo contro un produttore di oppioidi ed è considerato un termometro per le altre 2.000 azioni legali avviate negli Stati Uniti contro diversi produttori, distributori e rivenditori dei medicinali incriminati, ritenuti responsabili della morte di 400.000 persone negli Usa dal 1999. "La crisi degli oppioidi ha devastato lo stato dell'Oklahoma e deve essere affrontata immediatamente" perché è una "crisi che rappresenta un pericolo imminente e minaccia i cittadini dello stato" afferma Balkman annunciando la sua decisione, con la quale regala un'importante vittoria al procuratore generale dell'Oklahoma, Mike Hunter.

L'accusa contro Johnson & Johnson

Secondo Hunter, che ha avviato l'azione legale nel 2017, Johnson & Johnson è alla radice della crisi e ha avuto un ruolo attivo negli sforzi dell'industria farmaceutica per spingere i medici a superare la loro riluttanza nel prescrivere gli oppioidi. Il procuratore ha sostenuto che la J&J avrebbe portato avanti una campagna di disinformazione rivolta ai medici meno consapevoli dei rischi dei medicinali. Secondo il procuratore generale inoltre la multinazionale avrebbe messo in atto una frode di marketing guidata dal desiderio di realizzare miliardi di profitti e lo ha fatto "sviluppando e realizzando un piano per influenzare direttamente e convincere i medici a prescrivere sempre più oppioidi" nonostante fosse consapevole del loro abuso, del loro cattivo uso, della dipendenza creata e delle morti causate. "Abbiamo mostrato che Johnson & Johnson è alla radice della crisi degli oppiacei, che ha realizzato miliardi di dollari in un arco temporale di 20 anni. Hanno sempre negato la responsabilità anche se allo stesso tempo hanno affermato di voler fare la differenza nel risolvere il problema" mette in evidenza Brad Beckworth, legale che ha rappresentato lo stato dell'Oklahoma durante il processo.

La difesa di Johnson & Johnson

Johnson & Johnson intende presentare ricorso contro la decisione. Jansenn, la divisione del colosso chiamata in causa, non è "la causa della crisi degli oppioidi in Oklahoma" afferma Michael Ullmann, legale e vice presidente esecutivo di Johnson & Johnson. "Riconosciamo che la crisi è un tema di sanità pubblico complesso" aggiunge. Johnson & Johnson reagisce comunque positivamente a Wall Street, dove sale del 4% grazie a una multa decisamente inferiore alle attese.

La crisi degli oppioidi in Oklahoma

L'Oklahoma è uno degli stati più colpiti dalla crisi degli oppioidi. I numeri non lasciano adito a dubbi. Fra il 2015 e il 2018 sono state prescritte 18 milioni di ricette per oppioidi, una cifra elevata considerato che la popolazione è solo di 3,9 milioni di persone. Dal 2000 circa 6.000 residenti sono morti per overdose di oppioidi.

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