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'Ndrangheta, evasione Morabito: arrestato uno dei fuggitivi. Lui forse in Brasile

I titoli di Sky Tg24 delle 18 del 26/6

2' di lettura

Gli agenti della polizia sudamericana hanno trovato uno dei tre reclusi che erano scappati dal carcere di Montevideo insieme all’italiano. Intanto, secondo la stampa locale, il fuggitivo calabrese sarebbe diretto oltre il confine uruguagio

Alcuni agenti della polizia uruguaiana hanno arrestato all'alba di oggi, 26 giugno, l'argentino Leonardo Abel Sinopoli Azcoaga, uno dei tre reclusi evasi dal carcere centrale di Montevideo nella notte di domenica 23 giugno insieme al boss della 'Ndrangheta Rocco Morabito. Lo ha reso noto il ministero dell'Interno a Montevideo. Intanto, secondo la stampa locale, il 52enne italiano avrebbe lasciato il Paese per dirigersi in Brasile. (LE FOTO DELLA SUA VILLA)

Fuggitivo arrestato grazie a segnalazione anonima

Per quanto riguarda l’arresto del fuggitivo argentino, la cattura, si precisa in un comunicato, è avvenuta nella stazione degli autobus della città di Salto da dove cercava di trasferirsi in Brasile. "La localizzazione del fuggitivo - ha precisato il ministero - è stata possibile grazie alla telefonata anonima di un cittadino il quale si è insospettito per il fatto che egli cercasse un mezzo di trasporto per recarsi in territorio brasiliano ma che, non avendo denaro con sé, offriva il pagamento attraverso un bonifico dall'estero".

Morabito forse in Brasile

Intanto, in base a quanto riferito dal quotidiano uruguaiano El Observador, che cita fonti della polizia, le autorità uruguaiane hanno visionato le immagini riprese dalle telecamere installate lungo le strade di Montevideo e hanno visto Morabito e gli altri evasi salire a bordo di un'auto che si è diretta verso la Costa de Oro, a est di Montevideo, in direzione del confine con il Brasile. Queste immagini, precisa il quotidiano, sono state visionate dalle autorità solo 8-9 ore dopo l'evasione del boss. Morabito era stato arrestato nel 2017 a Montevideo, dopo 23 anni di latitanza. Nel marzo del 2017, un tribunale penale d'Appello aveva confermato l'autorizzazione all'estradizione verso l'Italia.  

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