Stragi Usa, l'urlo di Bedoya dopo il gol: "Congresso, basta con le armi". VIDEO

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Alejandro Bedoya mentre urla il suo appello al Congresso (Getty Images)

Dopo aver segnato, il capitano dei Philadelphia Union ha afferrato un micronofo e chiesto al Congresso di fare qualcosa

Alejandro Bedoya è il capitano dei Philadelphia Union, squadra della Mls, la serie A statunitense. Al terzo minuto di gioco ha segnato con un preciso destro rasoterra dal limite dell'area con lo DC United. Ha esultato e abbracciato i compagni. Poi, mentre il resto della squadra si dirigeva verso il centro del campo per riprendere il gioco, Bedoya è andato a fondo capo, ha afferrato un microfono e ha urlato in diretta tv: "Ehi Congresso, fai qualcosa adesso. Poni fine alla violenza delle armi".

L'appello di Bedoya

Gli Stati Uniti stanno piangendo, in questi giorni, nuove vittime di sparatorie: 29 in tutto, tra Texas e Ohio. I messaggi per fermare la vendita di armi sono migliaia, ma mai un calciatore aveva sfruttato un gol per un appello così plateale. Bedoya, 32 anni, è originario di Weston, in Florida, a pochi chilometri dalla Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland dove, nel 2018, una sparatoria provocò 17 morti. Poco prima della partita, il calciatore aveva già scritto con chiarezza il suo pensiero su Twitter. Aveva definito "stronzate" i "pensieri e le preghiere" verso le vittime. Perché "le parole senza azioni sono semplicemente inutili. L'America, a quanto pare, sta diventando una società distopica. Fate qualcosa. Ne abbiamo abbastanza". Quando a Bedoya è stato chiesto di avanzare delle proposte, il calciatore non si è tirato indietro: "Si può iniziare con controlli più severi, con la creazione di un registro per chi acquista armi e tassando le munizioni".

Il bilancio della strage

Le due sparatorie sono avvenute a meno 13 ore di distanza, provocando 29 morti e oltre 50 feriti. La prima è avvenuta in un centro commerciale di El Paso. Gli inquirenti avrebbero individuato la pista del suprematismo bianco: la strage sarebbe una risposta "contro l'invasione ispanica del Texas". La seconda sparatoria è avvenuta a Dayton,nel quartiere della movida poco dopo la mezzanotte. Il movente non è ancora chiaro. La strage, come già tante altre volte in casi simili, ha riacceso il dibattito sulle armi nel Paese, proprio mentre accelera la campagna presidenziale del 2020.

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