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Libia, Haftar viola la tregua dell’Onu: raid su aeroporto di Tripoli, 3 feriti

I titoli di Sky Tg24 delle ore 18 dell'11/08

2' di lettura

A meno di 24 ore dall’accordo temporaneo di cessate il fuoco in occasione della festa del Sacrificio, il generale della Cirenaica ha bombardato lo scalo civile di Mitiga ed un quartiere residenziale. Il governo di al-Serraj attacca: "Haftar è un criminale"

È durata meno di 24 ore la tregua chiesta ieri dall’Onu in Libia: le forze del generale Khalifa Haftar hanno violato l’accordo bombardando l'aeroporto civile di Mitiga, a Tripoli, ed un quartiere residenziale. Lo riferisce la tv libica Al Ahrar su Twitter. Tre civili sono rimasti feriti dai razzi lanciati sul quartiere. L’autorità aeroportuale di Mitiga ha invece deciso di interrompere i voli "fino a nuovo ordine".

Tripoli: "Tregua violata dal criminale Haftar"

Ieri sia il governo di Tripoli che le forze dell'uomo forte della Cirenaica avevano accolto l’invito della missione Onu in Libia, Unsmil, per un un cessate il fuoco in occasione della festa religiosa del Sacrificio. La tregua, scattata ieri pomeriggio, era prevista fino alle 15 di domani. "Le milizie del criminale di guerra, il ribelle Haftar, violano la tregua dell'Eid al Adha (la festa del Sacrificio, ndr) dopo aver bombardato sporadicamente la zona di Souq Al Jum'aa, la mattina del primo giorno di festa. Tre civili sono stati feriti", scrive su Twitter l'operazione Vulcano di Rabbia che rappresenta le forze del governo di unità nazionale di Fayez Al-Serraj (LA SUA INTERVISTA A SKY TG24).

L’attentato di ieri a Bengasi

Nella giornata di ieri il cessate il fuoco era stato preceduto da un’ennesima coda di sangue. Un’autobomba è esplosa nel pomeriggio in un'affollata area commerciale di Bengasi, provocando la morte di tre addetti alla sicurezza dell'Onu che stavano attraversando la zona su un convoglio, ed il ferimento di almeno nove persone. Sull'attacco avvenuto nella capitale della Cirenaica c'è probabilmente la mano di formazioni jihadiste. Il governo libico d'intesa nazionale ha condannato l'attentato. In una nota, l'Alto consiglio di Stato punta il dito contro "la forza che controlla la città di Bengasi", ovvero le truppe di Haftar, città che "in questi ultimi giorni ha visto rapimenti, uccisioni e sparizioni" come quelli di Seham Sergiwa, deputata e psicologa scomparsa il 17 luglio, e quello dell'attivista Ahmed Omar Al Kawafi, il cui corpo è stato trovato in riva al mare, "e altri atti terroristici e criminali perpetrati da chi dice di voler proteggere la città mentre attacca Tripoli con la scusa di volerne ristabilire la sicurezza".

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