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El Chapo, il boss del narcotraffico condannato all'ergastolo

2' di lettura

La sentenza degli Stati Uniti assegna a Joaquin Guzman la pena a vita. Dieci capi di imputazione: dal traffico di droga e armi, al riciclaggio di denaro sporco. E 12,6 miliardi di dollari da restituire. Il narcotrafficante: "Questa detenzione è una tortura psicologica"

 ‘El Chapo’, il re del narcotraffico tra le Americhe, è stato condannato dalla corte di New York all'ergastolo per dieci capi di imputazione. La pena comprende anche una ulteriore condanna a 30 anni. Joaquin Guzman, 62 anni, era stato riconosciuto colpevole a febbraio per il traffico di tonnellate di cocaina, eroina e marijuana e di vari omicidi come boss del cartello di Sinaloa, una delle più grandi e violente organizzazioni messicane dedite al traffico di droga.

Le imputazioni di Joaquin Guzman

Le imputazioni che sono costate a  ‘El Chapo’ la condanna a vita vanno dall'associazione a delinquere nell'ambito della criminalità organizzata al traffico di droga, dal riciclaggio di denaro sporco all'uso e al traffico di armi da fuoco. Nei giorni scorsi era stata respinta la richiesta di un nuovo processo da parte del legale di Guzman. La difesa aveva cercato di far leva su presunti pregiudizi dei giurati.

Il narcotrafficante dovrà restituire 12,6 miliardi agli Stati Uniti

Il giudice ha ordinato a 'El Chapo' anche di restituire 12,6 miliardi di dollari (circa 11,2 miliardi di euro), cioè la somma stimata di proventi per il traffico di droga negli Stati Uniti gestiti dal cartello del boss prima che fosse arrestato in Messico. Questo risarcimento era stato richiesto dalla procura di Brooklyn a inizio luglio e la Corte ha accolto la richiesta dell'accusa.

In aula c'era anche la moglie Emma Coronel

Ad assistere alla lettura della sentenza, nell’aula blindata del tribunale di Brooklyn, c’era anche la moglie del narcotrafficante, Emma Coronel. La donna ha ascoltato la decisione della corte che porterebbe il boss a scontare la sua pena al 'Supermax' di Florence, in Colorado: è un carcere di massima sicurezza che ospita alcuni dei peggiori criminali degli Stati Uniti.

Le dichiarazioni di 'El Chapo' prima della sentenza

Prima della sentenza, ‘El Chapo’ aveva preso parola per dire che gli è stato negato un giusto processo e che le condizioni carcerarie di isolamento duro a cui è costretto sono inaccettabili. Parlando attraverso un traduttore, ha detto che la sua detenzione è "una tortura psicologica, emotiva e mentale 24 ore al giorno".

Data ultima modifica 17 luglio 2019 ore 17:39

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