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Terrorismo, il mullah Krekar arrestato in Norvegia

3' di lettura

L'uomo, considerato il capo spirituale della cellula jihadista Rawthi Shax, è stato condannato dalla Corte d'Assise di Bolzano a 12 anni di carcere

La polizia norvegese ha arrestato il mullah Krekar su richiesta delle autorità italiane a seguito della sentenza emessa dal tribunale di Bolzano il 15 luglio per associazione con finalità di terrorismo anche internazionale. Nel processo a carico di sei presunti jihadisti la Corte d'Assise ha condannato il mullah, che vive da 30 anni in Norvegia ed èconsiderato il capo spirituale della cellula jihadista Rawthi Shax, smantellata nell'autunno 2015 a seguito di un'indagine del Ros di Trento, a 12 anni di carcere.

L'arresto

Il mullah è stato arrestato nella serata del 15 luglio. Assieme a lui nella sua sentenza la Corte d'Assise aveva condannato anche Rahim Karim Twana e Hamasalih Wahab Awat a 9 anni di reclusione e Abdul Rahman Rahim Zana, Jalal Fatah Kamil e Hamad Bakr a 7 anni e 6 mesi ciascuno. Tre di loro, secondo quanto comunicato dal Ros in una nota, sono stati arrestati tra Norvegia e Inghilterra, mentre due condannati sono cittadini norvegesi, Paese che per questo non concede l'estradizione verso l'estero.

Chi è il mullah Krekar

Faraj Ahmad Najmuddin, alias mullah Krekar, è un personaggio di spicco negli ambienti del radicalismo islamico, già leader di Ansar Al Islam (presente nella lista dei gruppi terroristici stilata dalle Nazioni Unite), sulle cui ceneri ha costituito la nuova organizzazione, denominata "Rawti Shax". La cellula di matrice curdo-sunnita - secondo la nota del Ros - mirava alla partecipazione al jihad su scala globale, in adesione allo Stato Islamico e ad al-Nusra, espressione siriana di Al-Qaeda. Inoltre puntava all'instaurazione di un califfato nel Kurdistan iracheno regolato dalla sharia e alla realizzazione di atti di intimidazione nei confronti di governi occidentali, attraverso la costituzione di cellule dormienti in Europa.

Le attività della cellula

Le indagini hanno fatto emergere come l'organizzazione terroristica fosse dedita al reclutamento e all'invio di foreign fighters nelle zone di conflitto a cavallo tra Iraq e Siria. E la nota del Ros ricorda come siano già stati condannati in via definitiva quattro degli appartenenti alla cellula italiana del gruppo che avrebbero avuto la propria base operativa in provincia di Bolzano con collegamenti transnazionali con le cellule in Iraq e Norvegia Germania, Inghilterra, Svizzera, Grecia e Finlandia.

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